Tuesday, July 17, 2018

Esiti Laboratorio IV 2018 Prof. Saggio


Il Laboratorio di progettazione ha lo scopo di coinvolgere gli studenti nella progettazione di un edificio di media complessità inserito in un vuoto urbano della città di Roma. La particolarità del Laboratorio consiste nel rapporto che si instaura tra il programma, l’area di progetto, i previsti occupanti e l’insieme di aspetti teorici e pratici della progettazione architettonica e urbana che vengono affrontati in questo corso. Il programma del progetto ricade nel grande ambito della Mixité. Propone di conseguenza una combinazione di attività diverse organizzate a partire da una forte idea d’uso, una driving force che motiva il progetto e la sua necessità nella città di contemporanea nei termini generali e nell’area di progetto in particolare. Ogni studente sceglierà un’area specifica per il proprio progetto in un Vuoto urbano - “Urban Void” - localizzato nel settore orientale della capitale lungo le aree interessate lungo il tratto urbano terminale della via Prenestina già pre-scelte dalla docenza. In questa area svilupperà il proprio programma in stretto rapporto con la docenza, ma anche con un promoter o cliente virtuale. Il Laboratorio di quest'anno è all'interno del grande progetto UnLost Territories che prende avvio dalla presenza del Maam (museo dell'altro e dell'altrove) in una ex fabbrica occupata lungo la Via Prenestina e che inietta in un territorio periferico pieno di contraddizioni gli enzimi dell'arte come atto di riscatto civico
Programma didattico, pubblicazioni, lezioni con video e altro materiale sono disponibili a questo Link

Qui sotto una selezione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link con il lavoro completo e  a tutto il percorso di ricerca compiuto.

Vedi un breve Film You tube con tutti i progetti e i partecipanti














































Sunday, July 01, 2018

The IT Revolution in Architecture La Rivoluzione Informatica in Architettura




Dialogo tra Peter Eisenman e Antonino Saggio, 11 aprile 2000, 1° Simposio della Collana Teh IT revolution in Architecture” presso il Politecnico di Zurigo.

The IT Revolution in Architecture La Rivoluzione Informatica in Architettura
Serie diretta da Antonino Saggio Book series Edited by Antonino Saggio

of The IT Revolution in Architecture

Few Book Covers of the Different Editions


1.

Il libro Terragni Virtuale edito dalla Testo&Immagine nel 1999




2. 

Il libro Information Architecture edito dalla Testo&Immagine nel 1998



3. 

Pagina dallo scritto di Alessandra Muntoni “Due Strategie innovative nell’insegnamento dell’architettura: Leonardo Benevolo e Bruno Zevi, 1954-1979” in La facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza” dalle origini al duemila a cura di Vittorio Franchetti Pardo,  Gangemi, Roma 2001





4. 

Il libro La carta di Zurigo in edizione inglese  edito da Birkhäuser nel 200
Furio Barzon, The Chartres of Zurich. Eisenman De Kerckhove, Saggio, Birkhäuser, Basilea 2003



5.

Il lancio dei primi sei volumi in Inglese a cura dell’editore Birkhäuser in occasione della prima conferenza sulla collana presso l’ETH di Zurigo nell’11 aprile del 2000



6. 

Il libro Gehry Digitale in edizione inglese  edito da Birkhäuser nel 2001
Bruce Lindsey, Digital Gehry Material Resistance Digital construction, Birkhäuser, Basilea 2001





7. 

il libro Architettura dell’Intelligenza in edizione tedesca  edito da Birkhäuser nel 2002
Derrick de Kerckhove, The Architecture of Intelligence, Birkhäuser, Basilea 2001, Die Architektur Der Intelligenz, Birkhäuser, Basilea 2002





8. 

il libro Nati con il Computer in edizione cinese  edito da Prominence nel 2002
Christian Pongratz, Maria Rita Perbellini, Natural Born Caad Designers, Young American Architects, Birkhäuser, Basilea 2000 with Preface by AS
Chinese edition, Prominence Publishing Taipei Taiwan





9. 

Copertine dei libri in lingua cinese della collana te IT Revolution in Architecture series edite by Antoniino Saggio Prominence Publishing Taipei Taiwan




10. 

Cofanetto con tre volumi  di libri in lingua cinese della collana te IT Revolution in Architecture series edite by Antoniino Saggio Prominence Publishing Taipei Taiwan



12. 

Il libro Diller e Scofidio in edizione inglese edito da Edilstampa nel 2011
Antonello Marotta, Diller+Scofidio Blurred Theater, Edilstampa Roma 2011, Diller+Scofidio, Il teatro della dissolvenza, Edilstampa, Roma 2005





 13. 

I libri Diller e Scofidio in edizione inglese edito da Edilstampa nel 2005 e il libro e il libro Smart Antonello Marotta, Diller+Scofidio Blurred Theater, Edilstampa Roma 2011, Diller+Scofidio, Il teatro della dissolvenza, Edilstampa, Roma 2005 
Creatures edito da  Edilstampa, Roma 2012
Cesare Griffa, Smart Creatures Progettazione Parametrica per architetture sostenibili, Edilstampa, Roma 2012



14. 

I libri Digital Van Berkel, Strati Mobili, Smart Creatures,  François Roche editi da Edilstampa rispettivamente nel 2011, 2009, 2012, 2014

  1. Andrea Sollazzo, Digital Van Berkel Diagrams Processes Models of UNStudio Edilstampa Roma 2011 ___________ Van Berkel Digitale Diagrammi, processi, modelli di UNStudio, Edilstampa, Roma 2010 con Prefazione di AS
  2. Alexandro Ladaga, Sylvia Manteiga, Moving LayersContextual Video in Art and Architecture Edilstampa, Rome 2009 
    ___________ Strati Mobili Video Contestuale nell’arte e nell’Architettura, Edilstampa Roma 2006
  3. Cesare Griffa, Smart Creatures Progettazione Parametrica per architetture sostenibili, Edilstampa, Roma 2012 con Prefazione di AS
  4. Antonino Di Raimo, François Roche Heretical Machinism and Living Architectures of New-Territories.comEdilstampa, Roma 2014 ace
    ___________ François Roche Eresie macchiniche e architetture viventi di new-territories.com, Edilstampa, Roma 2014


Sunday, June 24, 2018

Biennale 2018

Antonino Saggio, "Il blu Klein che bagna Venezia", Left n. 24,  15 giugno -21 giugno 2018  (pp. 54-55)


Monday, May 14, 2018

Will Alsop: 12 dicembre 1947 – 12 maggio 2018


Will Alsop (Northampton, 12 dicembre 1947 – 12 maggio 2018)
Come certamente avete saputo, è morto all’età di 70 anni l’architetto britannico Will Alsop. Nella serie “gli architetti” che curavo dopo la morte del fondatore dell’Universale di Architettura Bruno Zevi, promossi per la Marsilio la pubblicazione del libro tascabile di Mel Gooding che ripercorreva la particolare eccentricità del suo lavoro: un’architettura sociale, era il sottotitolo. Non c’era nulla in italiano su Alsop e certamente il libro è utile per chi voglia ripercorrere una ricerca che costantemente intreccia arte, pensiero critico, architettura con il coinvolgimento di forze e desideri del mondo in ardite promesse di futuro. Le mie condoglianze ai familiari, agli alunni e ai colleghi. Riposa in pace Will Alsop una delle tue nuvole colorate ti accolga.

Free download of the book Mel Gooding, «Will Alsop un architettura sociale», Universale di Architettura fondata da Bruno Zevi, gli architetti a cura di Antonino Saggio, Marsilio, Venezia 2006 Go free download goo.gl/UR4Geh

Friday, May 11, 2018

Tevere cavo un progetto urbano per Roma

Convegno e Mostra alla Facoltà di Architettura

Segui Tutti gli interventi del convegno del 9 Maggio 2018
Audio 2hr

Segui le slide presentate al convegno dai progettisti

Coordina Fabio Isman  intervengono: prof.ssa Anna Maria Giovenale, Preside della Facoltà prof. Luca Ribichini, Vicepreside della Facoltà prof. Orazio Carpenzano, Direttore Dipartimento Architettura e Progetto prof.ssa Alessandra Capuano, Presidente Area didattica 1 prof. Antonino Saggio, ordinario di Progettazione Architettonica e gli  architetti: Gaetano De Francesco Valerio Galeone Selenia Marinelli Valerio Perna Alessandro Perosillo Silvia Primavera Giuseppina Rubino Manuela Seu Liborio Sforza Gabriele Stancato

Pagina Ufficiale Tevere Cavo


Tutte le foto  del Simposio e della mostra tenutasi alla facoltà di architettura di Valle Giulia a Roma il  9 maggio 2018 sono di Alessandra Antonini, che ringraziamo













Wednesday, April 04, 2018

Post su Bruno Zevi

Post su Bruno Zevi
in progress

n. 1 Zevi e Pagano
January 8, 2017

n. 2 Zevi l'Aula B
January 8, 2017

n. 3 Matchu pitchu
January 8, 2017

n. 4 auto
January 9, 2017

n. 5 Centenario
January 22 2018

n. 6 Bang dell'archiettura
Aprile 6, 2018


Librino è bello

Fare cittadinanza con la bellezza.
di Antonino Saggio



Andare a Librino con Antonio Presti è una esperienza importante e piena di sorprese. Presti è una personalità non assimilabile sotto un’unica etichetta. È il creatore del grande progetto di Fiumara d’arte nei pressi di Cefalù e dell’albergo Atelier dell’Arte a Castel di Tusa ed è stato il protagonista nell’estate del 2017 della storica riapertura del villaggio Le rocce a Taormina con manifestazioni culturali e sociali aperte alla cittadinanza dopo che questo splendido luogo era stato chiuso ed abbandonato da più di quaranta anni. Per capire il suo lavoro, bisogna comprendere come sia generato da una miscela di almeno tre componenti. Da una parte Presti è un conoscitore d’arte contemporanea e un patrocinatore di eventi e opere imponenti nel paesaggio (come appunto a Fiumara), dall’altra è un artista egli stesso perché in alcuni casi le opere sono realizzate e firmate in collaborazione con altri artisti (tra le più belle stanze dell’albergo sono anche opera sua), e in terzo luogo è un imprenditore che viene da una famiglia di imprenditori.
Il triangolo patrocinatore-artista-imprenditore è il motore delle sue azioni e forma la sua assolutamente unica sinergia.  A Librino a queste tre componenti se ne aggiunge un’altra: il contesto umano e sociale. Gli abitanti sono un elemento catalizzante e decisivo di ogni sua azione.
Librino è un quartiere satellite di Catania nei pressi dell’aeroporto: pianificato con i principi del funzionalismo internazionale da Luigi Piccinato negli anni Sessanta come città satellite, è composto da edifici di varia conformazione ed altezza che creano le figure di un townscape contemporaneo progettato negli anni Settanta nel piano di zona di Kenzo Tange. Gli edifici sono realizzati o direttamente dalla mano pubblica o in interventi sovvenzionati in cooperativa. Agli occhi di un architetto, il quartiere  è interessante perché vi vede realizzati gli aspetti di una cultura che conosce e comprende: ne apprezza gli standard urbanistici, il disegno volumetrico, alcune definizioni di buona architettura come nelle case di Giacomo Leone che firma diversi complessi.  Agli occhi di un non architetto, il quartiere presenta i luoghi comuni del ghetto periferico: un dormitorio con spazi degradati e non curati, una manutenzione lontana all’ottimale e una presenza non secondaria di criminalità. Come peraltro quasi tutti i quartieri di questo tipo, anche se Librino non è certo il Secondigliano che conosciamo da Gomorra.






Antonio Presti ha costruito una serie di opere a Librino e altre ne ha in mente e si stanno realizzando. Dicevamo che nell’algoritmo di Antonio Presti, la popolazione è la chiave ed in particolare i giovani, se non i bambini. Mi spiegava “Come facciamo ad innestare a Librino un processo che porti effettivamente ad un avanzamento e ad una presa di coscienza vera.. non con le parole ma con i fatti?. “ La chiave è la bellezza, creare insieme una coscienza della bellezza  Ecco allora che a Librino nasce La porta della bellezza. Si tratta di una grande opera collettiva - la più grande opera in terracotta del mondo - che è realizzata in uno dei viadotti ai bordi del quartiere per mezzo chilometro di lunghezza.







L’opera è molto bella, accoglie al quartiere e soprattutto è sentita come propria dagli abitanti: in un contesto in cui il degrado è norma, la Porta è perfetta perché è condivisa, custodita e protetta dai suoi abitanti. Infatti non cala dall’alto, ma nasce dal basso. Lungo il viadotto grandi opere - tutte ispirate alla figura della “Grande madre” -  sono a firma di una ventina di artisti selezionati da Ornella Fazzina (tra cui Italo Lanfredini che ha lavorato anche a Fiumara d’arte) e da allievi della Accademia d’arte di Catania. Le opere  anche tre metri e più di lunghezza sono inframezzate da composizioni di formelle più piccole realizzate da migliaia di alunni delle scuole elementari e medie. Tutto il processo della creazione è stato condotto in loco, si è creata una fornace per le terracotta e in molte scuole gli insegnanti i e gli alunni hanno partecipato alla gioia della creazione realizzando appunto una formella e firmandola  con il loro nome. Parliamo di novemila formelle.
In occasioni particolari la porta diventa supporto ad altri eventi d’arte con dipinti e performance.

 

Nelle scuole del quartiere, per esempio,  i ragazzi mettono in scena loro stessi come protagonisti dei  capolavori di pittura del passato e queste rappresentazioni vive  diventano il soggetto di laboratori fotografici le cui immagini costituiscono una sorta di museo Socio-Antropologico in divenire.


Girando per Librino, Presti mi narrava della grande avventure delle facciate cieche. In particolare con il fotografo iraniano Reza Deghati ha realizzato molti workshop, ospitando anche i ragazzi nell’albergo di Tusa, al mare. Il soggetto? Gli abitanti stessi.. che imparano a riconoscersi attraverso la fotografia, e a vedere “in loro stessi” la bellezza, come dice Presti. Queste fotografie sono pensate per essere stampate in delle pareti cieche degli edifici. E cosi gli abitanti creano una comunità, fanno storia si riconoscono: si fa città con una idea di cittadinanza, di appartenenza. Il progetto è stato redatto da molti anni ed è sotto l’etichetta “io sono bello”. Un auto-riconoscimento che come il muro realizzato dalla comunità stessa, innalza.










Una volta girando in uno dei complessi a corte Presti mi spiegava. “Vedi queste case formano una sorta di anfiteatro naturale e i balconi ne sono i palchi. Immagina di creare una rappresentazione teatrale in basso e  nei balconi ci sono gli spettatori che magari partecipano dalla loro casa e appendono drappi e tappeti..” E l’ipotesi non è cosi remota perché Presti ha fatto parte del direttivo del Teatro greco di Siracusa.

Si terrà appena si raccolgono forze e le energie necessarie un grande evento pubblico “Il cantico delle creature” [previsto oggi per ottobre 2018].  A Librino ci sono quattromila  pali della luce. Lungo quelli del viale principale  si innesteranno dei banner - con in basso dei versi del Cantico di San Francesco - e come immagini si realizzeranno foto in sequenza circolare. A cominciare dai bambini più piccoli e poi i ragazzi, gli adulti, gli anziani e poi di nuovo i bambini di Librino. Il ciclo della vita. 


 

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Antonino Saggio, rebounced da "L'Industria delle Costruzioni", n. 759, gennaio febbraio 2018. 
su "On/Off Magazine"

Tutte le foto sono di Fondazione Antonio Presti Fiumara d'arte
 Chi intende collaborare alla realizzazione del Cantico delle creature, previsto per ottobre 2018 è pregato di contattare 
antoniopresti@fondazionefiumaradarte.org

Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa (Messina), Tel. 095 7151743


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