Saturday, July 31, 2010
Lemeraviglie di Ibooks
1. Scaricate l'applicazione ibooks da Apple store sia se avete l'iPhone che l'iPod!!! . (mica funziona solo sull'ipad ! .. potete avere molti libri gratis.....come avete capito io sto leggendo "i mille")
2. Ibooks permette di leggere i libri in maniera bella (ingradimento del testo, copia, cerca, evidenzia eccetera) e molto interessante, ma la cosa che vi voglio insegnare e' la seguente ...
3. Aprite in Safari una pagina con un PDF, oppure aprirete il PDF da un allegato mail e vedrete che si attiva in alto un bottone con "apri in ibooks", questa e' la cosa ....
4. Dite di si e magicamente vi trovate il PDF a. In ibooks con quasi tutte le funzionalita' di cui sopra, e poi b. ben archiviato nella libreria!!! e c. Potete farvi una raccolta dei PDF piu' belli e utili di architettura.
Per esempio. Io ho la raccolta dei 12 estratti gratis (per poco) di "0n&0ff" il supplemento a cura di niTro & Antonino Saggio sulla innovazione tecnologica il design e l'architettura, una fonte di aggiornamento e approfondimento che affianca la collana "la rivoluzione informatica" i volumi l'attività didattica e di ricerca. Ecco il
Link
http://www.nitrosaggio.net/On&Off.htm
Saturday, July 24, 2010
Le scelte sono sempre politiche. Usare i fondi di ricerca dei pensionandi per nuovi contratti.
L'Università Sapienza, in linea con il generale sentire del paese e con il bisgno di apertura alle giovani generazioni, ha appena promulgato le posizioni per - il titolo di Professore Senior Sapienza e Ricercatore Senior Sapienza Link corretto
In una parola, con questo titolo di nuova coniazione, i professori obbligati per legge dello Stato ad andare in pensione attorno ai 65 anni possono mantenere e gestire i propri fondi di ricerca sino al 75 anno.
Detto così, tutto tranquillo. Cioè: un docente accumula ingenti somme di ricerca e poi, invece di essere obbligato a lasciare i fondi al Dipartimento e/o ai suoi continuatori ed ex assistenti come era sino a ieri, li può continuare a gestire lui stesso e ovviamente a frequentare e o dirigere i laboratori. Sembra giusto, alla faccia del rinnovamento. Ecco come, localmente, si aggirano leggi generali. Stessa identica cosa è accaduto con i concorsi (cambiate le regole, ma non riaperti) e con molte altre questioni.
Credo invece che questi soldi accumulati e non spesi debbano automaticamente essere reimmessi in bilancio per l'apertura di contratti pluriennali ai giovani ricercatori. Sarebbe, questo sì, un modo di avere forze nuove e di togliere potere a chi non lo vuole cedere neanche quando sarebbe obbligato al pensionamento. Come vedete una scelta "politica" è molto diversa da un'altra.
Sapienza nei fatti dimostra quello che vuole essere spesso, un arroccamento di privilegi in particolare per i più anziani. Difficile resistere ai buldozer, quando le capacità di rinnovamento sono quelle appena discusse.
Friday, July 23, 2010
Mostra "Urban Voids" a San Lorenzo dal 24 al 28 luglio
Sunday, July 18, 2010
Published in English a Book on Louis Sauer!

GO
Five Master Works By Louis Sauer
Un Unconventional American Architect
by Antonino Saggio
download Euro 3,99
print 19, 99
64 pages in color
Isbn: 978-1-4461-4559-3
Saturday, June 26, 2010
Wednesday, June 23, 2010
Un vero primo premio, meritato miracolo a Como!
Video sulla casa del fascio di Como
Saturday, June 19, 2010
Friday, June 18, 2010
Annibale D'Elia di Bollenti Spiriti, Regione Puglia avanti!
Si tratta di una esperienza importante della regione Puglia, vicinissima come spirito a Urbanvoids, con la differenza che mentre noi cerchiamo di educare ad una azione progettuale e ci occupiamo, se va bene, di cultura, loro le fanno anche veramente i progetti e le politiche attive per i giovani. Guardare il sito di Bollenti Spiriti (sito istituzionale -! - della regione Puglia per le politiche giovanili) è quindi importante e apre un brandellino, uno squarcino di fiducia. La condivisione delle risorse e delle informazioni, per esempio, è un fatto rivoluzionario !, e anche se l'etica a proposito deve fare ancora secoli di strada (ogni giorno ne scopro una di nefandezza), rimane il fatto che va fatto!
Di Bollenti Spiriti, sono venuto a conoscenza attarverso un prezioso invito a un incontro di lavoro promosso da Italia decide, Presidenza on. Luciano Violante, coordinamento ricerca sulle reti arch. Margherita Petranzan.
Wednesday, June 09, 2010
Iº Convegno UrbanVoids Galleria di Architettura "come se" mattina
Interventi di, nell'ordine
Rosetta Angelini, Galleria di Architettura come se
Antonino Saggio, Sapienza Università di Roma
Walter Tocci, Direttore Centro Riforma dello Stato
Susi Fantino, Presidente, IX Municipio
Renato Masiani, Preside Facoltà Quaroni Sapienza
Stefano Garano, Sapienza Università di Roma
Mirella Di Giovine, direttore IX municipio
I. Sessione: Vuoti urbani e plug-in progettuali
Marta Moccia, Nitrosaggio.net. From the ground up.
Valentina Pennacchi, Urban Cell. Unità Low-cost
Maria Pia Cosentino, Urban Fields. Campi di ricerca
Livia Manili. Save Street children.
Nuove energie:
Yves Legal, CivicoZero, Save the Children Italia
Alicia Imperiale, Princeton University Usa
II. Sessione: Valorizzazione del sottosuolo
Rosetta Angelini, Galleria come se
Maurizio Diaferia. Riciclo creativo e sensibilizzazione ambientale
Tiziano Derme. Emit. Ecologia e sostenibilità per la riappropriazione dello spazio
Fabio Sallemi. Tuskate. Armonia dello spazio
Davide Motta. The time of the machine. Scambio infrastrutturale e servizi per il citizen Mobile
Nuove energie:
Carlo Vigevano, AeV Architetti
Cinzia Naticchioni, Sapienza Università di Roma
Cinzia Abbate, AeV Architetti
Catalogo
Programma
Film
IIº Convegno UrbanVoids Galleria di Architettura "come se" pomeriggio
Federica Menozzi, Responsabile Italia Lulu. inc.
Goran Jankovic, Powerplant. Centro polifunzionale di ricerca della bionergia
Valerio Galeone, Restoring Nature. Agrourbanità per la sussistenza e la sua essenza
Nuove energie:
Claudia Clemente, Sapienza Università di Roma
Antonino Di Raimo, NitroSaggionet
IV. Sessione: Catalizzatori culturali e sociali
Antonino Di Raimo, Nitrosaggio.net, Mixitè
Donatella Finelli, Multicolor integration. Incontro di etnie
Laura Gangemi, Urban Music. Musica nei vuoti urbani
Caterina Marconi, Banca del Tempo. Centri di scambio paritario
Raffaele Foggetti, Licia Genua, Decanting Wine. Relazione con i prodotti regionali
Nuove energie:
Paolo Allegrezza, Materiali Riformisti
Susanna Ferrini, N!studio
V. Sessione: Sport e tempo libero
Interventi:
Nazareno Tiberi, Nitrosaggio.net, Sport Urbano
Ivan Angelo de Cataldo, Sviluppo del riciclo artistico
Umberto Di Tanna, CMC. Cultura metropolitana
Rosamaria Faralli, Kidult. Centri d’arte
Cristina Interdonato, T&P. Sport Urbani
Nuove energie:
Luca La Torre, MaO
Guendalina Salimei, Sapienza Università di Roma
Maria Paola Gargiulo, Senato della Repubblica
Thursday, May 27, 2010
Saturday, May 08, 2010
Monday, May 03, 2010
Tuesday, April 27, 2010
Sunday, April 25, 2010
Dall'Arch. Giulitetta Brunelli. Un dittatore buono
Salve Professore!
Ci immagina bene, felicemente a Parigi.
Solo che ora Valeria ed io non viviamo più insieme, ma ciascuna con il suo ragazzo..
Io ho finito da un mese un' esperienza lavorativa pessima, in un posto in cui non mi piaceva quello che facevo, quelli per cui lavoravo e stavo perdendo stima in me stessa. Solo che avevo un contratto da cui non è stato facile sganciarsi e sono rimasta incastrata molto tempo.
Ora mi sento molto bene e , soprattutto, libera e non ho intenzione di cercare subito in uno studio. Ho bisogno di fare quello che piace a me e come dico io, approfittando delle tasse di disoccupazione che ho versato qui in Francia in questi 3 anni e che ora mi danno diritto a un sussidio che vale uno stipendio italiano.
Mi dedico a un lavoro in professione liberale (faccio un progetto per interni su 3 piani e seguo il cantiere) e ho messo su un' equipe per partecipare a un concorso. Abbiamo cominciato ieri. Quando avrò fatto il pieno di concorsi, mostre, letture e un po' di sano ozio, ricomincerò la ricerca di un lavoro in studio, quando avrò un'idea più chiara di chi sono professionalmente: ho preventivato 6 mesi di ricerca su me stessa.
All'Italia penso sempre, con nostalgia e amarezza. Purtroppo le piaghe dell'indifferenza, dell'ignoranza, della diseducazione al diverso e del qualunquismo, ammesso che cominciassimo a fare qualcosa per guarirle oggi, potremmo sperare di vedere i frutti tra 20 anni...almeno una generazione.
Oggi a colazione sognavo che sarebbe bello avere un dittatore buono (tanto a noi ci piace lasciare tutto nelle mani di uno), uno che facesse un colpo di stato e abolisse la tv zozzona, facesse fuori il 98% della classe politica attuale, rifacesse la scuola pubblica come si deve, prendesse professori in gamba, appassionati e giovani e spendesse i soldi destinati alla mafia in cultura, musica e cinema. Uno che sapesse prendere le decisioni giuste per formare un popolo con senso critico e voglia di capire, voglia di sapere e spirito di iniziativa. Un popolo che non comincia ad essere disilluso a 16 anni.
Uno che avesse come obiettivo di cambiare la nostra mentalità piccola piccola, attaccata ai particolarismi, che non vede lontano, e che è incapace di sentire il bene comune, incapace di capire che quello che è di tutti è anche di se stessi e non di nessuno.
Come quando gli antichi romani facevano l' imperatore d' urgenza, in caso di guerra, quando non c' era tempo per concertare le decisioni e bisognava essere operativi immediatamente. Il fatto è che in Italia prendono solo decisioni per il peggio (come diceva lei in quel video in cui diceva che da noi anche le iniziative giuste degerano nel loro risvolto più negativo).
Purtroppo mi sembra che in questo momento non siamo in grado di vivere in democrazia, e non ci viviamo in effetti.
Quanto sono disperata per sperare in un dittatore buono? Invece che in uno stato democratico intelligente?
Io che ho sempre avuto, fin da piccina, un' enorme difficoltà a lasciarmi andare alla religione, a riuscire a credere in qualcosa che non capisco, a cedere e affidarmi a qualcosa più grande solo per fede, io che sono cosi' per natura, mi ritrovo a 30 anni a sperare che il mio paese sia salvato da un avvenimento provvidenzale, un miracolo, un cambiamento improvviso e positivo senza nessuna realistica ragione d' essere. E' grave, dottore? ops... professore?
Non è che qui in Francia tutto sia semplice e perfetto, ma i francesi sono educati a pensare e a farsi la loro opinione edahanno gli strumenti per farlo. La società si regge su regole che tutelano il cittadino e che tutti rispettano. Linguisticamente (questo mi fa sempre riflettere) invece di dire "posso" dicono "j'ai le droit de". Per esempio un bambino che sputa per terra viene rimproverato con "tu n'as pas le droit de faire ça". Non la dice lunga?
Allora a presto!
Giulietta
Pubblicato il 25 aprile del 2010 >
Saturday, April 24, 2010
Thursday, April 22, 2010
Wednesday, April 14, 2010
Proseguono le lezioni Registrate in mp3 del corso ITCaad. Anno 2010
Saturday, April 03, 2010
5. le puntate del compasso. Pasolini il Perchè della morte
Vai
Tuesday, March 16, 2010
Magica Università
Monday, March 15, 2010
"Caravaggio come se" - 13 marzo 2010, Roma Conferenza
Vedi le imamgini e i limati che hanno accompagnato la conferenza
Libro "Lo strumento di Caravaggio" edizioni Kappa, Roma o per scaricare in pdf >>
Wednesday, March 10, 2010
Friday, March 05, 2010
Wednesday, February 03, 2010
Tel Aviv Città multicolore il film
Ascolta Intervento in Audio
http://antoninosaggio.blogspot.com/2010/02/tel-aviv-citta-multicolore-il-film.html
It is the intervention of Antonino Saggio all'InArch of Roma per i Cento anni, di tel Aviv. Images are NOT synchronized with audio. If someone wants to do it, it is free to it from the link above where thre is audio and the actual images used in the intervention.
Tel Aviv Città Multicolore

InArch Tavola rotonda Tel Aviv 100 anni di Modernitudine
Con Luca Zevi e G.Freda
Ascolta Intervento di Saggio
Friday, January 29, 2010
Thoughts on a Paradigm Shift

The David Azrieli School of Architecture
The Yolanda and David Katz Faculty of the Arts
Tel Aviv University Lecture
See the Images
Follow the audio
Sunday, January 03, 2010
Friday, January 01, 2010
JACOMO TINTORETTO E I SUOI FIGLI
| JACOMO TINTORETTO E I SUOI FIGLI MAZZUCCO MELANIA G. Storia di una famiglia veneziana Rizzoli, Milano 2009 pp. 1021 Non "trascriveva" la pittura copiandola dalla natura o dall'arte, ma la "scriveva" come da un'immagine della mente, intravista in sogno, trovandola nel suo farsi - e solo nel farla la vedeva. Dandosi la possibilità di cambiare, "pentimento" dopo pentimento - pennellata su pennelata. 15 |
Monday, December 28, 2009
Wednesday, December 23, 2009
Le Puntate del Compasso: La serie sulla Crisi dell'Università in Italia

Contiene una serie di interventi del prof. Antonino Saggio, de La Sapienza di Roma, sulla crisi dell'Università e della ricerca in Italia. Lo scopo è affrontare a viso aperto dei nodi problematici che hanno condotto in basso l'Università italiana nella convinzione che la diffusione delle idee e delle conoscenze, anche attraverso la rete, possa innestare processi di riforma positivi.
Thursday, December 17, 2009
2. Le puntate del compasso: le Aree Disciplinari

Antonino Saggio discute del tema dei Settori o Aree disciplinari, un nodo fondamentale della strutturazione della università italiana che necessita di un profondo ripensamento. Il ragionamento riprende un tema che aveva affrontato nella parte conclusiva del suo intervento su > : "Sei punti e mezzo su Bruno Zevi" nell'Aula Magna della Università La Sapienza il 14 marzo del 2002
Saturday, December 05, 2009
1. Le puntate del compasso: Politica e Meritocrazia

Antonino Saggio inizia un ciclo di interventi sui temi della Politica e dell'Università per una avvicinamento della realtà ai conclamati valori di Trasparenza e Meritocrazia che muovono, ma troppo in astratto, i valori della Università pubblica. La serie inizia il 5 dicembre 2009, lo stesso giorno della prima manifestazione a-partitica organizzata direttamente via Internet. La serie serve a ricordare che la rete è uno strumento di libertà che va difeso ed usato. Gli interventi di Saggio non si riconoscono naturalmente in alcun schieramento di partiti, le scelte sono sempre individuali. Qui contano le conoscenze e le idee che si vogliono trasmettere.
Video YouTube
Friday, December 04, 2009
Le vittorie di Vittorio
Leggete questo curriculum. E domandatevi: da chi ha governato il sistema culturale della architettura italiana avete mai sentito una sola parola di autocritica? Anzi: pontifica.
La maratonda di Internet e Caravaggio
Friday, November 27, 2009
Tuesday, November 24, 2009
Commenti sul 7° Convegno Identità dell'Architettura italiana
Monday, November 23, 2009
A proposito di Elizabeth Diller e Zaha Hadid all’inaugurazione del MAXXI di Roma

di Antonino Saggio
Elizabeth Diller, completando la sua conferenza inaugurale in onore del museo MAXXI, ha lanciato un siluro all’architettura-corazzata di “Zaha” al Flaminio di Roma.
Ha detto, più o meno: ebbene cari amici, anche se veramente non dovrei perché è solo allo stato di concept, vi faccio vedere il nostro nuovo museo a New York. Si basa su tre principi. Il primo è che si deve auto sostenere finanziariamente. Vuol dire che le attività commerciali, quelle più direttamente produttive e quelle espositive non si sovvenzionano con soldi pubblici, ma appunto cercano nell’interesse delle loro attività presso il pubblico le fonti economiche di sostentamento. Secondo principio: le tre attività occupano circa un terzo della superficie ciascuna e poi, e l’ha detto come se niente fosse, ecco il terzo principio: “Spazi e funzioni si devono riconfigurare”. Ma come fare per riconfigurare spazi e funzioni? Beh, semplice: si prende una tecnologia ben funzionante, quella dei carri ponte e dei container dei porti e la si adatta al caso specifico! Il nuovo museo di Diller&Scofidio + Renfro risulta di conseguenza composto da tre scatole, che stanno l’una dentro l’altra come a formare una enorme Matrioska e che si aprono, si chiudono e silittano reciprocamente riconfigurando spazi interni ed esterni. Ha mostrato una prospettiva ed alcune sezioni e, per finire, ha detto: la forma architettonica verrà, adesso non è questa la cosa l’importante.
Sottolineiamo indi tre aspetti di questo costruendo museo a Manhattan. A. Autonomia e automantenimento di gestione, B. Riconfigurabilità degli spazi, C. Elettronica (ricorderete il loro progetto Blur!) combinata in questo caso alla meccanica portuale per affrontare il nodo stesso del progetto. La riconfigurabilità è in relazione alla massima flessibilità di uso. Qui non c’è una weltanschanung digitale o post meccanica, ma al contrario una tensione che affronta con coraggio le necessità del programma e a partire da queste elabora progetti moderni. L’estetica in architettura è una conseguenza, non la base di partenza.
Con Diller&Scofidio e la loro High-line abbiamo iniziato On&Off (“L’Architetto italiano” n. 15) e con la monografia di Antonello Marotta, prima in Italia, è ricominciata la collana Rivoluzione Informatica nel 2005. Che gli amici del MAXXI li abbiano invitati ci dà un piccolo credito culturale, anche se il siluro di Elizabeth d’un colpo fa apparire il MAXXI vecchio, costosissimo, inadeguato alle sfide culturali ed economiche da affrontare, assurdo climaticamente, tradito nella concezione urbana e forse poco funzionale. E che sia bello, guizzante ed asimmetrico, meandricamente piranesiano ci fa felici, sì, ma solo per un attimo.
Cerchiamo di fornire un contributo alle prossime realizzazioni italiane, senza paura di formulare le critiche sulle opere appena realizzate. Naturalmente della Hadid siamo ammiratori (e aborriamo l’architettura da presepe che hanno invece in mente i molti detrattori) ma per spirito di parte in Italia si tende a non fare le critiche se si è dalla stesso lato, è uno sbaglio gigantesco.
Ecco dunque alcune osservazioni pratiche e ci auguriamo costruttive sull’inaugurando museo del 21esimo secolo.
A. Costi e realizzazione. Come era già avvenuto per la Chiesa di Meier alla periferia di Roma, la via italiana alla costruzione delle opere “dinamiche” e “a-tettoniche” della recente architettura internazionale è assurda (il che potrebbe non far nulla), ma è soprattutto anti economica (150 milioni di euro il costo finale). Realizzare pareti portanti in cemento armato porta ad un lievitazione dei costi e a fare in maniera complessa, costosa e lunga cose che possono essere più semplici. Queste opere così dinamiche “domandano” una realizzazione ad ossatura d’acciaio triangolata e poi rivestita in pannelli. E’ il sistema usato al museo Guggenheim di Bilbao. L’altra strada è quella seguita nella realizzazione della bella chiesa di Alessandro Anselmi alla periferia di Roma (la Chiesa S. Pio di Petralcina nel quartiere di Malafede). Qui le forme dinamiche sono rese congrue ad un sistema di curvilinee travi in acciaio che creano audacia e bellezza strutturale rare (oltre ad un costo contenuto). Insomma alle soluzioni costruttive bisogna lavorare con attenzione, e la necessità del contenimento dei costi spesso aguzza l’ingegno dei bravi architetti e dei loro compagni ingegneri. Nel MAXXI la costruzione sembra essere stata dettata dalle esigenze della ditta che, logico o meno che sia l’approccio, i suoi lavori alla fine li contabilizza!. Nella fase della costruzione si legge l’inesperienza dello studio Hadid e lo strapotere della impresa e dei suoi interessi.
B. L’opera di Hadid sarebbe importante urbanisticamente per promuovere i flussi di attraversamento nel quartiere. Avere recintato il museo in un lotto chiuso da palizzate, come ci auguriamo non resterà ma invece temiamo, è uno sbaglio che snatura la forza stessa dell’architettura. Se l’area museale per insipienza gestionale, rimarrà sbarrata tra via Guido Reni a sud e via Masaccio a Nord il Museo perderà il suo potenziale urbano e la sua architettura diventerà, suo malgrado, “monumentale” perché da guardare e non da vivere! Il successo come attrezzatura “pubblica” e come spazio cittadino del vicino Auditorium dovrebbe servire come esempio positivo.
A. Lo spazio interno del MAXXI appare monotonamente indifferenziato dal punto di vista dell’uso espositivo (la grande variazione degli squarci visivi infatti non ha nulla a che vedere con la potenzialità di uso). E dal punto di vista dell’intelligenza ambientale l’edificio è sordo presentandosi come una macchina da riscaldare e raffreddare con tecniche tutte artificiali senza gli accorgimenti spaziali oggi possibili per attenuare l’impatto climatico.
Ci fermiamo e pensiamo ai semplici principi di Elizabeth Diller. Accontentarci del poco, dicendo che è meglio di niente, nel caso del MAXXI vorrebbe dire arrenderci.
in pubblicazione su carta nel dodicesimo supplemento "On&Off" nel numero 32-33 de L'Architetto Italiano, editore Mancosu
Wednesday, November 18, 2009
Thursday, November 05, 2009
Industria bella a .. Predappio
Ricordandomi dei tempi in cui ero piu' attivo nel Docomono, ho scovato questo splendido edificio industriale (certo noto, immagino, agli specialisti). L'edificio si trova nella strada tra Predappio alto e la casa del fabbro Alessandro Mussolini. Benito diventato Dux ci fa costruire, attorno alla casa natale, una specie di esedra e poi una città nuova. Ma questa e' un'altra storia. Chi conosce nome e progettista della fabbrica dismessa ce lo faccia sapere, se vuole in un post.
Sunday, October 11, 2009
Friday, October 09, 2009
Saturday, September 12, 2009
Saturday, August 22, 2009
Mostra di Plasma Studio al Sicily Lab 5-28 settembre 09
Monday, August 17, 2009
'Fuggiti' dall'Italia per nepotismo scoprono gene per lo sviluppo
polemica con il sistema nepotista dell'università, che non permetteva
loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al
cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo
spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert
Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna
Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave
nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel
più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori
a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla
prestigiosa rivista Developmental Cell.
.....
Combattere il tumore al cervello è l'obiettivo che Antonio Iavarone e
Anna Lasorella, marito e moglie da molti anni, si sono posti dai primi
anni di studio all'Università. "Siamo entrambi pediatri, io sono di
Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico
Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo tutt'e due al reparto
di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto
un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo
punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in
Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla
Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002".
Iavarone non torna volentieri sulle ragioni che hanno spinto lui e la
moglie a emigrare negli Stati Uniti. Ma Repubblica si è occupata con
molta attenzione della loro vicenda, raccontata in un articolo del 5
ottobre 2000 da Elena Dusi, e ripresa successivamente da Curzio
Maltese. "Da noi la bravura non paga", s'intitolava l'articolo che per
la prima volta parlava della vicenda. "Il primario di oncologia, il
professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita
impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone - Ci imponeva
di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni
scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava
spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo
piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo
denunciato tutto".
E a quel punto, anche sulla scia di una denuncia per diffamazione
effettuata dal professor Mastrangelo ("Abbiamo vinto la causa", dice
Iavarone) ai due coniugi ricercatori non è rimasta che la via del
volontario esilio. Che si è rivelata molto proficua, dal momento che
lavorare negli Stati Uniti ha permesso loro di sviluppare nel migliore
dei modi le loro intuizioni, dando una speranza a chi contrae questa
terribile malattia.
L'unico commento che si riesce a strappare sulla vicenda che li ha
allontanati dall'Italia (dove torneranno comunque a settembre, per
presentare la loro scoperta), è che "il nostro caso è stato
paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo
un caso isolato". "Però non mi chieda altro - conclude Iavarone -
altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso
vogliamo parlare solo della nostra scoperta, che ci fa essere molto
speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure".
INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
























