Saturday, July 31, 2010

Lemeraviglie di Ibooks

Volevo insegnarvi una bella cosa. Se la sapete gia', meglio, se no: "prego e' stato un piacere".
1. Scaricate l'applicazione ibooks da Apple store sia se avete l'iPhone che l'iPod!!! . (mica funziona solo sull'ipad !  .. potete avere molti libri gratis.....come avete capito io sto leggendo "i mille")

2. Ibooks permette di leggere i libri in maniera bella (ingradimento del testo, copia, cerca, evidenzia eccetera) e molto interessante,  ma la cosa che vi voglio insegnare e' la seguente ...

3. Aprite in Safari una pagina con un PDF, oppure aprirete il PDF  da un allegato mail e vedrete che si attiva in alto un bottone  con "apri in ibooks", questa e' la cosa ....

4. Dite di si e magicamente vi trovate il PDF a. In ibooks con quasi tutte le funzionalita' di cui sopra, e poi b. ben archiviato nella libreria!!! e c. Potete farvi una raccolta dei PDF piu' belli e  utili di architettura.

Per esempio. Io ho la raccolta dei 12 estratti gratis (per poco) di "0n&0ff" il supplemento a cura di niTro & Antonino Saggio sulla innovazione tecnologica il design e l'architettura, una fonte di aggiornamento e approfondimento che affianca la collana "la rivoluzione informatica" i volumi l'attività didattica e di ricerca. Ecco il
Link

http://www.nitrosaggio.net/On&Off.htm

Saturday, July 24, 2010

Le scelte sono sempre politiche. Usare i fondi di ricerca dei pensionandi per nuovi contratti.















L'Università Sapienza, in linea con il generale sentire del paese e con il bisgno di apertura alle giovani generazioni, ha appena promulgato le posizioni per il titolo di Professore Senior Sapienza e Ricercatore Senior Sapienza  Link corretto

In una parola, con questo titolo di nuova coniazione,  i professori obbligati per legge dello Stato ad andare in pensione attorno ai 65 anni possono mantenere e gestire i propri fondi di ricerca sino al 75 anno.

Detto così, tutto tranquillo. Cioè: un docente accumula ingenti somme di ricerca e poi, invece di essere obbligato a lasciare i fondi al Dipartimento e/o ai suoi continuatori ed ex assistenti come era sino a ieri, li può continuare a gestire lui stesso e ovviamente a frequentare e o dirigere i laboratori. Sembra giusto,  alla faccia del rinnovamento. Ecco come, localmente, si aggirano leggi generali. Stessa identica cosa è accaduto con i concorsi (cambiate le regole, ma non riaperti) e con molte altre questioni.

Credo invece che questi soldi accumulati e non spesi debbano automaticamente essere reimmessi in bilancio per l'apertura di contratti pluriennali ai giovani ricercatori. Sarebbe, questo sì, un modo di avere forze nuove e di togliere potere a chi non lo vuole cedere neanche quando sarebbe obbligato al pensionamento. Come vedete una scelta "politica" è molto diversa da un'altra.

Sapienza nei fatti dimostra quello che vuole essere spesso, un arroccamento di privilegi in particolare per i più anziani. Difficile resistere ai buldozer, quando le capacità di rinnovamento sono quelle appena discusse.

Friday, July 23, 2010

Mostra "Urban Voids" a San Lorenzo dal 24 al 28 luglio

Nel quadro degli eventi organizzati sul tema "Trasformiamo  la città'" dal 24 al 28 luglio sarà presente un nuovo allestimento della mostra UrbanVoids. L'architetto Rosetta Angelini, presenterà i contenuti della mostra il giorno 27 luglio ore 19, piazza dell'Annunziata San Lorenzo, Roma

Sunday, July 18, 2010

Published in English a Book on Louis Sauer!




GO


Five Master Works By Louis Sauer
Un Unconventional American Architect

by Antonino Saggio
download Euro 3,99
print 19, 99
64 pages in color

Isbn: 978-1-4461-4559-3




Wednesday, June 23, 2010

Un vero primo premio, meritato miracolo a Como!

Rincuora vedere questo video. Dal mio punto di vista, forse un poco interessato, dimostra come temi di un lavoro (il motivo del telaio!) siano ripresi da un altro ma con forza e originalità. Senza scoppiazzature, senza ammiccamenti, senza facili scorciatoie. Anzi con concentrazione e qualità che va dal linguaggio all'immagine. Sono contento di aver conosciuto il lavoro di Nicolangelo Gelormini

Video sulla casa del fascio di Como

Friday, June 18, 2010

Annibale D'Elia di Bollenti Spiriti, Regione Puglia avanti!


Si tratta di una esperienza importante della regione Puglia, vicinissima come spirito a Urbanvoids, con la differenza che mentre noi cerchiamo di educare ad una azione progettuale e ci occupiamo, se va bene,  di cultura, loro le fanno anche veramente i progetti e le politiche attive per i giovani. Guardare il sito di Bollenti Spiriti (sito istituzionale -! - della regione Puglia per le politiche giovanili) è quindi importante e apre un brandellino, uno squarcino di fiducia. La condivisione delle risorse e delle informazioni, per esempio, è un fatto rivoluzionario !, e anche se l'etica a proposito deve fare ancora secoli di strada (ogni giorno ne scopro una di nefandezza), rimane il fatto che va fatto!
Di Bollenti Spiriti, sono venuto a conoscenza attarverso un prezioso invito a un incontro di lavoro promosso da Italia decide, Presidenza on. Luciano Violante, coordinamento ricerca sulle reti arch. Margherita Petranzan.

Wednesday, June 09, 2010

Iº Convegno UrbanVoids Galleria di Architettura "come se" mattina


Interventi di, nell'ordine
Rosetta Angelini, Galleria di Architettura come se
Antonino Saggio, Sapienza Università di Roma
Walter Tocci, Direttore Centro Riforma dello Stato
Susi Fantino, Presidente, IX Municipio
Renato Masiani, Preside Facoltà Quaroni Sapienza
Stefano Garano, Sapienza Università di Roma
Mirella Di Giovine, direttore IX municipio

I. Sessione: Vuoti urbani e plug-in progettuali
Marta Moccia, Nitrosaggio.net. From the ground up.
Valentina Pennacchi, Urban Cell. Unità Low-cost
Maria Pia Cosentino, Urban Fields. Campi di ricerca
Livia Manili. Save Street children.

Nuove energie:
Yves Legal, CivicoZero, Save the Children Italia
Alicia Imperiale, Princeton University Usa

II. Sessione: Valorizzazione del sottosuolo
Rosetta Angelini, Galleria come se
Maurizio Diaferia. Riciclo creativo e sensibilizzazione ambientale
Tiziano Derme. Emit. Ecologia e sostenibilità per la riappropriazione dello spazio
Fabio Sallemi. Tuskate. Armonia dello spazio
Davide Motta. The time of the machine. Scambio infrastrutturale e servizi per il citizen Mobile

Nuove energie:
Carlo Vigevano, AeV Architetti
Cinzia Naticchioni, Sapienza Università di Roma
Cinzia Abbate, AeV Architetti

Catalogo
Programma
Film

IIº Convegno UrbanVoids Galleria di Architettura "come se" pomeriggio


Interventi di, nell'ordine

Federica Menozzi, Responsabile Italia Lulu. inc.
Vanina Ballini. NitroSaggio.net Riciclo e ecologia urbana
Goran Jankovic, Powerplant. Centro polifunzionale di ricerca della bionergia
Valerio Galeone, Restoring Nature. Agrourbanità per la sussistenza e la sua essenza

Nuove energie:
Claudia Clemente, Sapienza Università di Roma
Antonino Di Raimo, NitroSaggionet

IV. Sessione: Catalizzatori culturali e sociali
Antonino Di Raimo, Nitrosaggio.net, Mixitè
Donatella Finelli, Multicolor integration. Incontro di etnie
Laura Gangemi, Urban Music. Musica nei vuoti urbani
Caterina Marconi, Banca del Tempo. Centri di scambio paritario
Raffaele Foggetti, Licia Genua, Decanting Wine. Relazione con i prodotti regionali

Nuove energie:
Paolo Allegrezza, Materiali Riformisti
Susanna Ferrini, N!studio

V. Sessione: Sport e tempo libero

Interventi:
Nazareno Tiberi, Nitrosaggio.net, Sport Urbano
Ivan Angelo de Cataldo, Sviluppo del riciclo artistico
Umberto Di Tanna, CMC. Cultura metropolitana
Rosamaria Faralli, Kidult. Centri d’arte
Cristina Interdonato, T&P. Sport Urbani

Nuove energie:
Luca La Torre, MaO
Guendalina Salimei, Sapienza Università di Roma
Maria Paola Gargiulo, Senato della Repubblica


Sunday, April 25, 2010

Dall'Arch. Giulitetta Brunelli. Un dittatore buono


Ho ricevuto il 13 marzo 2010 questa lettera da parte dell'Architetto Giulietta Brunellli, classe cad 2005, emigrata in Francia. Oggi, in un giorno che ne ricorda uno pieno di speranze e di gioia per l'Italia, mi sembrava, non so bene il perché, fosse il caso di renderla pubblica. La Lettera fa pensare, non è poco mi pare.

Salve Professore!
Ci immagina bene, felicemente a Parigi.
Solo che ora Valeria ed io non viviamo più insieme, ma ciascuna con il suo ragazzo..
Io ho finito da un mese un' esperienza lavorativa pessima, in un posto in cui non mi piaceva quello che facevo, quelli per cui lavoravo e stavo perdendo stima in me stessa. Solo che avevo un contratto da cui non è stato facile sganciarsi e sono rimasta incastrata molto tempo.
Ora mi sento molto bene e , soprattutto, libera e non ho intenzione di cercare subito in uno studio. Ho bisogno di fare quello che piace a me e come dico io, approfittando delle tasse di disoccupazione che ho versato qui in Francia in questi 3 anni e che ora mi danno diritto a un sussidio che vale uno stipendio italiano.

Mi dedico a un lavoro in professione liberale (faccio un progetto per interni su 3 piani e seguo il cantiere) e ho messo su un' equipe per partecipare a un concorso. Abbiamo cominciato ieri. Quando avrò fatto il pieno di concorsi, mostre, letture e un po' di sano ozio, ricomincerò la ricerca di un lavoro in studio, quando avrò un'idea più chiara di chi sono professionalmente: ho preventivato 6 mesi di ricerca su me stessa.

All'Italia penso sempre, con nostalgia e amarezza. Purtroppo le piaghe dell'indifferenza, dell'ignoranza, della diseducazione al diverso e del qualunquismo, ammesso che cominciassimo a fare qualcosa per guarirle oggi, potremmo sperare di vedere i frutti tra 20 anni...almeno una generazione.
Oggi a colazione sognavo che sarebbe bello avere un dittatore buono (tanto a noi ci piace lasciare tutto nelle mani di uno), uno che facesse un colpo di stato e abolisse la tv zozzona, facesse fuori il 98% della classe politica attuale, rifacesse la scuola pubblica come si deve, prendesse professori in gamba, appassionati e giovani e spendesse i soldi destinati alla mafia in cultura, musica e cinema. Uno che sapesse prendere le decisioni giuste per formare un popolo con senso critico e voglia di capire, voglia di sapere e spirito di iniziativa. Un popolo che non comincia ad essere disilluso a 16 anni.
Uno che avesse come obiettivo di cambiare la nostra mentalità piccola piccola, attaccata ai particolarismi, che non vede lontano, e che è incapace di sentire il bene comune, incapace di capire che quello che è di tutti è anche di se stessi e non di nessuno.
Come quando gli antichi romani facevano l' imperatore d' urgenza, in caso di guerra, quando non c' era tempo per concertare le decisioni e bisognava essere operativi immediatamente. Il fatto è che in Italia prendono solo decisioni per il peggio (come diceva lei in quel video in cui diceva che da noi anche le iniziative giuste degerano nel loro risvolto più negativo).
Purtroppo mi sembra che in questo momento non siamo in grado di vivere in democrazia, e non ci viviamo in effetti.

Quanto sono disperata per sperare in un dittatore buono? Invece che in uno stato democratico intelligente?
Io che ho sempre avuto, fin da piccina, un' enorme difficoltà a lasciarmi andare alla religione, a riuscire a credere in qualcosa che non capisco, a cedere e affidarmi a qualcosa più grande solo per fede, io che sono cosi' per natura, mi ritrovo a 30 anni a sperare che il mio paese sia salvato da un avvenimento provvidenzale, un miracolo, un cambiamento improvviso e positivo senza nessuna realistica ragione d' essere. E' grave, dottore? ops... professore?

Non è che qui in Francia tutto sia semplice e perfetto, ma i francesi sono educati a pensare e a farsi la loro opinione edahanno gli strumenti per farlo. La società si regge su regole che tutelano il cittadino e che tutti rispettano. Linguisticamente (questo mi fa sempre riflettere) invece di dire "posso" dicono "j'ai le droit de". Per esempio un bambino che sputa per terra viene rimproverato con "tu n'as pas le droit de faire ça". Non la dice lunga?

Allora a presto!

Giulietta

Pubblicato il 25 aprile del 2010 >

Wednesday, April 14, 2010

Proseguono le lezioni Registrate in mp3 del corso ITCaad. Anno 2010


Anche in quest'anno accademico sono disponibili le registrazioni audio delle lezioni tenute nel corso del prof. Saggio:
Urban Green Line. Modernità Crisi e Information Technology.

A Tutte le Lezioni e al relativo audio  >>

Alla Lezione più recente >>

Saturday, April 03, 2010

5. le puntate del compasso. Pasolini il Perchè della morte

Antonino Saggio discute dellle motivazioni dietro l'uccisione del poeta italiano Pier Paolo Pasolini e collega la sua "necessaria" eliminazione alla posizione di libertà che il poeta aveva nel "Corriere della Sera". Una posizione che andava eliminata se si voleva conquistare il giornale alla P2. Come si sa PPP è stato ucciso, il "Corriere della Sera" ha sostituito il direttore Piero Ottone con uno aderente alla P2 e via via altri aderenti alla loggia vi hanno cominciato a scrivere. La posizione "Corriere della sera" è stata conquistata. A volte, i filosofi o i poeti devono essere elminati: non per le proprie idee (che ingenuità!) ma per le posizioni che magari fortuitamente occupano. Questa ipotesi, basata su un ragionamento deduttivo, non è esposta in alcun mezzo di informazione ad oggi. 2 aprile 2010.
Vai

Tuesday, March 16, 2010

Magica Università

Magical Universities or Two and a half points about university education and how architecture will be taught in the future.
Antonino Saggio


Reproduced by permission of the international Magazine  "l'Arca" # 256, March 2010

Of course I could take four or five different approaches to discussing university education and how architecture should be taught. The first would be political (but my views can be heard on YouTube in a series called "The Compass Points”); the second would be pedagogical (outlining, based on my experience, the most effective way of teaching architecture nowadays) and the third would be based on contents (I have been teaching since 1984: I have done plenty of teaching in America at Carnegie-Mellon and at Zurich-Eth and then in Africa and for a while in Germany and China, as well as plenty of experience at La Sapienza in Rome), and since I now have over 25 years’ work experience I have got plenty of interesting stories to tell; finally, the fourth approach would be strategic: how to revise how architecture is taught in the future.
Except for the third approach, I have no direct responsibility for what happens, so these thoughts are aimed at those people who are directly responsible and would say: "Yes, I realise that is how things should be, but I don't have the power..the system cannot do it and does not want to". And deep down inside myself I always think of my own secret motto.
In any case, the end result is that, seeing as our system cannot and will not, all the others, who do not have "systems", actually do things based on ideas. We are so paralysed here in Italy that we are not even supposed to say how things are any more or how they should be. We should just settle for the way things "are", because that is how the system has produced them! Thank goodness this magazine provides the chance to debate these ideas.
At this point, I could close just by reiterating what is stated above and refer, if you are interested in studying these matters further, to the blog where all my lectures are available in podcast or to the website of the University where all these theories have been set out in full since 1998, or alternatively the publication Roma a_venire, which outlines some ideas for transforming the city or installations for “Spot on Schools”.
But I think it would be useful to outline, if only in brief, the crux of these matters.
To begin with, university policy. Unless we get rid of that distinctly Italian anomaly of disciplinary realms, our universities will just die out (I'd like to remind you that Zevi criticise this kind of piecemeal organisation back in 1979). To explain these matters more clearly would require quite a bit of space, but in a nutshell let's say that in Italy the academic power system does not, as is the case all over the rest of the world as far as I know, focus around the overall interests of this disciple and the education facilities which promote these interests through scientific teaching. On the contrary, it is organised in terms of what are referred to as disciplinary areas. The subject matter of, say, architecture is split into dozens of different realms (drawing, restoration, history, design a, b, c, town-planning e, f, g and so forth). The point is that each of these disciplinary areas organises its academic power based on its own specific interests, which are basically self-centred. They handle their own admissions, direct career paths and reward research projects etc. In other words they are organised just like that other great Italian institution: the family. This aberrant situation has resulted in the monstrous decline of Italian universities. "None of them" are ranked among the top 100. Take a look at the following Internet site, it is humiliating (/www.arwu.org/).
This grip on power is strangling and will strangle everything. Of course the government knows this and has compromised by reducing the number of these realms. But in actual fact they need to be done away with completely! The second point is pedagogical. I am increasingly convinced that education should be taught on a deductive basis. Students should learn how to formulate "hypotheses" (and lots of them) and then carry out further study by testing out these hypotheses under an increasing range of conditions, requirements and facts. This deductive approach is the key to the whole of contemporary thinking and is closely tied to electronics and cutting-edge simulation tools. Of course this point, like the previous one, needs to be studied in detail.
A third point concerns contents, in particular those of architectural design and town-planning. Of course plenty of work needs to be done here on updating and upgrading teaching, making it less provincial and enhancing experimental activities, something which is almost impossible bearing in mind the first point: as for me, for years now I have been adopting a tactic based on connecting architectural design more concretely to all those opportunities and efforts being made to transform the city. The project is called "Urban Voids". This takes us to the final point. How can we rethink architectural studies in relation to a world which has completely changed and which, on one hand, has to tackle a planetary crisis and, on the other, is equipped with brand-new and extremely powerful tools? In my opinion architectural teaching needs to be completely revised and redeveloped based on two (and a half) emerging paradigms. The first is the "systemic" paradigm (people and the environment must not be seen as separate but rather as one unitary whole governed by the biosphere.. an idea first devised by Buckminster Fuller). Let me explain myself. The kind of architecture we are familiar with in Italy is still often taught based on an industrial/mechanical model drawing on the tradition of the Modern Movement. From this viewpoint architecture is, of course, an object and treated as such. It is divided up and sectioned into its various different aspects.
But modern-day thinking vehemently rejects this idea and adopts the opposite approach. What counts are relations, not the object. The objects - which may be plans, landscapes, design products, buildings or settings etc. - are just the materialisation of relations. We need to start with relations not objects! Moreover, these relations are systemic, particularly in relation to the environment. They are systemic on a gigantic scale and magnitude: Powers of Time, as that famous film by Charles and Ray Eames claimed.
We do not begin with people and the environment but with relations between cultural, historical, economic and geographical realms, and these realms are dynamically interrelated (this is the great lesson taught by my maestro-friend John Allen). Of course computer technology, the second paradigm, is now the key to achieving this on all levels! Starting with the micro-material level (nanotechnology shows how to do this and will continue to do so even more). But let's come to the "half" paradigm. Gregory Bateson outlined this paradigm and also used that key term which is, whether we like it or not, "magical". As well as being systemic and computer-based, a new kind of education must also be magical! Magical, not dreamlike, because it is art, the dream of art, which lets us see everything clearly. And architecture is the materialisation of this dream, it cannot do without it.
Welcome on board this Ark. If we think and work in this way we will be saved, I promise you, despite the great flood. 



Listen the key speech in Antigua Guatemela 
"Paradigms on Architectural Education" (In English) See the images Images;


Read the article In Italian




Monday, March 15, 2010

"Caravaggio come se" - 13 marzo 2010, Roma Conferenza

Ascolta l'audio della  Conferenza di Antonino Saggio alla Galleria "come se" di Roma

Vedi le imamgini e i limati che hanno accompagnato la conferenza

Libro "Lo strumento di Caravaggio" edizioni Kappa, Roma o per scaricare in pdf >>

Wednesday, February 03, 2010

Tel Aviv Città multicolore il film





Slide Show delle immagini
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Ascolta Intervento in Audio



http://antoninosaggio.blogspot.com/2010/02/tel-aviv-citta-multicolore-il-film.html
It is the intervention of Antonino Saggio all'InArch of Roma per i Cento anni, di tel Aviv. Images are NOT synchronized with audio. If someone wants to do it, it is free to it  from the link above where thre is audio and the actual images used in the intervention.


Tel Aviv Città Multicolore




InArch Tavola rotonda Tel Aviv 100 anni di Modernitudine
Con Luca Zevi e G.Freda
Ascolta Intervento di Saggio

Friday, January 29, 2010

Thoughts on a Paradigm Shift



The David Azrieli School of Architecture
The Yolanda and David Katz Faculty of the Arts
Tel Aviv University Lecture

See the Images
Follow the audio

Friday, January 01, 2010

JACOMO TINTORETTO E I SUOI FIGLI



JACOMO TINTORETTO E I SUOI FIGLI
MAZZUCCO MELANIA G.
Storia di una famiglia veneziana
Rizzoli, Milano 2009
pp. 1021

Non "trascriveva" la pittura copiandola dalla natura o dall'arte, ma la "scriveva" come da un'immagine della mente, intravista in sogno, trovandola nel suo farsi - e solo nel farla la vedeva. Dandosi la possibilità di cambiare, "pentimento" dopo pentimento - pennellata su pennelata. 15

Nei suoi quadri ci sono ombre di ogni tipo - lunghe, sottili, quasi trasparenti, spesse dense, crostose, angoscianti. L'ombra di una fiaccola, di una mano, di un palazzo, di una nuvola, di un corpo. Quando non deve rivaleggiare con gli squillanti colori di Tiziano o di Paolo Veronese, le sue tinte sono smorzate, opache, quasi monocrome. 16

Insomma, per parecchi anni.. 25

[Aretino] era una via di mezzo fra un avventuriero, un cortigiano, un buffone e una spia. 92 La sua intelligenza, la sua volgarità, la sua furbizia, la sua mancanza di principi... 93 la tracotanza, la capacità di violentare la fortuna, la ribalderia, la sessualità predatoria, la religiosità passionale e pure non ipocrita, l'amore per la prestezza, la velocità e l'improvvisazione, il gusto sapido delreale, anche del volgare ... 94

Si tratta del Giudizio Universale dipinto alto 15 metri ca, nella sua chiesa Santa Maria dell'Orto.
dall'ottimo sito . L'autrice parla di un autoritratto (forse nella parter bassa sinistra) difficile da trovare. Forse:



Wednesday, December 23, 2009

Le Puntate del Compasso: La serie sulla Crisi dell'Università in Italia


Contiene una serie di interventi del prof. Antonino Saggio, de La Sapienza di Roma, sulla crisi dell'Università e della ricerca in Italia. Lo scopo è affrontare a viso aperto dei nodi problematici che hanno condotto in basso l'Università italiana nella convinzione che la diffusione delle idee e delle conoscenze, anche attraverso la rete, possa innestare processi di riforma positivi.

Thursday, December 17, 2009

2. Le puntate del compasso: le Aree Disciplinari


Antonino Saggio discute del tema dei Settori o Aree disciplinari, un nodo fondamentale della strutturazione della università italiana che necessita di un profondo ripensamento. Il ragionamento riprende un tema che aveva affrontato nella parte conclusiva del suo intervento su > : "Sei punti e mezzo su Bruno Zevi" nell'Aula Magna della Università La Sapienza il 14 marzo del 2002

Saturday, December 05, 2009

1. Le puntate del compasso: Politica e Meritocrazia



Antonino Saggio inizia un ciclo di interventi sui temi della Politica e dell'Università per una avvicinamento della realtà ai conclamati valori di Trasparenza e Meritocrazia che muovono, ma troppo in astratto, i valori della Università pubblica. La serie inizia il 5 dicembre 2009, lo stesso giorno della prima manifestazione a-partitica organizzata direttamente via Internet. La serie serve a ricordare che la rete è uno strumento di libertà che va difeso ed usato. Gli interventi di Saggio non si riconoscono naturalmente in alcun schieramento di partiti, le scelte sono sempre individuali. Qui contano le conoscenze e le idee che si vogliono trasmettere.

Video YouTube

Friday, December 04, 2009

Le vittorie di Vittorio


Leggete questo curriculum. E domandatevi: da chi ha governato il sistema culturale della architettura italiana avete mai sentito una sola parola di autocritica? Anzi: pontifica.

La maratonda di Internet e Caravaggio

Dear Antonio: Rammstein have a new CD album, the title "Liebe Ist Fur Alle Da " : the artwork is very interesting, it seems I'm not the only one that feels the Caravaggio connection. The artist that photographed them for the CD was, similarly inspired. I thought you might like to see his work, his name is Eugenio Recuenco : and is well known.

Dear aa5924: I just felt intuitevely the connection Rammstein Caravggio in my video. It was just an intuition. The above letter proves that the rock group Rammstein itself through the photographer Recuenco, felt that connection. The letter shows the incredible potentials of the web as a connected knowledege. First step: creation of a video on Caravaggio (related to a book, by the way :). Second step: inclusion (among the possible millions) of a sound track of a music of Rammstein to underline the video. Third step: publication on the youtube. Many person: aksed what is the music ?. aa5924 tells is "Rammstein's, Till Lindemann singing Ohne Dich." Fourth step: aa5924 in a private message tells that indeed the connection Rammstein Caravaggio is also a real one! (thorugh the photographer Recuenco who is inspired to Caravaggio and realized the cover of last Rammstein cd. Fifth step: wait a second. antoninoSaggio

Watch the video it has 11,000 views

By the way, since this video overcome the 10000 views a thing a little extra explanation is needed. The first selection are all self portrait of Caravaggio (including the first one Ragazzo con Canestro di Frutta). The second one is a selection of models, and at east in some cases also of loves, of Caravaggio. It is then once again a form of mirroring, right? In any case this is avery secondary lines of thoughts of the period of my strong Caravaggio syndrome whose most evident results are the writings (some in a book : some available on the internet : :)

Friday, November 27, 2009

Tuesday, November 24, 2009

Commenti sul 7° Convegno Identità dell'Architettura italiana

7° Convegno Identità dell'Architettura italiana Aula Magna Rettorato,
Piazza San Marco, 4 2 - 3 Dicembre 2009 Firenze.
Aggiungete per favore il vostro punto di vista nei commenti.

A breve il mio.. il primo si chiama del Compasso e la politica Video 5.12.09

Monday, November 23, 2009

A proposito di Elizabeth Diller e Zaha Hadid all’inaugurazione del MAXXI di Roma

aa English version


Navi mobili e immobili.


di Antonino Saggio

Elizabeth Diller, completando la sua conferenza inaugurale in onore del museo MAXXI, ha lanciato un siluro all’architettura-corazzata di “Zaha” al Flaminio di Roma.
Ha detto, più o meno: ebbene cari amici, anche se veramente non dovrei perché è solo allo stato di concept, vi faccio vedere il nostro nuovo museo a New York. Si basa su tre principi
. Il primo è che si deve auto sostenere finanziariamente. Vuol dire che le attività commerciali, quelle più direttamente produttive e quelle espositive non si sovvenzionano con soldi pubblici, ma appunto cercano nell’interesse delle loro attività presso il pubblico le fonti economiche di sostentamento. Secondo principio: le tre attività occupano circa un terzo della superficie ciascuna e poi, e l’ha detto come se niente fosse, ecco il terzo principio: “Spazi e funzioni si devono riconfigurare”. Ma come fare per riconfigurare spazi e funzioni? Beh, semplice: si prende una tecnologia ben funzionante, quella dei carri ponte e dei container dei porti e la si adatta al caso specifico! Il nuovo museo di Diller&Scofidio + Renfro risulta di conseguenza composto da tre scatole, che stanno l’una dentro l’altra come a formare una enorme Matrioska e che si aprono, si chiudono e silittano reciprocamente riconfigurando spazi interni ed esterni. Ha mostrato una prospettiva ed alcune sezioni e, per finire, ha detto: la forma architettonica verrà, adesso non è questa la cosa l’importante.

Sottolineiamo indi tre aspetti di questo costruendo museo a Manhattan. A. Autonomia e automantenimento di gestione, B. Riconfigurabilità degli spazi, C. Elettronica (ricorderete il loro progetto Blur!) combinata in questo caso alla meccanica portuale per affrontare il nodo stesso del progetto. La riconfigurabilità è in relazione alla massima flessibilità di uso. Qui non c’è una weltanschanung digitale o post meccanica, ma al contrario una tensione che affronta con coraggio le necessità del programma e a partire da queste elabora progetti moderni. L’estetica in architettura è una conseguenza, non la base di partenza.
Con Diller&Scofidio e la loro High-line abbiamo iniziato On&Off (“L’Architetto italiano” n. 15) e con la monografia di Antonello Marotta, prima in Italia, è ricominciata la collana Rivoluzione Informatica nel 2005. Che gli amici del MAXXI li abbiano invitati ci dà un piccolo credito culturale, anche se il siluro di Elizabeth d’un colpo fa apparire il MAXXI vecchio, costosissimo, inadeguato alle sfide culturali ed economiche da affrontare, assurdo climaticamente, tradito nella concezione urbana e forse poco funzionale. E che sia bello, guizzante ed asimmetrico, meandricamente piranesiano ci fa felici, sì, ma solo per un attimo.
Cerchiamo di fornire un contributo alle prossime realizzazioni italiane, senza paura di formulare le critiche sulle opere appena realizzate. Naturalmente della Hadid siamo ammiratori (e aborriamo l’architettura da presepe che hanno invece in mente i molti detrattori) ma per spirito di parte in Italia si tende a non fare le critiche se si è dalla stesso lato, è uno sbaglio gigantesco.

Ecco dunque alcune osservazioni pratiche e ci auguriamo costruttive sull’inaugurando museo del 21esimo secolo.
A. Costi e realizzazione. Come era già avvenuto per la Chiesa di Meier alla periferia di Roma, la via italiana alla costruzione delle opere “dinamiche” e “a-tettoniche” della recente architettura internazionale è assurda (il che potrebbe non far nulla), ma è soprattutto anti economica (150 milioni di euro il costo finale). Realizzare pareti portanti in cemento armato porta ad un lievitazione dei costi e a fare in maniera complessa, costosa e lunga cose che possono essere più semplici. Queste opere così dinamiche “domandano” una realizzazione ad ossatura d’acciaio triangolata e poi rivestita in pannelli. E’ il sistema usato al museo Guggenheim di Bilbao. L’altra strada è quella seguita nella realizzazione della bella chiesa di Alessandro Anselmi alla periferia di Roma (la Chiesa S. Pio di Petralcina nel quartiere di Malafede). Qui le forme dinamiche sono rese congrue ad un sistema di curvilinee travi in acciaio che creano audacia e bellezza strutturale rare (oltre ad un costo contenuto). Insomma alle soluzioni costruttive bisogna lavorare con attenzione, e la necessità del contenimento dei costi spesso aguzza l’ingegno dei bravi architetti e dei loro compagni ingegneri. Nel MAXXI la costruzione sembra essere stata dettata dalle esigenze della ditta che, logico o meno che sia l’approccio, i suoi lavori alla fine li contabilizza!. Nella fase della costruzione si legge l’inesperienza dello studio Hadid e lo strapotere della impresa e dei suoi interessi.
B. L’opera di Hadid sarebbe importante urbanisticamente per promuovere i flussi di attraversamento nel quartiere. Avere recintato il museo in un lotto chiuso da palizzate, come ci auguriamo non resterà ma invece temiamo, è uno sbaglio che snatura la forza stessa dell’architettura. Se l’area museale per insipienza gestionale, rimarrà sbarrata tra via Guido Reni a sud e via Masaccio a Nord il Museo perderà il suo potenziale urbano e la sua architettura diventerà, suo malgrado, “monumentale” perché da guardare e non da vivere! Il successo come attrezzatura “pubblica” e come spazio cittadino del vicino Auditorium dovrebbe servire come esempio positivo.
A. Lo spazio interno del MAXXI appare monotonamente indifferenziato dal punto di vista dell’uso espositivo (la grande variazione degli squarci visivi infatti non ha nulla a che vedere con la potenzialità di uso). E dal punto di vista dell’intelligenza ambientale l’edificio è sordo presentandosi come una macchina da riscaldare e raffreddare con tecniche tutte artificiali senza gli accorgimenti spaziali oggi possibili per attenuare l’impatto climatico.

Ci fermiamo e pensiamo ai semplici principi di Elizabeth Diller. Accontentarci del poco, dicendo che è meglio di niente, nel caso del MAXXI vorrebbe dire arrenderci.

in pubblicazione su carta nel dodicesimo supplemento "On&Off" nel numero 32-33 de L'Architetto Italiano, editore Mancosu


Thursday, November 05, 2009

Industria bella a .. Predappio


Ricordandomi dei tempi in cui ero piu' attivo nel Docomono, ho scovato questo splendido edificio industriale (certo noto, immagino, agli specialisti). L'edificio si trova nella strada tra Predappio alto e la casa del fabbro Alessandro Mussolini. Benito diventato Dux ci fa costruire, attorno alla casa natale, una specie di esedra e poi una città nuova. Ma questa e' un'altra storia. Chi conosce nome e progettista della fabbrica dismessa ce lo faccia sapere, se vuole in un post.

Sunday, October 11, 2009

Saturday, August 22, 2009

Mostra di Plasma Studio al Sicily Lab 5-28 settembre 09

Pictures 1, 2, 3, 4

Insieme alla galleria "come se" di Roma la galleria Angelica&Orlando del Sicily lab di Gioiosa Marea ospita la mostra sulle ultime realizzazioni di Plasma studio. E' un gruppo di architetti con base a Londra arrivati alla attenzione internazionale con l'affermazione al concorso e la successiva realizzazione di un intero piano dell'hotel Puerta America a Madrid che ha visto altri piani affidati a progettisti del calibro di Philippe Starck, Zaha Hadid, Jean Nouvel. Plasma studio e' tra i gruppi under 40 più rapidamente emergente nello scenario degli architetti integralmente impegnati nella Rivoluzione Informatica in architettura.

Ore 19, Via Umberto I n. 207-211, Sabato 5 Settembre 2009
Gioiosa Marea (Me) Galleria del Sicily Lab
Antonino Saggio

Vedi Video Intervista sulla mostra a cura di G. Scaffidi, A. Forzano >>

Read an article on "On&Off" n. 18 dedicated to Plasma Studio
Scarica Mascherina Integrale >>
Scarica Comunicato Stampa >>
Sito Sicily lab >>
Sito Galleria come se >>

Sponsors >>


Monday, August 17, 2009

'Fuggiti' dall'Italia per nepotismo scoprono gene per lo sviluppo

ROMA - Nel 2000 hanno lasciato l'Italia per gli Stati Uniti, in
polemica con il sistema nepotista dell'università, che non permetteva
loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al
cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo
spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert
Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna
Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave
nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel
più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori
a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla
prestigiosa rivista Developmental Cell.

.....

Combattere il tumore al cervello è l'obiettivo che Antonio Iavarone e
Anna Lasorella, marito e moglie da molti anni, si sono posti dai primi
anni di studio all'Università. "Siamo entrambi pediatri, io sono di
Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico
Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo tutt'e due al reparto
di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto
un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo
punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in
Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla
Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002".

Iavarone non torna volentieri sulle ragioni che hanno spinto lui e la
moglie a emigrare negli Stati Uniti. Ma Repubblica si è occupata con
molta attenzione della loro vicenda, raccontata in un articolo del 5
ottobre 2000 da Elena Dusi, e ripresa successivamente da Curzio
Maltese. "Da noi la bravura non paga", s'intitolava l'articolo che per
la prima volta parlava della vicenda. "Il primario di oncologia, il
professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita
impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone - Ci imponeva
di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni
scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava
spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo
piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo
denunciato tutto".

E a quel punto, anche sulla scia di una denuncia per diffamazione
effettuata dal professor Mastrangelo ("Abbiamo vinto la causa", dice
Iavarone) ai due coniugi ricercatori non è rimasta che la via del
volontario esilio. Che si è rivelata molto proficua, dal momento che
lavorare negli Stati Uniti ha permesso loro di sviluppare nel migliore
dei modi le loro intuizioni, dando una speranza a chi contrae questa
terribile malattia.

L'unico commento che si riesce a strappare sulla vicenda che li ha
allontanati dall'Italia (dove torneranno comunque a settembre, per
presentare la loro scoperta), è che "il nostro caso è stato
paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo
un caso isolato". "Però non mi chieda altro - conclude Iavarone -
altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso
vogliamo parlare solo della nostra scoperta, che ci fa essere molto
speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure".


INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE