Wednesday, February 03, 2010

Tel Aviv Città Multicolore




InArch Tavola rotonda Tel Aviv 100 anni di Modernitudine
Con Luca Zevi e G.Freda

Slide Show delle immagini




Friday, January 29, 2010

Thoughts on a Paradigm Shift



The David Azrieli School of Architecture
The Yolanda and David Katz Faculty of the Arts
Tel Aviv University Lecture

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Sunday, January 03, 2010

Space Time and IT


listen the speech, One Hour
see images
2007 conference in Santa Fe Institute of ecotechnics

Friday, January 01, 2010

JACOMO TINTORETTO E I SUOI FIGLI



JACOMO TINTORETTO E I SUOI FIGLI
MAZZUCCO MELANIA G.
Storia di una famiglia veneziana
Rizzoli, Milano 2009
pp. 1021

Non "trascriveva" la pittura copiandola dalla natura o dall'arte, ma la "scriveva" come da un'immagine della mente, intravista in sogno, trovandola nel suo farsi - e solo nel farla la vedeva. Dandosi la possibilità di cambiare, "pentimento" dopo pentimento - pennellata su pennelata. 15

Nei suoi quadri ci sono ombre di ogni tipo - lunghe, sottili, quasi trasparenti, spesse dense, crostose, angoscianti. L'ombra di una fiaccola, di una mano, di un palazzo, di una nuvola, di un corpo. Quando non deve rivaleggiare con gli squillanti colori di Tiziano o di Paolo Veronese, le sue tinte sono smorzate, opache, quasi monocrome. 16

Insomma, per parecchi anni.. 25

[Aretino] era una via di mezzo fra un avventuriero, un cortigiano, un buffone e una spia. 92 La sua intelligenza, la sua volgarità, la sua furbizia, la sua mancanza di principi... 93 la tracotanza, la capacità di violentare la fortuna, la ribalderia, la sessualità predatoria, la religiosità passionale e pure non ipocrita, l'amore per la prestezza, la velocità e l'improvvisazione, il gusto sapido delreale, anche del volgare ... 94

Si tratta del Giudizio Universale dipinto alto 15 metri ca, nella sua chiesa Santa Maria dell'Orto.
dall'ottimo sito . L'autrice parla di un autoritratto (forse nella parter bassa sinistra) difficile da trovare. Forse:



Monday, December 28, 2009

Omaggio a L'Aquila ferita

Wednesday, December 23, 2009

Le Puntate del Compasso: La serie sulla Crisi dell'Università in Italia


Contiene una serie di interventi del prof. Antonino Saggio, de La Sapienza di Roma, sulla crisi dell'Università e della ricerca in Italia. Lo scopo è affrontare a viso aperto dei nodi problematici che hanno condotto in basso l'Università italiana nella convinzione che la diffusione delle idee e delle conoscenze, anche attraverso la rete, possa innestare processi di riforma positivi.

Thursday, December 17, 2009

2. Le puntate del compasso: le Aree Disciplinari


Antonino Saggio discute del tema dei Settori o Aree disciplinari, un nodo fondamentale della strutturazione della università italiana che necessita di un profondo ripensamento. Il ragionamento riprende un tema che aveva affrontato nella parte conclusiva del suo intervento su > : "Sei punti e mezzo su Bruno Zevi" nell'Aula Magna della Università La Sapienza il 14 marzo del 2002

Saturday, December 05, 2009

1. Le puntate del compasso: Politica e Meritocrazia



Antonino Saggio inizia un ciclo di interventi sui temi della Politica e dell'Università per una avvicinamento della realtà ai conclamati valori di Trasparenza e Meritocrazia che muovono, ma troppo in astratto, i valori della Università pubblica. La serie inizia il 5 dicembre 2009, lo stesso giorno della prima manifestazione a-partitica organizzata direttamente via Internet. La serie serve a ricordare che la rete è uno strumento di libertà che va difeso ed usato. Gli interventi di Saggio non si riconoscono naturalmente in alcun schieramento di partiti, le scelte sono sempre individuali. Qui contano le conoscenze e le idee che si vogliono trasmettere.

Video YouTube

Friday, December 04, 2009

Le vittorie di Vittorio


Leggete questo curriculum. E domandatevi: da chi ha governato il sistema culturale della architettura italiana avete mai sentito una sola parola di autocritica? Anzi: pontifica.

La maratonda di Internet e Caravaggio

Dear Antonio: Rammstein have a new CD album, the title "Liebe Ist Fur Alle Da " : the artwork is very interesting, it seems I'm not the only one that feels the Caravaggio connection. The artist that photographed them for the CD was, similarly inspired. I thought you might like to see his work, his name is Eugenio Recuenco : and is well known.

Dear aa5924: I just felt intuitevely the connection Rammstein Caravggio in my video. It was just an intuition. The above letter proves that the rock group Rammstein itself through the photographer Recuenco, felt that connection. The letter shows the incredible potentials of the web as a connected knowledege. First step: creation of a video on Caravaggio (related to a book, by the way :). Second step: inclusion (among the possible millions) of a sound track of a music of Rammstein to underline the video. Third step: publication on the youtube. Many person: aksed what is the music ?. aa5924 tells is "Rammstein's, Till Lindemann singing Ohne Dich." Fourth step: aa5924 in a private message tells that indeed the connection Rammstein Caravaggio is also a real one! (thorugh the photographer Recuenco who is inspired to Caravaggio and realized the cover of last Rammstein cd. Fifth step: wait a second. antoninoSaggio

Watch the video it has 11,000 views

By the way, since this video overcome the 10000 views a thing a little extra explanation is needed. The first selection are all self portrait of Caravaggio (including the first one Ragazzo con Canestro di Frutta). The second one is a selection of models, and at east in some cases also of loves, of Caravaggio. It is then once again a form of mirroring, right? In any case this is avery secondary lines of thoughts of the period of my strong Caravaggio syndrome whose most evident results are the writings (some in a book : some available on the internet : :)

Friday, November 27, 2009

The Oslo Conference


Listen Saggio's lecture >>
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Tuesday, November 24, 2009

Commenti sul 7° Convegno Identità dell'Architettura italiana

7° Convegno Identità dell'Architettura italiana Aula Magna Rettorato,
Piazza San Marco, 4 2 - 3 Dicembre 2009 Firenze.
Aggiungete per favore il vostro punto di vista nei commenti.

A breve il mio.. il primo si chiama del Compasso e la politica Video 5.12.09

Monday, November 23, 2009

A proposito di Elizabeth Diller e Zaha Hadid all’inaugurazione del MAXXI di Roma

aa English version


Navi mobili e immobili.


di Antonino Saggio

Elizabeth Diller, completando la sua conferenza inaugurale in onore del museo MAXXI, ha lanciato un siluro all’architettura-corazzata di “Zaha” al Flaminio di Roma.
Ha detto, più o meno: ebbene cari amici, anche se veramente non dovrei perché è solo allo stato di concept, vi faccio vedere il nostro nuovo museo a New York. Si basa su tre principi
. Il primo è che si deve auto sostenere finanziariamente. Vuol dire che le attività commerciali, quelle più direttamente produttive e quelle espositive non si sovvenzionano con soldi pubblici, ma appunto cercano nell’interesse delle loro attività presso il pubblico le fonti economiche di sostentamento. Secondo principio: le tre attività occupano circa un terzo della superficie ciascuna e poi, e l’ha detto come se niente fosse, ecco il terzo principio: “Spazi e funzioni si devono riconfigurare”. Ma come fare per riconfigurare spazi e funzioni? Beh, semplice: si prende una tecnologia ben funzionante, quella dei carri ponte e dei container dei porti e la si adatta al caso specifico! Il nuovo museo di Diller&Scofidio + Renfro risulta di conseguenza composto da tre scatole, che stanno l’una dentro l’altra come a formare una enorme Matrioska e che si aprono, si chiudono e silittano reciprocamente riconfigurando spazi interni ed esterni. Ha mostrato una prospettiva ed alcune sezioni e, per finire, ha detto: la forma architettonica verrà, adesso non è questa la cosa l’importante.

Sottolineiamo indi tre aspetti di questo costruendo museo a Manhattan. A. Autonomia e automantenimento di gestione, B. Riconfigurabilità degli spazi, C. Elettronica (ricorderete il loro progetto Blur!) combinata in questo caso alla meccanica portuale per affrontare il nodo stesso del progetto. La riconfigurabilità è in relazione alla massima flessibilità di uso. Qui non c’è una weltanschanung digitale o post meccanica, ma al contrario una tensione che affronta con coraggio le necessità del programma e a partire da queste elabora progetti moderni. L’estetica in architettura è una conseguenza, non la base di partenza.
Con Diller&Scofidio e la loro High-line abbiamo iniziato On&Off (“L’Architetto italiano” n. 15) e con la monografia di Antonello Marotta, prima in Italia, è ricominciata la collana Rivoluzione Informatica nel 2005. Che gli amici del MAXXI li abbiano invitati ci dà un piccolo credito culturale, anche se il siluro di Elizabeth d’un colpo fa apparire il MAXXI vecchio, costosissimo, inadeguato alle sfide culturali ed economiche da affrontare, assurdo climaticamente, tradito nella concezione urbana e forse poco funzionale. E che sia bello, guizzante ed asimmetrico, meandricamente piranesiano ci fa felici, sì, ma solo per un attimo.
Cerchiamo di fornire un contributo alle prossime realizzazioni italiane, senza paura di formulare le critiche sulle opere appena realizzate. Naturalmente della Hadid siamo ammiratori (e aborriamo l’architettura da presepe che hanno invece in mente i molti detrattori) ma per spirito di parte in Italia si tende a non fare le critiche se si è dalla stesso lato, è uno sbaglio gigantesco.

Ecco dunque alcune osservazioni pratiche e ci auguriamo costruttive sull’inaugurando museo del 21esimo secolo.
A. Costi e realizzazione. Come era già avvenuto per la Chiesa di Meier alla periferia di Roma, la via italiana alla costruzione delle opere “dinamiche” e “a-tettoniche” della recente architettura internazionale è assurda (il che potrebbe non far nulla), ma è soprattutto anti economica (150 milioni di euro il costo finale). Realizzare pareti portanti in cemento armato porta ad un lievitazione dei costi e a fare in maniera complessa, costosa e lunga cose che possono essere più semplici. Queste opere così dinamiche “domandano” una realizzazione ad ossatura d’acciaio triangolata e poi rivestita in pannelli. E’ il sistema usato al museo Guggenheim di Bilbao. L’altra strada è quella seguita nella realizzazione della bella chiesa di Alessandro Anselmi alla periferia di Roma (la Chiesa S. Pio di Petralcina nel quartiere di Malafede). Qui le forme dinamiche sono rese congrue ad un sistema di curvilinee travi in acciaio che creano audacia e bellezza strutturale rare (oltre ad un costo contenuto). Insomma alle soluzioni costruttive bisogna lavorare con attenzione, e la necessità del contenimento dei costi spesso aguzza l’ingegno dei bravi architetti e dei loro compagni ingegneri. Nel MAXXI la costruzione sembra essere stata dettata dalle esigenze della ditta che, logico o meno che sia l’approccio, i suoi lavori alla fine li contabilizza!. Nella fase della costruzione si legge l’inesperienza dello studio Hadid e lo strapotere della impresa e dei suoi interessi.
B. L’opera di Hadid sarebbe importante urbanisticamente per promuovere i flussi di attraversamento nel quartiere. Avere recintato il museo in un lotto chiuso da palizzate, come ci auguriamo non resterà ma invece temiamo, è uno sbaglio che snatura la forza stessa dell’architettura. Se l’area museale per insipienza gestionale, rimarrà sbarrata tra via Guido Reni a sud e via Masaccio a Nord il Museo perderà il suo potenziale urbano e la sua architettura diventerà, suo malgrado, “monumentale” perché da guardare e non da vivere! Il successo come attrezzatura “pubblica” e come spazio cittadino del vicino Auditorium dovrebbe servire come esempio positivo.
A. Lo spazio interno del MAXXI appare monotonamente indifferenziato dal punto di vista dell’uso espositivo (la grande variazione degli squarci visivi infatti non ha nulla a che vedere con la potenzialità di uso). E dal punto di vista dell’intelligenza ambientale l’edificio è sordo presentandosi come una macchina da riscaldare e raffreddare con tecniche tutte artificiali senza gli accorgimenti spaziali oggi possibili per attenuare l’impatto climatico.

Ci fermiamo e pensiamo ai semplici principi di Elizabeth Diller. Accontentarci del poco, dicendo che è meglio di niente, nel caso del MAXXI vorrebbe dire arrenderci.

in pubblicazione su carta nel dodicesimo supplemento "On&Off" nel numero 32-33 de L'Architetto Italiano, editore Mancosu


Wednesday, November 18, 2009

Grande successo della prima serata di l'eco di come se

Thursday, November 05, 2009

Industria bella a .. Predappio


Ricordandomi dei tempi in cui ero piu' attivo nel Docomono, ho scovato questo splendido edificio industriale (certo noto, immagino, agli specialisti). L'edificio si trova nella strada tra Predappio alto e la casa del fabbro Alessandro Mussolini. Benito diventato Dux ci fa costruire, attorno alla casa natale, una specie di esedra e poi una città nuova. Ma questa e' un'altra storia. Chi conosce nome e progettista della fabbrica dismessa ce lo faccia sapere, se vuole in un post.

Sunday, October 11, 2009

Indirizzi di Ricerca


Lezione Al Politecnino di Torino. Vedi le immagini e vai ai dettagli sul convegno Ascolta 1hr

Friday, October 09, 2009

Sicily Lab 2009 the results


video by Anders Hermund, Vai On You Tube >>>


DownLoad Mp4 >>>

Saturday, September 12, 2009

Chiesa di Santa Caterina, Piraino

Saturday, August 22, 2009

Mostra di Plasma Studio al Sicily Lab 5-28 settembre 09

Pictures 1, 2, 3, 4

Insieme alla galleria "come se" di Roma la galleria Angelica&Orlando del Sicily lab di Gioiosa Marea ospita la mostra sulle ultime realizzazioni di Plasma studio. E' un gruppo di architetti con base a Londra arrivati alla attenzione internazionale con l'affermazione al concorso e la successiva realizzazione di un intero piano dell'hotel Puerta America a Madrid che ha visto altri piani affidati a progettisti del calibro di Philippe Starck, Zaha Hadid, Jean Nouvel. Plasma studio e' tra i gruppi under 40 più rapidamente emergente nello scenario degli architetti integralmente impegnati nella Rivoluzione Informatica in architettura.

Ore 19, Via Umberto I n. 207-211, Sabato 5 Settembre 2009
Gioiosa Marea (Me) Galleria del Sicily Lab
Antonino Saggio

Vedi Video Intervista sulla mostra a cura di G. Scaffidi, A. Forzano >>

Read an article on "On&Off" n. 18 dedicated to Plasma Studio
Scarica Mascherina Integrale >>
Scarica Comunicato Stampa >>
Sito Sicily lab >>
Sito Galleria come se >>

Sponsors >>


Monday, August 17, 2009

'Fuggiti' dall'Italia per nepotismo scoprono gene per lo sviluppo

ROMA - Nel 2000 hanno lasciato l'Italia per gli Stati Uniti, in
polemica con il sistema nepotista dell'università, che non permetteva
loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al
cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo
spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert
Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna
Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave
nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel
più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori
a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla
prestigiosa rivista Developmental Cell.

.....

Combattere il tumore al cervello è l'obiettivo che Antonio Iavarone e
Anna Lasorella, marito e moglie da molti anni, si sono posti dai primi
anni di studio all'Università. "Siamo entrambi pediatri, io sono di
Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico
Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo tutt'e due al reparto
di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto
un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo
punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in
Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla
Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002".

Iavarone non torna volentieri sulle ragioni che hanno spinto lui e la
moglie a emigrare negli Stati Uniti. Ma Repubblica si è occupata con
molta attenzione della loro vicenda, raccontata in un articolo del 5
ottobre 2000 da Elena Dusi, e ripresa successivamente da Curzio
Maltese. "Da noi la bravura non paga", s'intitolava l'articolo che per
la prima volta parlava della vicenda. "Il primario di oncologia, il
professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita
impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone - Ci imponeva
di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni
scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava
spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo
piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo
denunciato tutto".

E a quel punto, anche sulla scia di una denuncia per diffamazione
effettuata dal professor Mastrangelo ("Abbiamo vinto la causa", dice
Iavarone) ai due coniugi ricercatori non è rimasta che la via del
volontario esilio. Che si è rivelata molto proficua, dal momento che
lavorare negli Stati Uniti ha permesso loro di sviluppare nel migliore
dei modi le loro intuizioni, dando una speranza a chi contrae questa
terribile malattia.

L'unico commento che si riesce a strappare sulla vicenda che li ha
allontanati dall'Italia (dove torneranno comunque a settembre, per
presentare la loro scoperta), è che "il nostro caso è stato
paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo
un caso isolato". "Però non mi chieda altro - conclude Iavarone -
altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso
vogliamo parlare solo della nostra scoperta, che ci fa essere molto
speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure".


INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE

Wednesday, July 29, 2009

Elezioni del preside della facolta' di architettura Ludovico quaroni de La sapienza di Roma

Alcuni giorni fa, il prof. Renato Masiani ha reso ufficiale la sua candidatura alla presidenza della nostra Facolta'.
Volevo esprimere il mio pieno e convinto sostegno a questa candidatura per le seguenti ragioni:
1. Il prof Masiani ha dato in questi anni molte prove di grande intelligenza ed attenzione per la facolta'. Tra l'altro si devono al suo lavoro importanti iniziative della nostra Facolta' come il la rete wi-fi (una delle prime nella nostra universita'), la direzione del Cesma che ha fornito servizi informatici qualificati, e molte altre iniziative che hanno avuto esito positivo in un quadro spesso poco attivo e qualificato. Eufemismi a parte, la seria concreta e aperta iniziativa di Masiani sono state un riferimento prezioso anche nei ruoli istituzionali prestigiosi
ricoperti da direttore di dipartimento a pro rettore a vice preside. Su quale base si possa sottovalutare la buona sorte di avere tale candidato per risollevare le sorti della nostra facolta' a me appare poco chiaro.
2. Alcuni sostengono che avere un ingegnere edile a preside di una facolta' di architettura sarebbe uno sbaglio.
E' un errore di valutazione, secondo me. Due tra i migliori presidi di facolta' di architettura italiane sono stati proprio ingegneri!
Ricordo Giuseppe Samona' rettore dello Iuav, la più innovativa facolta di architettura italiana del secondo dopoguerra e Edoardo Benvenuto preside a Genova!
3. Inoltre il prof. Masiani e' sempre stato legato alla nosra facolta' avendovi insegnato da quasi cinque lustri. Ho lavorato con il prof. Masiani a progetti e ricerche. Tra i molti voglio ricordare la visita con i nostri studenti ad una mostra di Calatrava che abbiamo commentato approfonditamente insieme. A dimostrazione di una felice sensibilta e di una notevole collaborazione.
Il tutto puo' essere seguito in rete.

Invito studenti, amci e colleghi a prendere nella massima considerazione questa candidatura.

ps

Saturday, July 11, 2009

Visions @ Beyond media 2009

Guarda le "VIsions" prodotte da ITCaad 09 e UrbanVoids >>

Tuesday, July 07, 2009

Porta della bellezza A Librino


Vedi breve film you tube

Monday, July 06, 2009

Ricordo del prof. Francesco Tentori

Il 4 luglio 2009 e' scomparso il prof. Francesco Tentori:
una delle figure di punta della cultura architettonica italiana:
laureato allo Iuav con Samona', redattore di "l'Architettura",
caporedattore della "Casabella" di Rogers autore di fondamentali studi
su Le Corbusier e su P.M. Bardi. Con grande amicizia e rimpianto

Antonino Saggio


Antonino Saggio ricorda il prof. Tentori il giorno 6 luglio 2009 agli studenti del suo Corso a La Sapienza. Ascolta 8 minuti

Vai Alla pagina con altri materiali >>

Wednesday, April 22, 2009

TIme Space Information in Delft


Conference TU Delf. Hyperbopdies
Watch the images and follow the links >>
LISTEN SAGGIO TALK 1.30 m

Wednesday, April 08, 2009

Abbiamo perso Le staffe



Ascolta alla radio...GMA Perche questo è connesso alle Morti Bianche >>

Un serio e competente ingegnere, Giuseppe Natoli di Piraino, Messina, amareggiato come tanti in questi giorni, mi ha dato una piccola, ma importante spiegazione tecnica. Come sempre le cose sono semplici se si capiscono.
Uno dei punti più complessi di una costruzione in cemento armato è l'attacco trave pilastro. Spesso maestranze e ditte, se non sottoposte ad accurati controlli, non mettono le staffe con attenzione proprio in questo punto perchè la particolare conformazione geometrica delle cassaforme ne rende appena un po' complesso l'inserimento. Ora, come si sa, le staffe servono a contrastare i movimenti oscillatori, ondulatori e di taglio che si verificano proprio nei terremoti. Se la mancanza delle staffe nell'attacco trave pilastro d'abitudine non crea problemi, in occasione di terremoti i solai slittano e avvengono i crolli. Crolli di costruzioni nuove (ospedali, case dello studente, prefettura) e morti, molti M O R T I.
Indi: calcoli, geni civili, burocrazie e quant'altro a nulla servono se non vi è il controllo attento del direttori di lavori e la coscienza di chi costruisce.
A chi segue una costruzione oltre alla buona qualità dei conglemerati, agli acciai prescritti nella quantità, qualità e aderenze ricordiamo di controllare con attenzione le staffe. Se anche una sola persona nel momento decisivo della esecuzione dell'opera ricorderà questo commento forse, allora, non avrà morti sulla coscienza.
Commenti del Giovedi >

Thursday, April 02, 2009

Nell'industriale Milano espone un giovane artista romano


Interessante il lavoro dell'artista romano Fabiano Parisi che combina fotografia, pittura e soprattutto indagine psicologica su luoghi e persone abbandonate dal mondo industriale, ma comunque vive. In Mostra a Bollate Milano, dal 17 aprile

Sunday, March 29, 2009

Classe Laboratorio IV 2009



Indirizzario con blog individuali, Corso e Blog Urban Voids

Friday, March 27, 2009

Del dinamismo in rapporto al concetto di Modernità


Ho letto con interesse questo viaggio nel tempo e nello spazio (si tratta di un post di A. Albanese studente Caad 2009) basato su un aspetto "importante" della questione (Modernità Crisi IT) e cioè quello del dinamismo. Il dinamismo è, a ben riflettere, "quasi" sempre componente fondamentale nella ricerca del rapporto tra crisi e modernità.
Ma la chiave per me non è assolutamente il dinamismo per sé! perché altrimenti uno confonderebbe un effetto (pur fondamentale e "spesso" auspicabile) con una causa. La nascita della prospettiva nel XV sec. è caso mai a-dinamica (!) eppure, caspita, se non è modernità quella! Come vede, lei che sa leggere, in questo punto passa una bella differenza tra il sottoscritto e importanti storici con cui ho avuto la grande fortuna di collaborare per anni. Se ne discuterà, se vuole, in classe se vorrà mai prendere l'argomento.

Tuesday, March 24, 2009

Contesto



Ho scoperto che devo assolutamente organizzare una lezione, sarà il prossimo lunedi, sulla parola "contesto" perchè i nostri studenti del laboratorio IV Urban Voids devono affrontare "ora" questo tema
..prima di addentrarci dobbiamo descrivere l'accezione con cui gli operatori del settore (che sono sì i progettisti, ma anche i professori e gli studenti e il variegato settore della pubblicistica) attribuiscono al termine. Ora contesto per noi ha almeno tre significati distinti.
Da una parte usiamo la parola attraverso il concetto di luogo. In questo caso l'attenzione è rivolta alla morfologia specifica del sito dove l'architettura sorgerà e al ruolo, alla configurazione e al significato architettonico e urbano degli edifici preesistenti nell'immediata area circostante.
Il secondo significato è penetrato nella cultura italiana soprattutto grazie al romanzo di Leonardo Sciascia. In questo caso "Il Contesto" descrive il quadro sociale, storico e culturale che influenza una condizione dell'operare in un'area specifica.
Naturalmente i due significati spesso si combinano tanto da spingere a pensare al contesto attraverso l'immagine di una tessitura. Questo terzo significato a cui, sono certo, pochi architetti penserebbero, è invece proprio quello "ufficiale" che la lingua italiana dà alla parola (Cfr. Zingarelli, 1990: "Contesto.. 1. lett. Tessitura, intreccio. 2. Il complesso delle idee e dei fatti contenuti in uno scritto o un discorso")

Ora l'idea di contesto come una tessitura, come fosse una rete mutevole che determina una griglia spazio-temporale che einsteinianamente risulta formata e deformata dall'architettura, mi sembra un possibile viatico per questo breve viaggio nell'architettura italiana.
Ma al concetto "fisico" di contesto come rete e tessitura per procedere veramente va aggiunta una componente più magmatica, più fluida, più ibrida che ha a che vedere con le strutture più profonde della psiche.
Questa quarta declinazione "chimica" è associata per me al concetto di Imprinting: e cioè alla teoria che vede nelle fasi formative della vita la creazione di dei pattern, di delle strutture ricorrenti che poi continuano in tutta l'evoluzione successiva. Il concetto non è solo delle scienze naturali, biologiche, psicologiche, comportamentali ma è stato applicato anche in altri settori. E' una condizione primigenia, una infanzia mitica continuamente riproposta nella vita adulta anche se nelle forme imprevedibili dell'arte. ....

Tutto lo sforzo di UrbanVoids, è esattamente far capire come Contesto è inevitabilmente contesto fisico e contesto sociale e che proprio nell'intreccio delle due componentiast la direzione dell'agire progettuale.

Per approfondire ancora vai a Paesaggio
Oppure alla lezione e all'audio della lezione tenuta il 30 marzo 2009

Wednesday, March 11, 2009

Classe caad 2009


Questa è la classe Cadd 2009. Indirizzario (con Blog e webpages) Sito del corso

Thursday, March 05, 2009

Come far bruciare l'acqua e molti perché

Questi video dimostrano la semplicità con cui è possibile produrre un combustibile naturale. 
"Combustibile"vuol dire che brucia. E cioè, visto che noi abbiamo le macchine, un combustibile può alimentare praticamente qualunque tipo di macchina....dal fornello di casa ad una automobile ...

Come si fa? Ma nella maniera più semplice  e con il materiale più economico: l'acqua! Come si fa a far bruciare l'acqua?. Semplice gli si manda un un fulmine (diciamo elettricità!). Se faccio questo (anche delle piccole scariche elettriche a 12v) si libera un gas (ah sì,  si chiama idrogeno!) che brucia!. B R U C I A. Se lo convoglio in una tanica con una valvola ci mando avnti  l'automobile il fornello le fabbriche!

I video di sotto - noti da anni ma che a me sono arrivati con una email circolare di Opera Bosco, la ricerca di arte nella natura di Calcata - mostrano il tutto.

Alcune osservazioni
A. Quando gli Steves Jobs e Wozniak e tutti gli altri poveri inventori si arrabbattavano con i chip comprati a Radio shack per "dimostrare" che vivavvidio era possibile avere ciascuno il proprio personal erano anch'essi così come questi sperimentatori nei video: no glamour, vestiti senza arte ne parte!  Noi oggi dovremmo santificare quei pionieri che incredibilmente  hanno detto alle orride corporations del potere informatico: possiamo creare il personal e non pagarvi 1000 dollari l'ora per adoperare il computer (come era ancora negli anni Settanta!)
B. Seconda osservazione. Questo è un mondo pericoloso. Il petrolio rappresenta una enorme ombra che avvolge e macchia la terra! Tutta la terra? Forse ci sono delle piccole parti di questo globo che potranno erodere questa ombra terribile e nera. Ma non sarà facile, non sarà indolore.
C. L'unica cosa che non dobbiamo lasciarci dire ancora è "non è possibile!!". Usate quello che volete a cominciare da questi video. E' abissale l'ignoranza in materia (anche di chi scrive, intendiamoci).
D. L'Italia in questo contesto, dico in questo contesto!, firma un accordo per avere dalla Francia tecnologia nucleare di terza generazione (cioè veccha) follemente costosa.  Un paese alla frutta, il nostro, ha discusso per settimane di un triste ma limitatissimo caso e su questo questione quasi nulla. o sbaglio. Perchè? 

Se avete delle ipotesti c'è l'area commenti in basso

Wednesday, March 04, 2009

Ascolta le lezioni di Saggio nel 2009 a La Sapienza.




Il corso presenta delle lezioni quadro su una serie di argomenti che riguardano la progettazione architettonica e urbana contemporanea. Le lezioni sono propedeutiche alle varie fasi di esplorazioni e sviluppo progettuale degli studenti. Sono pensate e condotte per fornire un supporto conoscitivo e insieme operativo. Una pratica ben nota negli studi architettonici internazionali ...

1. Lez 4 marzo parte A parte B
Si rivela cosa sono gli Urban voids e come indirizzare un processo di progettazione dal basso.

2. Lez 11 marzo Parte A parte B parte C
Si discute del concetto di Mixitè e di alcune caratteristiche dei progetti architettonici nella città contemporanea.

3. Lez 30 marzo Parte A parte B parte C
Si discute del concetto di contesto nelle sue diverse accezioni. Sociale e fisico, ma anche molto di più.

5. Lez. 27 aprile. Roma a_ venire (movies 400mega each) Parte A Parte B Parte C
Si discute, a partire da una serie di progetti pubblicati nel volume Roma a_venire, del rapporto tra idea, concetto, proposta culturale e sociale, sviluppo progettuale e formale di un progetto d'architettura. In particolare se a Roma.

6. Lez. 11 maggio. Il bang. Parte A, Parte B, Parte C
Si discute della rilevanza dell'idea spaziale principale nell'articolazione dell'edificio.

7. Lez. Extra 30 maggio L'imprinting di Roma. Vai sito Come se

8. Lez. 1 Giugno. La conquista del centro. Parte A, Parte B.
Si discute dei principali concetti di organizzazione distributiva dell'edificio.

9. Lez. 8 Giugno. La ricerca espressiva. Parte A. Parte B
Si discute nella prima parte di una serie di requisiti per la presentazione del 15 giugno e nella seconda parte della ricerca espressiva (una ampia parte inziale non registrata vai qui per la versione del 2007 della medesima lezione).

10. Lez. 17 Giugno. Google earth maratonda. Parte A. descrizione esame Parte B
Si fa un tutorial su come reiserie i propri modelli tridimensionali in google earth, concludendo un ciclo inziato in il primo giorno.


Le lezioni descrivono un complesso contesto che lega insieme lo sviluppo dell'architettura contemporanea ai fondamentali ambienti operativi legati all'information Technolgy. La struttura ramificata e in alcuni passi complessa dei temi è offerta a studenti del V anno. Uno degli scopi è stimolare la definizione di articolate ricerche individuali nel rapporto IT e architettura.

0. Lez 4 marzo parte A parte B
Introduzione al corso e nella parte B prolusione "Crisi modernità e IT", in cui si illustrano i rapporti reciproci tra i tre elementi e soprattutto sul come uno strumento sia crisi e soluzione allo stesso tempo. >>

2. Lez 11 marzo Parte A Parte B
Si discute del ruolo dell'informazione nel contesto della "Terza Ondata", quindi come valore strutturante molti beni e prodotti della società attuale. Nella seconda parte ci si concentra sulla modifica della architettura in rapporto alla società dell'informazione. >>

3. Lez 16 Marzo. Parte B
Introdotti gli studenti nella prima parte alle tecniche di base per la creazione di un sito, nella seconda parte si affronta l'inizio della "lunga crisi dell'Ottocento" >>

4. Lez 18 marzo Parte A e parte B
Nella prima si scorrono in maniera random i commenti scoprendo tra l'altra la relazione tra il pennsylvania rifle e il personal computer o tra l'aborigeno e la information technology. Nella seconda parte si discute della rivoluzione figurativa della modernità e del rapporto tra astrazione, modernismo e nuova architettura >>

5. Lez 23 marzo. Parte A
Si discute a fondo dell'edificio del Bauhaus sotto il concetto di "Architettura Industriale" e di catalizzatore. La lezione contiene molti approfondimenti filmato e molto altro >>

6. Lez 25 marzo. Parte A, Parte B
Nella prima parte si fa il punto delle richieste formali del corso navigando sui blog individuali. La seconda parte affronta la nascita del personal computer affrontando il tema in chiave storica >>

7. Lez 30 marzo. Parte A, Parte B
Nella prima parte si naviga il sito e si fanno alcune digressioni (cosa sono i Rss, come funziona un podcast in Itunes store eccwtera). Nella seconda parte la nascita del computer grafico, ma anche la differenza deduttivo induttivo o Steve and Billy eccetera>>

8. Lez 1 aprile. Parte A, Parte B
Nella prima parte si discute del modulo di scripting che terrà l'arch A.Di Raimo, delle prossime commesse, della recensione, gli autoritratti e si fa una veloce esplorazione dei siti. Nella seconda parte si discute della storia e della filosofia della collana La rivoluzione Informatica architettura e si presentano brevemente i 35 volumi usciti sino ad oggi, illustrandone il contenuto e inquandrondoli in delle sotto categorie >>

9. Lez 15 aprile. Parte A, Parte B
Si completa il ciclo sul mondo raster con una lezione sull'architettura e i pixel.

10. Lez 20 aprile. Parte A, Parte B, Parte
Nella primna parte si deiscute del mondo dello strumento. Nella seconda si introducono le caratteristiche fondamentali di un ambiente vettoriale.

11. Lez 29 aprile. Parte A, Parte B.
Nella prima parte si tratta della descrizione dell'incontro per gruppi a discutere della crisi. Nella seconda parte del concetto di layer e delle sue applicazioni nella ricerca contemporanea.

11a. Lez. Presentazione Autoritratti e Concept (movies 500mega) Parte A, Parte B.

12. Lez 6 Maggio Parte A, Parte B.
Lezione dedicata a Peter Vector !

14. 15 Lez 11 Maggio Parte A Parte B Parte C
Si tratta della creazone del "mondo" tridimensionale e delle sue relazioni con il tempo

16.Lez Parte A Parte B
Si parla del creazione del mondo tridimensionale attraverso il lavoro di Frank Owen Gehry

17. Lez Parte A Parte B
Si discute del concetto di modello a partire dal foglio elettronico, per affrontare il database ed arrivare al Gis

18. Lez 1 Giugno Parte A, Parte B
Si discute dell'approccio metodologico alla progettazione attraverso vari idee di modello, per terminare con il modello Diagrammatico

19. Lez 3 giugno Parte A Parte B
Si discute dei modelli gerarchici

20. Lez 8 giugno. Parte A Parte B
Si discute del nuovo catalizzatore

21. Lez 10 Giugno. Parte A
Si riprendono alcuni temi, di discute delle richieste per esame orale, si fa l'ultima parte sullo script



Tuesday, February 17, 2009

Datemi una corda e .. costruirò. Costruzione, Etica, Geometria e Information Technology


Dall'arco al compasso, dalla sezione aurea al logaritmo, dalla geometria operativa di Borromini sino a Louis Kahn, da Jørn Utzon sino ai nuovi architetti informatici, dalla necessità etica della costruzione al Rural studio, questo saggio propone un intreccio fitto di temi. Tiene insieme la scrittura l’attenzione allo strumento, inteso come “materializzazione dello spirito” (Koyré), come tensione che trova proprio nella costruzione dell'architettura un momento di interrogazione delle proprie potenzialità.


E' uscito al prezzo di € 6.95 per copia o 2.50 per il pdf l'atteso nuovo libro sul tema dello strumento.  >>>

Sunday, February 15, 2009

Onde di pietra


prefazione di Antonino Saggio a
Cyberstone di C. Pongratz e M. Perbellini
La rivoluzione informatica in architettura, Edilstampa 2009

Read in (rough) English

Nei primi anni di affermazione dell’architettura meccanica e funzionale
si pensava che i nuovi materiali – il ferro, il vetro, il cemento
armato, l’intonaco – fossero ingredienti indispensabili all’affermazione
dei contenuti igienici, razionali ed espressivi della nuova
architettura. Ma già alla metà degli anni Trenta del Novecento, gli
architetti cominciarono a capire che non era il materiale la vera
chiave di volta di un approccio nuovo. Un materiale o una tecnologia,
anche se appena inventata, può essere usata in maniera
aberrante (gli architetti passatisti avevano cominciato ad usare il
cemento armato, ma vi applicavano sopra strati di apparecchiature
decorative), mentre, al contrario, anche un materiale antico
può essere usato in maniera niente affatto scontata: i nuovi architetti
cominciavano a capire infatti come materiali tradizionali potevano
essere adoperati in una logica espressiva e costruttiva contemporanea.
Giuseppe Terragni usava i marmi di rivestimento, Frank Llyod
Wright la pietra da taglio, Gropius il legno, Aalto il mattone. Si
cominciò a capire allora che il colore, il comfort, le stesse proprietà
naturali di deformazione, di assorbimento, di traspirazione
dei materiali naturali erano altrettanto utili di quelli industriali per
affermare i valori complessivi della nuova architettura. Insomma
la chiave, come sempre, sta “nel come”.

Cominciando ormai gli architetti in questi nostri primi anni Duemila,
a vivere le conquiste espressive, processuali e ideative della
Rivoluzione informatica, è iniziato anche il tempo di affrontare
l’uso, proprio all’interno del mondo digitale, del più antico e duraturo
dei materiali. Quello che ha segnato la costruzione dei templi
greci, delle piramidi, dei monumenti romani classici: appunto, la
pietra. E così come gli architetti funzionalisti avevano capito al loro
tempo, anche gli architetti più avvertiti di oggi sanno che il materiale
in quanto tale è inerte. Esso vive solo quando è proiezione
di un desiderio progettuale.
Dentro la pietra vi sono mille forme ed usi possibili ed è solo per
pigrizia che si fa affidamento alle vecchie forme e logiche.
Così, sfogliando questo libro, il lettore scoprirà con stupore e con
autentico piacere, mi auguro, che addirittura il materiale lapideo
può essere impiegato con una logica e una sensibilità digitale.
Scrivono Christian Pongratz e Maria Rita Perbellini che, per
esempio, “il mattone è divenuto un materiale Informatizzato” e
che un muro può essere caratterizzato dalla posizione e dall’orientamento
sempre differenziati di ciascuna unità, per controllare
trasparenza o la trasmissione di luce. Il risultato è un muro che diventa
“un vettore informatico, soggetto a regole matematicamente
comprensibili”. Un muro programmato.
In questo caso gli autori discutono del prodigioso uso di un Robot
per realizzare un muro in mattoni, con una macchina guidata e
programmata via software che non solo dispone i mattoni in maniera
oltre che efficiente anche mutabile ed armoniosa, ma addirittura
che è programmata per l’inserimento della malta tra uno e
l’altro in maniera ogni volta diversa. Un muro di questo tipo ha
proprietà estetiche, pratiche e funzionali veramente elevate e diventa
tendenzialmente anche più economico e più funzionale di
uno tradizionale (come l’esperienza dei due architetti Gramazio
& Kohler dimostra).

Questo libro però non affronta solo gli esempi che hanno a che vedere
con montaggi guidati da una logica digitale di materiali che
hanno una modularità paragonabile al mattone (tessere di pietra
di dimensioni variabili, listelli di marmo, mattoni in laterizio o cemento
eccetera), ma affonda l’analisi proprio sull’uso della vera e
propria pietra da taglio e dei marmi usati quindi in grandi superfici
continue.
Gli autori parlano di “sovvertimento di una vita litica apparente”.
Vuol dire: “e perché mai il marmo e le pietre da taglio devono essere
usati in una logica statica, simmetrica, neo-monumentale e
neo-classica? È forse scritto nel Dna di questi materiali che essi
devono servire a creare edifici statici, pesanti e accademici?”. “Ad
una solidità familiare, nota e rassicurante – aggiungono – lo stesso
materiale risponde a translucenze, a trasparenze lievi, a leggerezze
da sfiorare. I processi della progettazione che si avvalgono di
modalità che derivano dalla tecnologia digitale, si nutrono di sperimentazioni
che arrivano a definire impensabili gamme comportamentali
e espressive dei materiali scelti.”

Sulla base di queste premesse i molti esempi presenti nel libro sono
organizzati in quattro capitoli. Il primo affronta il tema della
“Innovazione litica” cioè l’uso della pietra in progetti che aderiscono
ad una sensibilità contemporanea ed hanno alcuni aspetti
innovativi nelle metodologie di progettazione o esecuzione. Segue
il capitolo sul “Surface design” e cioè la presenza del grande tema
della pixellizzazione superficiale delle pareti che, come si sa, è un
motivo della ricerca espressiva di questi anni e che ha ricadute
molto interessanti proprio nell’uso della pietra, poi il capitolo delle
“Superfici modulate” rese effettivamente vibranti anche attraverso
programmi informatici che richiamano il grande motivo della
frattalità e infine il capitolo “In profondità o con leggerezza”
che basandosi sul lavoro di architetti della rilevanza di Renzo Piano
o Kenzo Kuma fa comprendere tutta intera la complessità del
tema.

Ora bisogna dire con chiarezza che tra gli architetti più sensibili ad
un uso digitale del materiale lapideo, vi sono gli autori stessi di
questo libro che danno più prove del loro talento e del livello della
loro ricerca sperimentale.
Antonello Marotta, che i lettori di questa collana ben conoscono,
scrive su “On&Off” (cfr. “Pongratz-Perbellini” in L’architetto italiano
n. 19) che con la serie Hyperwave – caratterizzata dalla modellazione
di superfici di pietra attraverso algoritmi ed equazioni
differenziali che guidano macchine a controllo numerico – l’esperienza
“da un piano compositivo e spaziale viene spostata su uno
di tipo percettivo e sensoriale. La superficie, nella loro filosofia,
diventa una materia in grado di ritornare ad essere allusiva, sinuosa,
seduttiva, emozionale. (...) Non è un caso che il virtuale abbia
recuperato il mondo delle forme dinamiche, fluide, articolate del
barocco che (grazie a Deleuze e al suo testo La piega) fanno parte
della nostra visione del tempo. Pongratz e Perbellini sono attratti
dal movimento borrominiano delle superfici concave e convesse
che hanno generato una spazialità che porta il visitatore a interagire
con lo spazio. La superficie quindi non è vista come l’elaborazione
di tessiture complesse quanto lo spazio interattivo di dialogo
con l’osservatore. Entriamo in una nuova prospettiva che vede la
materialità come una sostanza dinamica, mossa da una energia interna,
che aziona cortocircuiti: domande, che attivano nuove stimolazioni
percettive”.
Ma il lavoro di Pongratz e Perbellini come pone in essere un’estetica
digitale del materiale lapideo, riesce allo stesso tempo a farsi
programma a tutto campo. È il caso del recupero della cava “La
grotta” a Verona, dove un uso nuovo della pietra, con una logica,
una estetica e una sensibilità algoritmica, si innesta nella cava abbandonata
e entra in un dialogo affascinante con i nuovi innesti
naturali e vegetali che recuperano il luogo.

Christian Pongratz e Maria Rita Perbellini continuano oggi a
mantenere lo studio a Verona, ma la loro ricerca sperimentale, didattica
e teorica è tornata, dopo un lustro di attività in Italia, negli
Stati Uniti. Duole dirlo ma vi è uno spazio troppo piccolo in Italia
per una ricerca seria, innovativa addirittura, in un territorio di
grandissima tradizione industriale come quello delle pietre e la
strada dell’emigrazione intellettuale è obbligata. Fare capitelli e
apparati decorativi usando macchine a controllo numerico – come
l’università che ha rifiutato spazio operativo ai nostri due brillanti
architetti – non è avanzamento culturale e scientifico. È un pensare
alla tecnologia come se essa fosse un semplice utensile. Il libro
Cyberstone fa vedere al contrario che la pietra può materializzare
uno spirito, rendere reale un sogno in un processo di progettazione
e costruzione nuovo e intimamente contemporaneo. Questo è
il tipo di ricerca che può schiudere anche economicamente vitali
potenzialità al domani.

Collana e primo capitolo >>

Wednesday, February 11, 2009

Risarcimento terapeutico


prefazione di AS al Libro di Rudolf Klein, Zvi Hecker. Oltre il riconoscibile,  >>

read in (rough) English

Febbraio 1999: due libri della Universale di Architettura si occupano di Berlino. Uno è il numero 47, dedicato alla nuova ala del Museo Ebraico che una lunga fila di persone sotto la neve scopre proprio in quei giorni, l'altro è il numero il 32 dedicato alla Scuola ebraica di Zvi Hecker, che poteva essere visitata solo con l'architetto. E fu una grande gioia.
Febbraio 2000: all'indomani della improvvisa scomparsa del fondatore dell'Universale, nasce l'idea di due monografie sull'opera degli architetti di quei due "Capolavori". Il numero cento di questa collana ha assolto la metà del compito, questo volume scritto con grande precisione, cultura e intelligenza da Rudolf Klein completa l'idea.

L'associazione tra queste due opere però non è solo geografica e cronologica (entrambe sono costruite negli anni intensi della riunificazione), oppure autoriale (sia Hecker che il 15 anni più giovane Daniel Libeskind sono architetti ebrei, polacchi di nascita, formatisi sia in Israele che in altre parti del mondo per approdare nel corso degli anni Novanta a Berlino).
La ragione ancora più profonda del legame credo risieda in due parole: la prima è "risarcimento", la seconda "architettura terapeutica".
Il Museo fa i conti con il passato, non lo esorcizza ma lo rende dilaniantemente presente; la Scuola si misura con il futuro e con un'idea di comunità. Il Museo e la Scuola, insieme a Berlino, danno corpo a un bisogno di ricostruzione che tutta la civiltà occidentale e in particolare quella tedesca devono al popolo ebraico dopo l'Olocausto.

L'architettura dei nostri giorni riesce a operare questa ricostruzione simbolica, questo risarcimento" perché ha finalmente riconquistato la parola.
Superata la fase funzionalista, in cui l'espressione e il messaggio doveva essere tautologico (l'architettura esprimeva il suo stesso funzionamento, il suo stesso essere macchina) l'architettura di oggi può veicolare finalmente anche messaggi complessi, stratificati, assolutamente anti-retorici. I suoi discorsi possono evitare la magniloquenza accademica del potere, o il trionfo del denaro e del mercato, per vibrare anche nelle coscienze e nella storia.

Guardate sotto questa luce all'intero lavoro di Zvi Hecker. Non si tratta mai di sovrapporre a scatole amorfe una pelle pubblicitaria o un insieme di simbolismi fatui. Al contrario si tratta di fare in modo che un'idea simbolica e metaforica permei la spazialità, la struttura organizzativa e distributiva, le relazioni interno-esterno, le fibre stesse dell'edificio. Nella Scuola ebraica è un villaggio che si articola a partire dalla piazza collettiva per disarticolarsi verso il paesaggio, nella Biblioteca Alessandrina è il delta del Nilo che spande il limo della conoscenza, nella Spiral House a Ramat è la crescita organica di un animale-vegetale, negli appartamenti Dubner un'organizzazione cristalliforme, nel Museo Palmach, gli incroci dei percorsi, delle storie e dei popoli. E' una lezione "anti superficiale" che Hecker sviluppa anche con il suo maestro Alfred Neuman (hanno studio insieme sino al 1966) e che Rudolf Klein sottolinea più volte:
"Hecker utilizza sempre referenti geometricamente chiari: cristalli, girasoli, serpenti. Questi referenti rappresentano contemporaneamente i principi spaziali e organizzativi di base, e non un semplice rivestimento esteriore".
L'autore di questo libro, anche attraverso un serrato confronto con l'architetto, compie un excursus mirabile e nuovo anche perché tiene sempre collegata la ricerca specifica di Hecker con il contesto in cui essa si muove. Il lettore avrà modo così di capire a fondo i processi mentali e culturali che hanno portato ai risultati costruiti. Emerge da questo percorso che l'idea del paesaggio in Hecker è come una macrometafora che ingloba le idee più puntuali adottate volta per volta. E si tratta naturalmente di un paesaggio non pacificato, non romanticamente inteso, ma spesso dilaniato e, come nella installazione alla Biennale del 2000, estremamente evocativo.

Eppure questi paesaggi e quindi le architetture di Hecker hanno anche un'altra componente, a lui fortemente propria. Sono, come dire, "Paesaggi terapeutici" perché ci aiutano, senza mai illuderci, a intravedere una strada possibile, una maniera di misurarci con il reale conformandolo ai desideri più profondi. La sua opera ci dà così la speranza che l'architettura in definitiva curi, salvi, redima. Potrebbe essere, come disse nel settembre del 2001 Jaron Lanier, che l'architettura, come l'arte, serva a impedire alle persone di commettere suicidio.

L’Architettura spogliata dei suoi orpelli


di Zvi Hecker Architetto Berlino

L'architetto Zvi Hecker ha preso alcuni giorni fa  una posizione molto decisa sulla crisi economica mondiale ricordandone le responsabilità anche da parte della cultura architettonica contemporanea. Mi ha fornito gentilmente la versione italiana del suo intervento che qui rendiamo pubblica. In questa occasione ricordiamo la Monografia che gli ha dedicato Rudolf Klein nella collana Gli Architetti e riproponiamo anche la Prefazione di as che non è mai stata pubblicata sul web. >>

In German >>


Il progressivo sviluppo della crisi economica a livello mondiale non compromette soltanto il generale benessere di ogni individuo e della società, ma è destinato a produrre uno spostamento radicale della nostra sensibilità estetica.
Colti impreparati dal crollo delle borse e dalla profonda difficoltà in cui versano gli organismi finanziari, non dovremmo però sorprenderci per il sempre più visibile declino etico e morale che ha per primo generato questa crisi economica.
L’erosione dei principi etico - morali causata da una svalutazione della responsabilità personale e dalla sostanziale istituzionalizzazione dell’ingiustizia e ineguaglianza sociale potrebbe rivelarsi più distruttiva di un’azione militare. Le lapidi della Storia rivelano i nomi di svariate potenze militari che hanno fatto la loro comparsa e si sono successivamente eclissate insieme alle loro strutture politiche, talvolta ancor prima che le proprie legioni raggiungessero il campo di battaglia. Ricostruire quei fondamenti etici e morali che sono stati minati nella odierna crisi economica sarà più impegnativo e richiederà più tempo di quanto ne sia occorso per stimolare l’appetito verso il consumismo, sponsorizzato dal capitale e guidato dal principio della paura.
L’Architettura, nel suo interesse per la condizione umana, rappresenta parte integrante del panorama economico. Per questo non può essere separata dalla dimensione etica e morale insita in questa crisi economica, e nemmeno può ritenersi immune nei confronti della recessione economica e dall’affacciarsi di una nuova prospettiva estetica.
Per più di un decennio l’architettura ha risucchiato risorse finanziare, in qualche modo astratte e a buon mercato, destinate ad alimentare un eccesso edilizio, collassato nei mutui sub-prime.
Progetti astratti si sono solidificati in forma Architettonica, e, sponsorizzati dalle borse e dal mercato petrolifero, si sono insediati in ambiti di profonda ingiustizia sociale e si sono sviluppati spesso senza considerazione per il loro impatto ambientale. Il mercato immobiliare, travestito da Architettura, falsamente avvolto da un manto di sostenibilità, si è rivelato un terreno fruttuoso per del capitale in eccesso, assorbendo nelle sue geometrie sempre più contorte, denaro che avrebbe potuto essere investito in altri modi.
Più oscuri e irresponsabili a livello ambientale gli investimenti finanziari, più eccessiva la loro espressione Architettonica. Nella sua versione estrema la sola presenza di una Architettura è diventata la sua una funzione, proprio come la crescita gonfiata del mercato finanziario ha costituito la sua unica raison d’être.
L’Architettura, come del resto il mondo intero, ha voltato lo sguardo dal problema della povertà e dai conflitti del pianeta. Ugualmente indifferente all’etica, l’Architettura ha preferito glorificare la potenza e il fervore dei giochi di prestigio finanziari. Avvolta in strati di orpelli, glamour e ornamentali, ha mascherato la sua genesi narcisistica.
Stranamente questa Architettura autoreferenziale di irrisoria profondità concettuale è stata a lungo considerata l’evidenza dello sfaccettato talento dell’Architetto. Inibito a lungo dell’esprimere il proprio talento, questo esperto intraprendente ha risposto con voracità alle richieste di colonizzazione d’oltreoceano di abbellire regimi repressivi con consunte immagini architettoniche. Ossessionata soltanto dalla massiva visibilità, l’Architettura si è affidata alla visione dell’”Architetto come Artista”, tenuto a rendere conto solo alle proprie inspirazioni e desideri, “Architetto come Designer”, occupato nella creazione di abiti, collezioni di moda, portacenere e borsette da viaggio, “Architetto come Intrattenitore”, che mette in scena spettacoli pseudo intellettuali.
Senza più bisogno di seguire le regole della logica, coerenza e chiarezza dei piani, l’”Architetto come Architetto” è presto diventato irrilevante. Ecco perché negli ultimi anni così pochi progetti veramente innovativi sono apparsi, concernenti il vero cuore dell’Architettura: soluzioni per housing, pianificazione urbana, integrazione degli emarginati sociali, temi che sono stati la base del Movimento Moderno.
Senza motivi per innovare e sperimentare, l’Architetto si è cullato nell’opera di generazioni precedenti, in una forma di parassitismo. Vecchi schemi architettonici e piani rispolverati sono stati tranquillamente riciclati e rivestiti di differenti materiali, il vetro in prima posizione. Per amplificare la sua attrattiva, facciate vetrate sono state pubblicizzate come soluzioni sostenibili e compatibili con l’ambiente. Fortemente dipendenti da processi sofisticati e high-tech nel loro funzionamento e mantenimento, con questi slogan ecologici hanno sfuggito verifiche e opposizioni.
D’altronde, paradossalmente, questa Architettura in vetro ha trovato il suo partner-vittima nel mondo della finanza e del business internazionale. Nel suo appellarsi al valore della trasparenza, l’Architettura in vetro ha provveduto al consenso e ha fornito il miglior alibi per i loschi affari che ha racchiuso così elegantemente. In questa crisi l’alibi del vetro potrebbe non sopravvivere, e rivelarsi insufficiente a recuperare la fiducia persa nelle manovre del commercio.
Anche Berlino, non ancora preda dell’isteria dello sviluppo capitalista, ha alla fine ceduto alle pressioni storiciste, volte alla promozione di una nostalgia architettonica, invece che rivalutare l’eredità del modernismo radicale che la città ha ospitato con orgoglio. La genealogia pseudo aristocratica di Berlino sarà ripristinata nella costruzione della falsa facciata del Berliner Stadtschloss del XVIII secolo. La replica del castello, di non particolare interesse architettonico già all’epoca, diventerà una farsa. È ironico che la Berlino contemporanea non sia in grado di distinguere fra un recupero stilistico e vera originalità, escludendo la possibilità che un eventuale capolavoro venga riconosciuto e accolto favorevolmente.
Essenzialmente, ogni crisi economica non solo apre una rottura con il passato prossimo, ma è l’occasione di un notevole cambiamento, un’opportunità per andare oltre lo status quo e lasciare un’impronta del proprio tempo.
La crisi del `29 e la Grande Depressione che seguì è stata una forte spinta che ha fatto tabula rasa degli ornamenti del classicismo di tardo ‘800. Bianca, semplice, senza decorazioni, l’Architettura che ne risultò fu una chiara rottura con il passato e una totale negazione con ciò che andava a sostituire.
Le radici basilari di queste due crisi, nonostante gli 80 anni che le separano, germinano da un terreno contaminato dalla disonestà in cui le istituzioni finanziarie sono cadute.
Sarà necessario un approccio etico-morale per rimettere in moto la creatività messa a tacere da questa decadenza generale. Seguirà un cambiamento della nostra percezione estetica.
L’inevitabile rallentamento dell’edilizia e l’apparire di un diverso approccio estetico costituiranno un terreno fertile per la nascita di idee nuove. Queste saranno pensate, sviluppate e codificate, proprio come note musicali, per mezzo dei disegni architettonici, costruite anni più tardi, quando l’economia si risolleverà.
La forma architettonica è l’immagine riflessa dell’idea che è insita nella pianta. La gerarchia della scala umana è la sua misura, e la chiarezza delle intenzioni è la sua bellezza. Unisce necessità e sogni in sensibilità estetiche sempre nuove. Questo dualismo inseparabile è ciò che fa dell’Architettura un mestiere così profondo.
Secoli di dedizione creativa e il manifestarsi di nuove idee hanno generato una ricca tradizione architettonica. Questa eredità è consegnata a noi a condizione che la nostra generazione la arricchisca e ne allarghi gli orizzonti.
Nel nostro mondo in continuo mutamento, l’eterno valore dell’Architettura risiede nel suo insito idealismo e nella sua responsabilità nell’alleviare l’essenza della condizione umana. Nuove idee sono il solo strumento adatto a questo scopo.
Architecture is a human art, never humane enough.

Zvi Hecker
Gennaio 2009
(Tradotto dall’inglese da Marco Capitanio) 

Tuesday, February 10, 2009

Vernadasky + Buckminster Fuller = Allen’s Biosphere2




Synergia

read in (rough) English

Spesso si abusa del termine sinergia. Da un poco di tempo tutto è diventato sinergico. E abbastanza giustamente, ma non del tutto, i puristi dicono, “ma basta con questa sinergia, con questo sinergico, con questo - oddio ! - sinergicamente”.
Possiamo anche chiamarla “matematica biologica” se non ci piace sinergia, ma il concetto rimane e deve essere compreso per bene. Perché è la chiave di molte “alte” attività umane. Dunque questa matematica biologica (il neologismo non è male!), dice che 1+1 non fa affatto 2, come nella matematica algebrica. Ma può fare zero, oppure -1 oppure può fare tre o quattro o cinque!. A scuola, per altro, lo avremmo dovuto imparare: se prendo una mela di Newton e un’altra mela sempre dallo stesso albero del sommo fisico britannico ricavo “2” mele. Ma se prendo due molecole di idrogeno e una molecola di ossigeno..voilà ...ho creato l’acqua e di conseguenza molte altre cose nella nostra biosfera! Che vuol dire questo?. Vuol dire che la somma degli elementi in questa matematica biologica crea degli effetti moltiplicativi che possono avere, in alcuni casi fortunati, esiti esponenziali.

Ho cercato un esempio fulgido di questo approccio. E non me ne è venuto nessuno di meglio che quello di Biosphere 2 e del suo inventore John Allen (che per fortuna è anche un carissimo amico e maestro). Allen potrebbe essere chiamato in causa perché già nel 1971 chiamò il suo ranch a Santa Fe in New Mexico “Synergia ranch”. Era un progetto di vita ed anche un omaggio al capitolo “Synergy” dedicato alla questione da Richard Buckminster Fuller nel suo coevo volume Operating Manual for Spaceship Earth. Bucky è un inventore e pensatore ottocentesco! E in senso buono! E’ uno dei grandi pensatori trascendentalisti americani (come Emerson, Whitman e anche, in fondo, lo stesso FL Wright)




Ora John Allen ha messo insieme il pensiero operativo, profondo, rivoluzionario, anti corrente e olistico di Bucky e la sua stessa tecnica geodetica con un pensiero che arriva da una cultura lontana. Anzi, ai tempi dei blocchi Usa-Urss, una cultura politicamente opposta. Si tratta degli studi di Vladimir Vernadsky e cioè di uno scienziato russo che compie un ragionamento cosmico e che vede i fenomeni geologici, biologici, atmosferici e umani come un insieme interagente di forze e forme. E non lo fa in un breve saggio, ma in una serie di importanti scritti redatti come presidente dell’Accademia di scienze dell’Ucraina.

John Allen inventa l’incredibile equazione Vernadsky + Fuller e questa invenzione è alla base del suo più prodigioso progetto: Biosphere 2. Alla base questo progetto (di cui abbiamo discusso pubblicamente con il suo inventore in due occasioni recenti a Roma - audio, film etc. >) c’è l’intuizione geniale che l’idea di biosfera promossa da Vernadsky si possa combinare con la riflessione ecologica e le invenzioni tecniche di Fuller. Biosphere 2 si realizza così ad Oracle nel deserto vicino a Tucson, Arizona nel 1991 e si afferma come una straordinaria opera di ingegneria e di scienza ecologica ad un tempo, tra le più importanti in questo settore. Allen, coaudivato da una squadra numerosa di consulenti, di cui bisogna ricordare almeno l’architetto Margaret Augustine e l’ingegnere William Dempster, realizza così un progetto a immagine e somiglianza della biosfera terrestre: un insieme interagente di forze geologiche, ecologiche e umane che servono a studiare fenomeni sistemici. 

Biosphere 2 si basa sulla creazione di diversi ambienti terrestri dove ben studiate percentuali di piante, microbi, acqua, animali e aria sono in un ciclo di continua rigenerazione. Attraverso una complessa ricerca con decine di esperti nei diversi settori, si determinano più specificatamente sette biomi (dalla foresta amazzonica, alle barriere coralline, dagli ambienti antropizzati mediterranei allo stesso ambiente marino dell’Oceano ) ospitati all’interno di grandi superfici vetrate e sigillate che coprono oltre un ettaro di superficie. Inoltre spazi di vita, relax, laboratori sono inseriti e parte integrante della struttura. L’esperimento consente tra l’altro di brevettare vari sistemi e tecnologie che portano al 100% di riciclo dell’acqua, dei resti umani e animali, alla autonoma generazione di cibo e a minime perdite di aria all’interno del grande ambiente chiuso.
Otto scienziati, tra cui Mark Nelson e Ray Walford vivono sigillati in questo ambiente per due anni provandone l’efficacia sperimentalmente. Successivamente Biosphere 2 viene ceduto alla Columbia University e poi alla Università dell’Arizona che ne modificheranno la struttura, ma questa straordinaria vicenda segna le basi di un possibile sviluppo sistemico dell’architettura, verso una architettura non più necessariamente collegata a reti infrastrutturali, ma autonoma dal punto di vista del proprio ciclo vitale ed energetico.

Una fonte importante di studio su questa vicenda è nel nuovo libro di Allen Me and the Biospheres, Memoir by the Inventor of Biosphere 2 (Synergetic press, Santa Fe 2009), un libro che offre la possibilità di ripercorrere nei dettagli la storia e le conquiste di questo come di altri progetti di Allen.
Pochi, ne sono sicuro, tra gli architetti e gli ingegneri sanno quello di cui sto parlando, ma grazie al web, e in particolare a Wikipedia gli approfondimenti sono alla portata di tutti. Infine: questo articolo è stato scritto di ritorno da un periodo di ricerca con Sergio Crochik, informatico e con lo stesso Allen. L’idea della combinazione “sinergica” di Veradasky e Fuller è nata proprio discutendo con Sergio e sicuramente senza le ore di lavoro passate insieme non sarebbe mai arrivata sino a qui.


Questo articolo rappresenta una parziale anticipazione del testo "Sinergia" che apparirà nel numero 31 della rivista "L'Architetto Italiano" editore Mancosu all'interno del supplmento "On&Off"

Friday, February 06, 2009

Settembre 2008 a Venezia



Read this article in English

Nella seconda settimana del mese di settembre, la città di Venezia è stata caratterizzata da due fatti importanti che hanno interessato il mondo dell’architettura. Il primo ha riguardato l’inaugurazione del ponte pedonale che collega Piazzale Roma alla stazione ferroviaria. La realizzazione ha generato l’entusiasmo dei cittadini perché la nuova architettura, oltre ad essere molto bella, ha un naturale potere energizzante, dà fiducia. Certo nella città di Morte a Venezia non bisogna esagerare con segni di entusiasmo giovanile, ma neanche è possibile continuare a gettare in laguna una serie di opere geniali come è successo in questo dopoguerra (Le Corbusier, Kahn, Wright); per non citare la deprimente e più recente vicenda del progetto di Eric Miralles per l’Istituto di Architettura abbandonato dallo stesso committente. Ora, dove questi architetti hanno fallito, Santiago Calatrava ha vinto. Il ponte c’è: interessa, funziona, crea dibattito, oltre ad essere, come dicevamo, riuscito esteticamente. Ma, la cosa veramente particolare è che l’opinione pubblica che si interessa a questo episodio della propria città non ne ritrovi alcun eco alla Biennale che contemporaneamente si è aperta ai Giardini. 

Si tratta infatti di una mostra che del Ponte a Piazzale Roma vuole essere, programmaticamente, l’esatto contrario. E che questa non sia una opinione è confermato dal fatto che Santiago Calatrava alla Biennale non è stato neppure invitato. Ecco allora che i due importanti avvenimenti architettonici del settembre veneziano vivono talmente distanti e separati che sembrano riguardare due sfere completamente distinte di operatività. Cosa che ovviamente non è e non dovrebbe essere. Out There. Architecture Beyond Building (il titolo della XI Biennale) intende sottolineare che l’architettura è una disciplina intellettuale, appartiene al mondo dell’elaborazione culturale. L’architettura è soltanto “episodicamente” costruzione e opera sociale, il suo orizzonte è quello delle idee. Voi penserete a questo punto che chi scrive sia molto critico su questa Biennale e che si unisca al coro, numerosissimo per altro, di denigratori. Non è affatto così, e veniamo alle ragioni per cui questa Biennale è comunque da acquisire, pur nell’astrazione programmatica di cui dicevamo, positivamente. Innanzitutto il rischio che le passate edizioni avevano corso era quello della lottizzazione (a ciascun curatore o sottocuratore un pezzo distinto spesso in contraddizione l’uno con l’altro) assecondando la trasformazione di un episodio di alta cultura in baraccone politico. Il rischio nella precedente Biennale in particolare era stato ben presente e ne avevamo scritto su queste pagine («L’architetto italiano» n. 16). 

Ora il ritorno alla Biennale di Paolo Baratta come presidente ha evitato questa pericolosa deriva. Baratta ha affidato (come fece con Fuksas e con meno successo il biennio successivo con Sudic) tutta la macchina espositiva a un solo curatore, senza concedere spazio a sottomostre autonome. Aaron Betsky a questo punto ha tenuto strettamente in pugno l’intera mostra sia nelle parti da lui direttamente firmate, sia in quelle affidate a collaboratori che l’hanno supportato organizzativamente lasciando ovviamente a lui le scelte decisive. Nel complesso così l’XI Biennale segna un ritorno a una impostazione fortemente curatoriale, e ciò è positivo. Vi è d’aggiungere che alcune sue parti sono molto buone. Cominciamo con dei suggerimenti. I premi della Biennale sono come troppo spesso i concorsi in Italia, una pratica laboriosa che serve solo a santificare con un giudizio “ufficiale” quello che è ovvio a priori, considerato la rete di amicizia tra curatore, giudici e premiati. Vista la fraterna relazione pluridecennale tra il critico J. Kipnis e G. Lynn, a chi poteva andare il premio come miglior allestimento in Arsenale? Ingenuo lo sconcerto di chi ne cerca ragioni di sostanza. Visto che Betsky è legato sin da ragazzo a Gehry, a chi poteva andare il Leone alla carriera se non a Gehry? Si diano i premi invece con un sistema democratico: siamo nel 2008! Invece di fare stelline alle entrate o gli ennesimi concorsi on-line si usi l’information technology per il suo potere democratico contro questi sistemi di giurie feudali. 

Forti dubbi crea anche la mostra Uneternal Rome. Ne ho scritto in altra sede («l’ARCA» settembre 2008) e non mi dilungo. Per Betsky Roma è associabile a qualunque altra città perché presenta fenomeni di sprawl urbano comuni ad altre metropoli. Essa infatti è dichiarata sin dal titolo uneternal. Ora questa tesi segna l’esatto contrario di quello che chi studia Roma sostiene da anni e cioè che Roma abbia caratteri assolutamente forti e originali e sia compito degli architetti contemporanei capirli e lavorarvi in maniera costruttiva. Gli architetti invitati oscillano tra le due posizioni e la mostra nel complesso colpisce come un caleidoscopio con scarso costrutto. Non coraggiosa abbastanza è la mostra Experimental Architecture. Una mostra che aveva senso per individuare le vere novità, non per accontentare alcuni architetti certamente molto bravi (Boeri, Ian+ Ma0, Mirti e altri) a cui non si poteva dare uno spazio importante (cioè una delle grandi installazioni all’Arsenale). Era meglio cercare veramente il nuovo in giro, cosa invece che è stato fatto veramente troppo poco. Decisamente buona in questa Biennale è invece la sezione all’Arsenale (la più importante e decisiva per altro) in cui 23 architetti hanno compiuto una vera installazione abitabile e completamente nuova, senza i patetici ricicli di scorse edizioni. Tra le 23 top installazioni vi sono Penezic & Rogina di cui ci siamo occupati in queste pagine (n. 16) e molte altre installazioni bellissime, secondo me, come quella di UN studio, di Coop Himmenb(l)au, di Frank Gehry, di Atelier Bow-Wow e altre ancora. Cerebrali e deludenti le star Diller & Scofidio e Fuksas questa volta, e veramente evanescente Philppe Rahm. Altri fatti importanti e in genere riusciti di questa Biennale riguardano la partecipazione molto qualificata e certamente ben coordinata da Betsky dei padiglioni nazionali (tra cui una mostra a cura di Per Olaf Fjeld su Sverre Fehn e una meravigliosa su Utzon ordinata dal Louisiana Museum of Art, una bella e come dire leonardesca su Scarpa nel Padiglione Venezia). Infine da segnalare la mostra grafica, pittorica e architettonica ad un tempo di Zaha Hadid che secondo me vale da sola il biglietto. Originalissimo e di grande successo il video (I. Bêka e L. Lemoine) dedicato alla casa di Koolhaas a Bordeaux, ma vista dal punto di vista della cameriera. Una risposta che inverte genialmente i termini della questione posta dal curatore. Architettura oltre l’edificio non perché si cerchi un’architettura più astratta, celebrale e intellettuale, ma al contrario per calarci in una dimensione più reale, più concreta, quasi iper-realistica. Un’architettura vista da chi guarda allo spazio con il proprio bagaglio di necessità. Ma non è questa proprio l’essenza di ogni sapere di spazio?


"L'arvhitetto Italiano" n. 28-29 Vai all'ultimo "ON&OFF" in PDF che, oltre a questo articoloj contiene: In principio era la terra sugli sviluppi innovativi della ceramica di Moccia, News di Ruotolo, Le regole del gioco di Munari di Bartolozzi, Territorio Infrastruttura Architettura; Una dinmensione integrata di Marotta, La memoria dei sensi Nuovi "cunti" per i borghi abbandonati di Angelini.

Monday, January 26, 2009

A Milano il 3 febbraio viene ricordata la figura di Leonardo Fiori, architetto, docente e fondatore di "Costruire"

Alcuni dei lettori di queste pagine conoscono gli articoli su Coffee break >. Molti non hanno mai compreso che la maggior parte di articoli erano stati commissionati e ospitati nella sezione Cultura della rivista "Costruire". Questi articoli non sarebbero mai esistiti senza la ferma direzione di Fiori che sostenva che la cultura doveva avere un posto imporante anche in una rivista di taglio costruttivo. Anzi, che senza cultura dell'architettura, gli aspetti tecnologici e costruttivi si sarebbero inariditi in manualistica. Anche per questa ragione, Fiori volle come sua collaboratrice Julia Banfi che era depositaria dell'impegno generoso della cultura dell'architettura lombarda sin dai tempi della famosa "Quadrante". Alla figura di Fiori, che è stato anche il "mio" direttore per più di dieci anni, voglio rivolgere un segno di riconoscenza, di stima e di affetto. >>

Saturday, December 13, 2008

Intervento: "Dalla scatola al Diagramma."




Convegno "Abitare la piega" PoliMI. Coordina prof. Fabrzio Zanni
Ascolta l'intervento di AS 45 Min
Guarda le immagini

Thursday, December 11, 2008

Natale a Delft


Per fortuna la facoltà di architettura, dopo il disastro dell'incendio
si e' trasferita in un altro edificio, dove fervono i lavori e le
attivita'. Lo spirito risorge.

Guarda più foto

Monday, December 08, 2008

Jørn Utzon scompare il 29 November 2008

Sunday, November 30, 2008

Agli Amici del Blog lontani e vicini. Corsi on Line


A volte mi capita di trovare aficionados di questo blog in terre lontane (e anche un poco ostili). Mi dicono "oddio prof.. che belle quelle lezioni, che àncora!"
Ora volevo dire a queste persone che adesso parte un corso on line!!! che è gratis per molti. Può essere una bella occasione, inoltre... the course is in English and can be a real opportunity to be in a larger context. Keep in mind that if  walk only in the staight path you will end up with nothing (a piece of paper, i.e.  a diploma for under employment). You must search a little bit outside the staith path. Explore..

All the info from the the post below. >>>

Post Graduate Course - E Learning - Overview to IT Revolution in Architecture


Course Description
This course will offer a serious of introductory principles to the field of Information Technology Revolution in Architecture (see Book Series >>) . It is based on the new book by

Antonino Saggio
Introduction of IT Revolution in Architecture. Thoughts on a Paradigm Shift >>



The course will follow the key words used in different chapters of the book.
They are coming from the general field of study of increasing level of complexity:

1. Substances (First part. Questions of content)
2. Communication (First part. Questions of content)
3. City ((First part. Questions of content)
4. Landscape (First part. Questions of content)
5. Information ((Second part. Theoretical issues)
6. Time (Second part. Theoretical issues)
7. Space (Second part. Theoretical issues)
8. Model (Second part. Theoretical issues)
9. Reification (Second part. Theoretical issues)
10. Catalyst (Second part. Theoretical issues)

Scope of the module
It is to develop a "critical understanding" of the topic and to write a "Program of research" that can be suited to be presented and accepted for an official research grant, or a PhD dissertation.
After have read the entire book, participants start a process of dialogue with the professor that will help them to define a sub-area of research in this field.

Modality of Inscription
Students will enroll by reading the program offer by e-Archidoct.eu >> and following the procedure of registration. The course is free for all participants enrolled in one of these institutions (Barcelona Valles, Bucharest Ion Mincu, Copenhagen, Delft, Dublin DIT, Dublin UCD, London Bartlett, Lyon, Madrid ETSAM, Oslo, Rome Sapienza, Thessaloniki, Vadu, Warsaw, >> detail ).
To be enorlled in Saggio module students must be enrolled in the last year of a five year architectural program, or be enrolled in a graduate or PhD course. After have read the procedure by e-Archidoct.eu >> further explanations can be obtained by sending an email to the program secreteriat to the person of Laura Koniordou (email: lkoniord@arch.auth.gr)

DeadLine
Final ENROLLMENT of the course is fixed for Monday DecembGrassettoer 17, 2008.
For that day students enrolled should have already:
1. Have ordered and possibly already delivered at their address the Text Book Introduction of IT Revolution in Architecture. Thoughts on a Paradigm Shift. (Follow the link to order, use possibly a paypall account, >>)
2. Have read at least one of the book of the IT revolution series at their choice >> (books are available in School Libraries, book stores and can be orderd at amazon.com).
3. Have created their own blog (few moments.. use for example http://www.blogger.com/)
4. Have a Skype account >> in order to do teleconferencing
5. Have send the following information to professor Antonino Saggio email (Antonino.Saggio@uniroma1.it) as a secondary private information by 10.00 am Monday December 15, 2008. Subject of the email: enrollement to Saggio Module
Name:
LastName:
Email:
Blog:
Skype:
School of enrollment:
Permanent Address:
Phone (possibly Mobile with country prefix for example for Italy + 39.....):

NB
Please send all complete information, in one only complete email!. Consider that all information are indispensable. For example without the skypename you cannot be at the skype conference, without your own blog you canot make the exercise without the text book "nothing" can happen in the following steps eccetera


First Conference of Introduction of the course via Skype at
18.00 hrs ROME TIME of Tuesday December 16, 2008. At this first conference details will be given the overall structure will be made and further steps will be decided
Skype ninosa3. In order to be in the conference YOU MUST have sent your Skype name the day Before in the previous email





FIRST Meeting Tuesday december 16, 2008 18:00

people enrolled:


Anders.Hermund@karch.dk http://pharnen.blogspot.com/ Denmark
Vanina.ballini@gmail.com http://vaninaballini.blogspot.com Italy
Antonino.diraimo@nitrosaggio.net http://antoninodiraimo.blogspot.com/ Italy
Pigivangeli@gmail.com http://tispigistoblog.blogspot.com/ Greece
Cristian.farinella@gmail.com http://gluemarket.blogspot.com/ Italy
Nazareno Tiberi: naza.tibe@gmail.com http://nazarenotiberi.blogspot.com/ Italy
Rosettaangelini@nitrosaggio.net http://www.rosettaangelinicomese.blogspot.com/ Assistant Italy
(lucian Narcis) Narcisteodorescu@yahoo.com http://narcisteodorescu.blogspot.com Romania
lorenagreco@libero.it http://gluemarket.blogspot.com/ Italy
mariano.fatica@gmail.com http://mariano-timeforblog.blogspot.com/ Italy
(Dragan Rares) raresv.dragan@gmail.com http://emergentrealityinurbanpublicspaces.blogspot.com/
Skype: raresv.dragan
lorenzaciprari@hotmail.it http://lorenzaciprari.blogspot.com/
Listen The first meeting in MP3


Things To do for next meeting
Friday January 9, 2009 be on line at 17:20 lesson start at 18:00


1. Order immediately the book. It is explained above. You Must have it in English! Takes time..Order it immediately
2. Enroll offically with the e.archdoc system. Many good things may happen!
3. While waiting ofr the book to arrive, read or read a book of the IT series >>>
4. Write a short Book review in your blog
5. Create in your blog a post marke "E.archdoc saggio Module" tend to have there all the relevant information
(naturally you can create other posts but start with this one)
6. Navigate the other persons blog. each person NOT in the Italian team MUSTt have a partner in the italian group. Find your partner with private negotiation. You can have more than one.

WHEN THE BOOK IS ARRIVED
7. read the book entirerly
8. Write a review in the blog
9. Pick a Chapter that seems to fulfill most your interest
10. Find an extra product (cinema, music, movie, literature...other that can be associated with the chapter from your point of view)
11. read a book in the IT Rev book series that is related to the chapter
12. Find a projects of yours (one already done) and interrogate it from the point of view of the chapter
13. Find another bibliographical material, not in the book series, but belonging to area of Architecture and IT. Typically a book, a monograohic issue of a magazine that refers to that chapter topic

if you don not understand. Re listen The audio. or email the other persons or skype to them. Use the Blog! Cultivate it as a little garden! It is your main way to talk to the other.

See you at the meeting whch as musch as you can...ideally all the above mentioned points





09/gen/09, alle ore 20:21, antonino.saggio/nitrosaggio.net ha scritto:

Meeting Friday 9 happened the second meeting.
Pigi, Crhistian and Lorena, Rosetta, Antonino, Lucian, Mariano reported
Rares, Lucius, Lorenza, Vanina were also present
Anders has a collegue at his place.
Nazareno, Doina where missing. Maria dropped.

Next two meeting are scheduled

Tuesday March 10 at 17, 20 ...18:00 start
Tuesday March 24 at 17, 20...18,00 start


At tthe meeting of March 10
the following people will do a formal 10 minutes presentation:

Anders.Hermund@karch.dk http://pharnen.blogspot.com/ Denmark
Pigivangeli@gmail.com http://tispigistoblog.blogspot.com/ Greece
(lucian Narcis) Narcisteodorescu@yahoo.comhttp://narcisteodorescu.blogspot.com Romania
(Dragan Rares) raresv.dragan@gmail.comhttp://emergentrealityinurbanpublicspaces.blogspot.com/



At the meeting Tuesday March 24 these person will present
Cristian.farinella@gmail.com http://gluemarket.blogspot.com/ Italy
Nazareno Tiberi: naza.tibe@gmail.comhttp://nazarenotiberi.blogspot.com/ Italy
Rosettaangelini@nitrosaggio.nethttp://www.rosettaangelinicomese.blogspot.com/ Assistant Italy
Lorenagreco@libero.it http://gluemarket.blogspot.com/ Italy
mariano.fatica@gmail.com http://mariano-timeforblog.blogspot.com/Italy
lorenzaciprari@hotmail.it http://lorenzaciprari.blogspot.com/
Vanina.ballini@gmail.com http://vaninaballini.blogspot.com Italy

PRE REQUISTE of The Presentation
1. Write a short Book review in your blog of "Introduction of IT Revolution in Arhitecture"
2 Create in your blog a post marke "E.archdoc saggio Module" tend to have there all the relevant information
(naturally you can create other posts but start with this one)
3. Navigate the other persons blog. each person NOT in the Italian team MUSTt have a partner in the italian group. Find your partner with private negotiation. You can have more than one.
7. Be enrolled officially in the earchdoc module

Content of The presentation
Organize freely your presentation utilizing the following material
8. The book review in the blog
9. A Chapter that seems to fulfill most your interest
10. An extra product (cinema, music, movie, literature...other that can be associated with the chapter from your point of view)
11. A book in the IT Rev book series that is related to your chosen chapter
12. Find a projects of yours (one already done) and interrogate it from the point of view of the chapter
13. Find another bibliographical material, not in the book series, but belonging to area of Architecture and IT. Typically a book, a monograohic issue of a magazine that refers to that chapter topic


The presentation will start to define YOUR areas of Interest. This area of interest comes through the critical study of the above material.
Give a TITLE of your area of interest. And a possible explanatory subtitle.


It is clear that:
a. You have received and read the book
b. All the material of the presentation is in YOUR BLOG that is at the same time your instrument of work and your PRESENTATION medium!!

Successful completion of Saggio module with the required formal presentation are:

Anders Hermund
Dragan Rares
Cristian Farinella
Antonino Di Raimo
Rosetta Angelini
Lorena Greco
Mariano Fatica
Lorenza Ciprari
Vanina Ballini

Students not mentioned did not give a formal presentation which was considered by the teacher at the required standard or did not give any formal presentation



Thursday, November 27, 2008

Lezione al Poli Mi Laboratorio Tartaglia e Ferrara

Saturday, November 22, 2008

John Allen Book Launch 3 December at October Gallery




John Allen belongs to the great and noble tradition of Transcendentalism, the tradition of Ralph Waldo Emerson, of R. Buckminster Fuller and Frank Lloyd Wright. His whole existence, his studies, work, and interests are moved by a few fundamental principles. In John Allen, these principles share an organic, total ecologic structure that intimately combines land, nature, air and art with philosophy, theater and spiritual aspirations. The particularity of his work and life is that this combination has brought amazing results on the highest levels of achievement in science and engineering such as Biosphere 2. He has also realized small but extremely vital projects such the October Gallery in London, the Synergia Ranch in Santa Fe and the vessel Heraclitus that has been cruising the world since 1975. John Allen's stature is that of a Nobel prizewinner.  For the reader of this book, there unfolds an unforgettable, stimulating and fascinating account of freedom and the possibility of human creation when it is nourished by profound reason.

Tuesday, November 18, 2008


PROF, L'HA VISTO QUESTO?

http://www.facebook.com/group.php?gid=35116498452#/group.php?gid=35347037997&ref=mf

credo che avrà molto successo!
a presto

Antonia

Tuesday, November 11, 2008

Nuove Norme per i Concorsi Universitari. Siccome norme peggiori delle precedenti è praticamente impossibile avere, aspettiamo fiduciosi

Leggi i dettagli Le università possono riaprire i concorsi

Geodestic Dome, Synergia ranch, New Mexico



READ THIS ARTICLE IN ENGLISH >>

La Dome (cupola) è stata costruita nei primi anni Settanta quando il ranch era ancora poco edificato e si era appena cominciato a pensare al recupero ambientale e alle sue future attività. Ho parlato circa un'ora con l'ingegnere William "Freddy" Dempster ed un numero di fatti importanti sono emersi. La prima domanda che gli ho fatto è se Richard Buckminster Fuller avesse visto o supervisionato la cupola. Mi ha risposto di no, (anche se successivamente ha avuto rapporti) ma che al tempo esistevano una serie di libri che spiegavano come costruirne una. In effetti successivamente a questa conversazione ho scoperto un documento che diceva che Bucky ha incontrato il gruppo, che ha concesso il diritto di costruire la cupola in base al suo brevetto e che anche ha contribuoto ad affrontare i temi dell'acustica cfr. pages 24-25 from the book "Theather of all Possibilities", edition Poetry, London 1980). Dempster mi ha dato come prima informazione il costo: circa 1000 dollari del tempo (inclusa la tela di copertura). Cioè circa 4000 dollari di oggi! Naturalmente in origine la cupola non aveva pavimento: era su terra battuta ricoperta poi con tappeti, con una modalità indiana.
Freddy mi ha spiegato innanzitutto come è stata costruita. Le fondazioni si facevano in maniera puntiforme con dei cilindri di cemento che entravano nel terreno per circa un metro. Sul cilindro di fondazione con un sistema abbastanza semplice di bulloni si ancora il nodo di uno dei triangoli che formano il primo anelo della cupola geodetica.

Ora come si dovrebbe sapere la cupola geodetica è un'approssimazione di una sfera. Naturalmente l'approssimazione può avere un diverso grado di precisione o aderenza alla curvilinearità della sfera, ma l'approssimazione "non può essere troppo alta" perché se ci si avvicina troppo alla forma sferica ideale, i vari triangoli non formano più l'angolo rigido necessario alla stabilità dell'insieme trovandosi quasi sulla stessa giacitura orizzontale. 

Aspetto fondamentale della costruzione naturalmente è rappresentato dai nodi. Che sono fatti non certo con il famoso nodo geodetico, ma bensì in maniera estremamente semplice ed economica.
Si tagliano in fatti delle tubature metalliche della dimensione del nodo. All'interno di questo elemento cilindrico arrivano le aste naturalmente tagliate ad angolo. Freddy mi ha spiegato del sistema di tenerle strette una all'altra e Marie "Flash" Harding mi ha spiegato anche che le aste erano avvolte dal nastro isolante da pacchi per tenerle ancora più strette insieme.
Le aste di legno, "naturalmente", non venivano da un negozio, ma provenivano da edifci abbandonati e poi tagliati in loco a misura. L'attrezzattura di un tavolo da taglio, una sega elettrica e  un sistema primitivo di impalcatura era- più o meno - la dotazione di cantiere. 

Quando la struttura è stata finita, si è messa la tela che occhiellata e sovrapposta a scaglie provvedeva un discreto isolamento dal sole e dalla pioggia. Negli anni Novanta la cupola ha avuta una aggiunta all'entrata, una serie di skylight e soprattutto è stata rivestita con una schiuma cementizia.

Questa l'avventura della costruzione, che è arrichita da un bel dettaglio proto-informatico: Freddy ha calcolato la struttura e cioè le diverse dimensioni delle assi e il loro angolo, scrivendo un programma in Fortran (era stato programmatore per 4 anni a Berklely). Il programma che aveva scritto era realizzato su schede perforate che poi messe in una macchina che le leggeva forniva finalmente i risultati. Per scrivere il programma e calcolarne i risultati ha dovuto "pregare" la locale università di "concedergli" l'accesso al computer.

Morale: un gruppo di uomini liberi, giovani e forse anche relativamente sereni, costruiscono una cupola geodetica con le loro mani e con i lori soldi. La tecnologia serve per liberare e per fare qualcosa, veramente. La cupola è ancora in piedi e accoglie i convegni di Synergia ranch.



Note tecniche
The diameter of the dome is 50 feet, 28 feet high. (15.2 m diameter, 8.5 m high)
The struts vary in length from 4.95 feet to 6.54 feet (1.5 m to 2 m) depending on their position in the geometry. There are 9 different strut lengths, plus some special struts surrounding the doorways.
Total cost in 1970 for materials was around $1000, mostly for the canvas, but we were able to get the struts from salvage of old buildings and didn't have to pay for them.
Are you thinking of building a dome ? There are many details and exact measurements that have to be done just right.
Freddy


William "Freddy" Dempster è l'ingegnere che ha supervisionato, progettato, calcolato e costruitola Dome con amici e compagni al Synergia ranch nei pressi di Santa nel New Mexico.
Al Synergia ranch si svolgono convegni e periodi di studio organizzati dall'Istituto di Ecotechnics fondato da John Allen

video




nel frattempo ho trovato una foto storica dI Dempster e "Bucky" Fuller. L'epoca è successiva e si riferisce ai tempi degli studi preparatori per la costruzione di Biosphere 2, ma questa è un'altra storia.


La foto è di Marie Allen

Friday, November 07, 2008

Lecture at Texas Tech "Space is information"


Listen to the talk at TTU in Lubbock 1,31 minutes

Wednesday, November 05, 2008

Projects for Rome. Talk at Washington University in saint Louis




Listen the talk, explore the projects and look at the book

Friday, October 31, 2008

Talk at Tulane, New Orleans "Hybridization of Nature and Architecture"


Listen to the audio 45 minutes. Watch the images and follow the link.

Thursday, October 30, 2008

Lecture in Louisiana State University "Space is information"


Listen the conference 1:41:00 minutes. See the images and follow the links

Tuesday, October 28, 2008

Van Gogh e i colori della notte


Questo è il titolo della mostra attualmente in corso al Moma di New York. Capiterà di parlare della centralità de "La sedia di Gauguin" del 1888: illustra perfettamente la crisi, il problema, il nocciolo della ricerca artistica di van Gogh. La mostra è molto buona perchè oltre ad avere una serie considerevole di quadri e diversi capolavori affronta un "Tema" poco battutto. Appunto quello della notte in Van Gogh. I tre curatori  organizzano una serie di stanze in cui l'argomento è affrontato sotto angoli tematici diversi,  non rigidamente cronologici.
Nella prima infatti anche se ci sono paesaggi notturni e crepuscolari del primo periodo (tra cui un quadro nascosto in un piccolo museo del presbiterio a Nuenen mai visto) esiste anche uno stupendo paesaggio di Auvers sur Oise dipinto a poche settimane dal suicidio.
Nelle altre stanze i temi dei contadini (il celebre Mangiatore di patate) e poi dei seminatori e ancora la vita notturna dei bar di Arles o del Rodano di notte. Tutto termina con la stanza con la notte stellata e poi, naturalmente, la sedia di Gauguin. Come fare avere alla notte i colori, come farla luminosa rimanendo notte emerge con evidenza. ma appunto è solo una piccola parte del più grande motivo di Van Gogh..... Questo post mi dà l'occasione di segnalrvi la possibilità di vedere la mostra almeno on line e il sito per excellence di Van Gogh

Wednesday, October 22, 2008

A proposito di Uneternal Rome alla XI Biennale di Architettura





L’Arca e il suo direttore (vedi n. 240 Ottobre 08 pp 78-79), invitano AS a formulare un commento alla mostra "uneternal rome" alla 11º Biennale di architettura veneziana.

Wedge Roma. Roma cuneo
di Antonino Saggio
READ ENGLISH

Ho letto il testo del curatore. E’ veramente un testo strampalato! Fa pensare a quel celebre romanzo di Mark Twain (Innocents Abroad 1869) sul viaggiatore americano sbarcato in Europa che vede la storia e la civiltà con un occhio talmente ingenuo da risultare, alla fine, esilarante.
Già il titolo del testo “Spaghetti Palimpsest” la dice lunga. La tesi è che “Rome is sprawling as much as any city in the world. The only thing constraining it is its geography“ Certo - per Aaron Betsky - è indubitabile che un certo magnetismo i suoi monumenti (“The Vatican and the coliseum, the monument to Victor Emmanuel and the EUR, the Piazza del Popolo and the Piazza Navona” - messi in questo ordine, come fossero riquadri di una cartolina) lo esercitino. Però siccome l’unica realtà di Roma, come qualunque altra città di oggi è il disordine urbano dello sprawl e siccome ogni idea razionalizzatrice e di indirizzo è diventata da tempo politicamente scorretta, per il curatore l’unica cosa da fare è rappresentare o meglio: “riorganizzare le rappresentazioni”. (“Then we arrive at a simple realization: all that can be done is to rearrange representations. In so doing we will offer visions”.)
Molti degli architetti invitati, soprattutto quelli di provenienza olandese, offrono nuove rappresentazioni, usando tecniche già viste da anni come associare il numero delle telefonate dallo stadio quando c’è un evento mediatico a delle mappe urbane.
Questa forma di rappresentazione dei dati diventa una lente di lettura dei fenomeni territoriali che a volte determina bei disegni, raro è che porti a scelte forti e interessanti.
Devo dire che non tutti gli architetti invitati aderiscono completamente a questa impostazione di “riorganizzazione delle rappresentazione” suggerita da Betsky.
Gli studi romani, forse perché reduci alla mostra “Quindici Studi Romani” (all’Auditorium di Roma e alla Galleria “Come se”3/ 2008) mi avevano chiesto un parere sul lavoro espositivo che si accingevano a iniziare.
Cercando su internet avevano trovato poco su “Roma interrotta” (la mostra del 1978 ai mercati Traianei a cui, come tutti sanno, questa “uneternal Rome” alla biennale si ispira) e tra i pochi interventi recenti avevano visto una mia lunga relazione dal titolo “Roma ininterrotta” che avevo tenuto nel 2003 per un congresso scientifico sulla pianta del Nolli (The Studium Urbis, Allan Ceen,coordinatore). Il senso della mostra voluta da Giulio Carlo Argan “Roma interrotta” è storico, sostenevo. Infatti attraverso quella mostra si aprì un decennio nel quale il tema del “contesto” in generale, e della “città storica” in particolare diventò uno dei paradigmi fondamentali della ricerca architettonica. In quella fase gli architetti cercavano di capire come operare nelle smagliature della città già costruita, cominciavano ad essere convinti che la fase dell’espansione, insieme al modello di sviluppo industriale che l’aveva generata, era in crisi. Il confinamento arbitrario dentro la città storica disegnata dal Nolli nel XVIII secololo rappresentava una provocazione intellettuale, ma anche apriva la riflessione a un modus operandi che diventerà importante negli anni successivi. Non si dimentichi, tanto per fare un esempio, la grande stagione che inizia in quegli anni della ricostruzione dell’Iba berlinese e tutto il dibattito architettonico gravitante sul tema del contesto in chiave soprattutto revivalistica, ma anche concettuale (per esempio si ricorderà il progetto di Venezia Cannaregio di Peter Eisenman alla Biennale del 1978). Roma dunque attraverso la mostra “Roma interrotta” si poneva trenta anni fa a “punto di riferimento”, a laboratorio di un possibile rapporto con il già costruito e con la storia. E non a caso uno dei libri manifesto di questa idea, fu il fortunato volume Collage city.
Riflettevo con gli architetti romani invitati alla mostra della biennale di quella centralità di una idea di Roma nel 1978 e di quale potesse essere il valore esemplificativo e interessante anche per altre situazioni metropolitane mondiali della Roma oggi. Era quindi la mia una posizione esattamente opposta a quella del curatore. Betsky sostiene che Roma è uneternal (non è affatto eterna, unica, particolare) ed è in fondo come tutte le altre città, io credo e sostengo invece che molte città sono assolutamente uniche!, se si capiscono, e Roma e certamente una tra queste.
Ora, quale idea Roma può lanciare innanzitutto a se stessa e poi anche ad altre città, oggi, quale è una sua stimolante peculiarità?
In molte occasioni occasioni mi ero soffermato sull’origine etrusca di Roma, sul suo conservare nelle viscere della propria storia questa idea del matrimonio organico tra natura e architettura. Una idea, anzi una realtà (visto che le nuove scoperte archeologiche lo confermano) sul cuore etrusco e quindi “anti romano” di Roma. Roma non è affatto città romana, città fondata sulle regole geometriche e militari del castrum che domina natura e territorio. Roma è città che combina architettura e natura in un fare avvolgente, organico, stratificato e sezionale. Ed ecco perché di gran lunga la più affascinante esposizione alla mostra del 1978 fu l’opera di Paolo Portoghesi che proiettava il paesaggio etrusco laziale sulla città storica e da questa faceva nascere dei possibili organici disegni urbani.
Insomma ragionando con gli architetti emerse che una delle grandi particolarità di Roma. (altro che “riorganizzazione delle rappresentazioni”!), sono i grandi cunei verdi che entrano sino al cuore stesso della città seguendo le valli, i fiumi, i costoni tufacei del suo territorio vulcanico. Roma è città tra le più verdi del mondo, ma non solo, Roma vive questo rapporto tra natura, architettura, archeologia, storia e anche espansioni periferiche in maniera del tutto unico e rara!
Con questo tema - in gergo, i cunei - lasciai la riunione con gli architetti. Non volli partecipare alle riunioni successive con il curatore per non interferire e non sarei forse tornato sulla questione se il direttore de L’arca non mi avesse chiesto questo breve commento.
Oggi vedo gli esiti degli architetti in un dvd abbastanza completo. In alcuni riconosco la vitalità e lo sviluppo di quelle idee, applicate di volte in volta a sotto temi stimolanti. Per esempio, il concetto di attivazione dei margini di Claudia Clemente e Francesco Isidori Labics, il concetto di Arcipelago e di Ecovoids di Susanna Ferrini, Antonello Stella n! studio. Questo ultimo progetto, per esempio a me sembra offrire un’idea particolarmente interessante, e tutta di sostanza, su come combinare la particolarità urbana di Roma ai temi della sostenibilità e a quelli di un uso anche agricolo intensivo del suolo. Un insieme di temi che proprio da Roma potrebbero ripartire per influenzare il pensiero e l’azione di tante città nuove che stanno nascendo in giro per il mondo.
Antonino Saggio

Tuesday, October 21, 2008

Sull'essere straniero in patria.

Ho frequentato la mia prima classe elementare in una scuola ancora fascista, dove si adottava un libro fatto di domande e risposte. Alla domanda “Chi è il meticcio?” dovevamo rispondere tutti in coro: “Il meticcio è un essere fisicamente e psichicamente inferiore”.

Immagino che anche voi siate indignati per la mozione della Lega Nord votata in Aula il 14 ottobre, relativa all’istituzione di “classi ponte” per ghettizzate i bambini immigrati. E’ il primo passo verso un nuovo razzismo di Stato.

Spero perciò che, in tutte le sedi opportune, facciate valere la vostra voce contraria, forti di quanto gridava Don Milani: “ Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

(Don Lorenzo Milani, “Lettera ai cappellani militari”, in L’obbedienza non è più una virtù, L.E.F., Firenze, 1965,p.12)

Un saluto affettuoso.

Mimmo De Masi

Thursday, October 02, 2008

Mostra di Francesco Rimoldi alla galleria "come se"


See You tube movie


Francesco Rimondi è un artista che vive in Provenza dove cura insieme alla moglie il centro congressi Les Marronniers che fa parte dell'Istituto Ecotechnics guidato da John Allen. Rimondi ha una ricerca stimolante che usa come materie prime soltanto gli elementi della tecnologia abbandonata. Spesso crea nuovi oggetti di una sorta di inventivo low-tech design, a volte sculture semoventi, a volte vere e proprie opere che si basano sul collage e l'assemblaggio o su delle tessiture antiche di colori e forme.
Di origine italiana, ma nato in Etiopia, Rimondi fa spesso vivere echi della cultura nord africana nei suo lavori con un mix veramente suggestivo. Le lampade di cd sembrano stelle di mille e una notte, i quadri tappeti volanti, le sculture nuovi animali a metà selvaggi a metà domestici.
I suoi pezzi dentro lo spazio architettonico della Galleria "come se" creano una forte suggestione perché, improvvisamente, rendono materiale un sogno: quello che i link sparsi nel mondo, gli amici trovati e ritrovati, gli ex allievi che si muovono dentro e fuori il web, insomma quello che normalmente rimane solo nelle parole o al massimo nelle pagine dell'email, improvvisamente si reifica, diventa vero nello spazio di una galleria, nel tempo di una esposizione, nella fisicità delle cose. L'informazione che lega tutte questi fili si trasforma allora in dato, in evento, ed entra nel grande flusso della vita.

Mostra di Francesco Rimondi - Ecotechnics - alla Galleria Come se di Roma, via Dei Bruzi 4. Sino al 7 Novembre 2008 ore 10,30-13,30 16,00-22,00 . Tutti dettagli sulla mostra

Wednesday, October 01, 2008

"Utopie Fatte" A proposito del lavoro di Antonio Presti in Sicilia


Sono andato a Tusa a parlare con Antonio Presti, il fondatore di Fiumara d’Arte e dell’Atelier del Mare.Avevamo bisogno di parlare uno con l’altro senza intermediari e senza filtri: confrontarci sui progetti, sui desideri, sulle utopie da realizzare come Presti le chiama. Innanzitutto “utopie da realizzare” è un bel termine, molto appropriato al caso specifico. Le azioni che ha già creato sarebbero imprese in altri lidi, ma in terra di Sicilia il valore è più grande, perché maggiori e più intensi sono stati i rischi.Per esempio non è una utopia realizzata quella di Fiumara d’Arte? Grandi opere, forti sculture di deciso impatto, segni ed emblemi che quando uno le incontra dice: «Ma caspita, questo è il giusto, questo è il bello!». Ebbene come sapete queste grandi opere nel paesaggio non si sono realizzate nelle bucoliche vallate nordiche, ma in terre aspre e dure, terre di civilizzazioni in lotta e contrasto ma anche avviluppate in un amalgama millenario. È proprio in Sicilia che opera Presti, che combatte e inventa, che realizza e protegge il complesso monumentale di Fiumara d’Arte sin dal 1986. Le grandi opere (da Consagra a Nagasawa, da Festa a Lanfredini e Schiavocamo) possono spingere se viste in fotografia a dividere il capello in quattro del déjà vu, ma se ci si va veramente e le si annusa con lo spazio loro e con il paesaggio loro, il visitatore ne esce smosso, e si interroga e li interroga i grandi dolmen contemporanei. Bene, dicevamo che questo mondo di grandi opere non è affatto un’utopia ma esiste, è stato fatto, lancia i suoi enzimi nel paesaggio e nella società. Per esempio arrampicandosi in uno di questi paesi montagnosi, si scopre Energia mediterranea di Antonio Di Palma: un’onda blu in cemento armato distesa sul paesaggio. E sull’onda stanno arrampicati sei o sette teenager che respirano e scherzano e stanno proprio lì a vivere il tardo pomeriggio. Certo si avrebbe voluto che declamassero Shakespeare o almeno Quasimodo vicino ai resti megalitici che sono accanto all’onda, invece di parlare ai cellulari, ma forse va bene anche così. Sono belli e giusti loro, insieme al segno dell’onda in cima alla montagna. Tornado a Presti abbiamo parlato dei suoi progetti in corso: innanzitutto l’azione a Librino (questo quartiere negletto di Catania). L’idea forza è che “Librino è bello” e si realizza attraverso le gigantografie dei suoi abitanti sulle facciate cieche degli edifici e magari, e ne abbiamo parlato, anche con una delle foreste vegetali di Miguel Chevalier che Presti ha conosciuto dalle nostre pagine (On&Off in «L’architetto italiano» n. 19). Accanto a queste azioni stanno per realizzarsi una serie di opere sia di artisti che di bambini lungo il viadotto di 3 km che segna un margine del quartiere. Viadotto che attualmente è crisi e ferita aperta, ma che attraverso questa opera collettiva si trasforma in porta di accesso e di riscatto. Presti ha scoperto che gli interlocutori piùbravi e attenti ai suoi progetti stanno nelle scuole, e gli alunni elementari (i più vivaci equelli che fanno più domande) quelli delle medie e quelli dei licei sono coinvolti a migliaia in queste imprese. Un grande forno è stato organizzato in loco le terrecotte di 3 m di altezza si stanno cuocendo, tra paure e ansie, tra fatiche e gioie, ma saranno lì in autunno! Poi mi ha parlato di Oreto, questo torrente fiume che da Monreale si butta a precipizio verso Palermo. Ma nella sorgente dell’Oreto cisarà una grande arca lunga 200 m. Un’arca realizzata con i resti delle barche dei clandestini che arrivano in Sicilia. Il progetto è moltopiù complesso, ambizioso e circolare, ma gli elementi entrano tutti in gioco: l’azione sociale, il nuovo sbarco, il coinvolgimento attivo dei giovani eccetera. E poi ancora un’altra idea progetto, quella del tempio, la realizzazione cioè di un grande tempio itinerante che a partire da un cratere del vulcano dell’Etna si sposti mano a mano nelle città della Sicilia. Un progetto ambizioso, complesso, ricco, affascinante che si dovrà fare nei prossimi anni, come si è fatta la Fiumara d’Arte o L’Atelier sul Mare oppure Librino o il treno dei poeti, perché l’unica ribellione possibile, l’unica dignità possibile è quella del fare e del creare: non bloccarsi, non farsi bloccare,andare avanti regalando la propria esistenza e la propria resistenza. Che sono due parole che si assomigliano tanto, sono due parole così vicine l’una all’altra, no?

Pubblicato ne "L'architetto Italiano" n. 25 inserto On&Off. Scarica gratuitamente il pdf

Saturday, July 05, 2008

Prima del big bang, cosa c'era?


A breve commeti e citazioni sul tema
Il disegno, particolarmente adatto al tema che tratteremo. si intitola "Prima dell'architettura". Chi è l'autore? Inserisci nel blog commenti, la tua ipotesi

Friday, July 04, 2008

L'Eur visto dalla fondazione Zevi

E' uscito nei tipi della fondazione Zevi di Roma "Una guida all'architettura moderna Eur". Il volumetto è molto ben fatto e curato nei dettagli e negli scritti (Adachiara Zevi, Alessandra Muntoni, Alessandra Capanna) ma soprattutto non è affatto una guida, ma un testo critico e un atto di azione culturale.
Azione culturale che come tutte può, anzi deve dividere.
In sintesi il libro comincia riprendendo uno scritto indimenticato di Pagano "Occasioni perdute". Pagano era già al fronte quando venne pubblicato e il numero di "Casabella" che lo conteneva oscurato. Rileggerlo dà il senso della sconfitta di Pagano stesso e del fronte dei razionalisti più puri. Una sconfitta bruciante che da Pagano (che ho studiato per dieci anni arrivando esausto a pubblicare un libro nel 1984) io ho vissuto anche con e attraverso Zevi. Per Zevi l'Eur era il simbolo di tutto il male perché raffigurava in architettura Hitler, la guerra, l'olocausto. Io scrivevo e ancora ritengo che per capire Roma bisogna odiare l'Eur. Cioè capire che la storia di Roma, l'essenza della nostra città, è antiromana e antimonumentale e si fonda sull'imprinting organico etrusco e sulle stratificazioni piranesiane, non certo nelle parate piacentiniane.
Detto questo io sono visceralmente contro l'Eur.
Eppure, come dire, la storia urbana amalgama, riavviluppa, ricombina immagini. Fa storia urbana mettendo insieme eterogeneità ed opposti. Anzi in quelle tensioni ci sono forse le cose più vive. Tornare a piallare le idee è pericolosissimo, da qualunque parte venga.
Questo libro invita a riflettere su queste questioni e a farsene un proprio giudizio. Siamo contenti che esista perché è sicuramente un contributo vivo al dibattito sull'architettura. E inondati da pubblicazioni belline, e inutili, lo accogliamo come un pezzo vivo di pensiero.

Tuesday, May 13, 2008

Spazio è Informazione, Conferenza a Ferrara

Segui lo speech di Antonino Saggio Spazio è Informazione e vedi le immagini

Monday, April 21, 2008

II Seminario di Antonino Saggio Dottorato di ricerca, La Sapienza Roma




La Rivoluzione Informatica in Architettura
Uno sguardo critico


Linee Guida per la Pubblicazione


Seminario attivo: Aprile-Giugno 2008. Terminato il 26 giugno 2008

1 Francesca Barone fraba81@libero.it blog: http://francescabaronearch.blogspot.com/
2. Filippo Cerqua filippo81@yahoo.com blog: http://filippocerqua.blogspot.com/
3. Antonino Di Raimo antonino.diraimo@nitrosaggio.net blog: http://antoninodiraimo.blogspot.com/
4. Anna Esposito anna.esposito@awn.it blog: http://annaespositoarch.blogspot.com/
5. Carlo Gamboni carlo.gamboni@gmail.com blog: http://carlogamboni.blogspot.com/
6. Maja Gavric majagavric@bluoo.com blog: http://www.majagavricarchitetto.blogspot.com/
7. Luca Incerti luca.incerti@gmail.com blog: http://lucaincerti.blogspot.com/
8. Alessia Maggio AlessiaMaggioarch@gmail.com blog: http://alessiamaggioarchi.blogspot.com/
9. Marco Marrocchi marcomarrocchi@gmail.com blog: http://marcomarrocchi.blogspot.com/
10. Paolo Rodorigo paolorodorigo@hotmail.com blog: http://paolorodorigo.blogspot.com/


Audio primo incontro, quasi tre ore. >

Audio secondo incontro, quasi tre ore. >

Audio e video Final presentation in english, Tre Hours, 4 segments 70 mega each
Saggio Introduction
First Group
Second group
Third group



Gamboni, Gavric, Esposito, Marrocchi, Barone, Rodorigo, Maggio, Di Raimo, Cerqua, Incerti

Indice
I diversi argomenti sono

1. Sostanze (parte prima. Questioni di contenuto)
2. Comunicazione (parte prima. Questioni di contenuto)
3. Città (parte prima. Questioni di contenuto)
4. Paesaggio (parte prima. Questioni di contenuto)
5. Informazione (parte seconda. Aspetti teorici)
6. Tempo (parte seconda. Aspetti teorici)
7. Spazio (parte seconda. Aspetti teorici)
8. Modello (parte seconda. Aspetti teorici)
9. Reificazione (parte terza. Nuovi spazi dell'interattività)
10. Catalizzatore (parte terza. Nuovi spazi dell'interattività)

Sintesi del programma di lavoro definito nell'incontro del 21/04/08:

a) Scelta di un capitolo del libro "Introduzione alla Rivoluzione Informatica in Architettura", di A. Saggio, ed. Carocci.
b) Stesura scritta di un'ipotesi di lavoro (circa 10 righe), con eventuale ipotesi alternativa.
c) Scelta di un libro dalla collana IT Revolution in Architecture >;
d) ) scelta di un libro inerente alla tematica;
e) scelta di un libro o di un'opera (teatrlke, cinematografica, letteraria eccettera) relativo ai propri interessi e che serva a creare una polarità rispetto al punto a. (anche extradisciplinare).
f) Scelta di un proprio progetto da ridefinire "interrogare" alla luce dello studio condotto.

Second step decisioni dell' incontro del 8/maggio/2008;

1) Pubblicare sul proprio blog i punti sopra indicati
a) Scelta del un capitolo d....
b) Stesura scritta .....
c) Scelta del libro dalla collana ....
scelta di un libro relativo ai propri interessi (anche extradisciplinare).
....
f)

2) Osservare i post sui blog di tutti gli altri membri attivi del seminario
3) Ipotizzare un partecipante per assonanza e uno per dissonanza
4) Iniziare un processo di negoziaziazione per formare un gruppo (ideale 3 membri, minimo 2 massimo 4)
5) Ipotizzare una presentazioe pubblica del "gruppo" che intrecci navighi combini attaulizzi i temi dei singoli le letture fatte, trovando un focus
6) La riunione del 5 Giungo alle 15:30 verterà sulla discussione di questa "ipotesi" di presentazione visto che l'obiettivo finale "non è pedissequamente" presentare i materiali a..f ma troverà una strttura di ricerca e allo stesso tempo espositivo che, sosatnziandosi sulle letture e sulle ricerche, le muova ad un livello successivo di acquisizioni critica e di apertrua a nuovi filoni di ricerca.

Presentazione finale del Seminario. Venerdì 27 giugno 2008

La presentazione orale è il momento finale è il più importante del seminario. Il fine è "Come individuare una area di ricerca plausibile e interessante che combini Information Technology e l'attuale fase del dibattito architettonico". Per arrivare a formulare la domanda di ricerca specifica, un percorso ricco di "avventure" e scoperte intellettuali è stato presumibilmente compiuto. Un percorso che è partito dal volume, ma che poi ha intrecciato molteplici livelli sia personali che di gruppo.
Nella presentazione orale è interessante esaminare queste scoperte, ma sempre finalizzate alla costruzione del progetto di ricerca. Progetto di ricerca, non effettivo svolgimento. Quindi il senso della presentazione è "cosa farei se" questa domanda di ricerca fosse accettata e ritenuta dalla commissione plausibile ed interessante.

Aree per la valutazione del progetto di ricerca sono sostanzialmente tre
1. Critical understanding and inner coherence
2. feasibility aadn organization of research steps
3. Creativity and Innovation

Info per La pubblicazione:



calendario:
08/05/08. primo incontro. ore 15,30
05/06/08. secondo incontro ore 15,30
27/06/08. esposizione ore 1'0

Altri seminari tenuti precedentemente:

Discussione sul volume "Introduzione alla rivoluzione Informatica". Ue V anno, LAb IV D, 2007
Vai

Seminario Dottorato di Saggio "I verbi del progettare" marzo-giugno 2008
Parte 1
Parte 2
Parte 3

Seminario Dottorato di Saggio " Teorie e scritture dell'architettura contemporanea" novembre marzo 2003-2004
Venti recensioni e progetti

Criteri e info per pubblicazione



Contatti
Confermare la propria adesione al progetto inviando una email:
paolorodorigo@hotmail.com
AlessiaMaggioarch@gmail.com
Gli architetti Maggio e Rodorigo fungono da coordinatori della pubblicazione e possono ulteriormente chiarire ogni dettaglio.

Pubblicazione
Come anticipato negli incontri del Seminario "La Rivoluzione Informatica in Architettura, uno sguardo critico", alla presentazione finale avrebbe fatto seguito una pubblicazione che recuperasse l’esperienza raccolta dai gruppi durante l’attività seminariale.
La pubblicazione dal titolo “Strumenti della ricerca, strumenti del progetto”, avverrà  in un primo momento sicuramente nella serie Itool (acquistabile in stampa direttamente da Lulu,http://stores.lulu.com/ninos, o scaricabile via IBS, http://www.ibs.it/ ) e possibilmente anche in altre forme o collane se si realizzeranno le necessarie condizioni. Il formato più conveniente per la messa in rete si deciderà quando tutti i contributi avranno dato ad essa il necessario corpo.
 
Contributo dei dottorandi
I dottorandi interessati , coordineranno il loro lavoro in gruppi di ricerca così come avvenuto per la presentazione.
Saranno quindi tre i blocchi che riporteranno le attitudini alla ricerca sopravvenute con l’unione delle individualità, a dimostrazione come l’apporto di ognuno sia stato accresciuto grazie agli strumenti previsti e alle modalità collaborative suggerite nel seminario, fino a produrre nuovi interventi in parte o in tutto innovativi.
 
La prassi
Ogni gruppo produce un saggio breve della lunghezza di 15000-18000 caratteri, illustrato da dieci foto. In esso, citazioni, fonti, immagini e qualsiasi proprietà intellettuale saranno riportate come ormai ogni  dottorando è abituato a fare. Pur trattandosi di un contributo "coordinato" e coerente ogni paragrafo deve essere attribuibile a ciascun dottorando. I gruppi si comporranno con gli stessi membri che hanno preso parte alla  presentazione (il gruppo che stenderà il saggio si intende a partire dal gruppo che ha presentato la relazione). Ciascun membro del gruppo può da ora decidere di aderire, comunicandolo ai curatori (Alessia Maggio, Paolo Rodorigo), o di non aderire al progetto libro; gli altri membri si possono muovere autonomamente. Inoltre se gruppi interi non volessero aderire, il progetto editoriale procederà attribuendo spazio incrementale a quelli rimasti.
La direzione scientifica del volume è del Prof. Saggio a cui spetterà ogni ultima decisione in merito ad omissioni di gruppi o di saggi, alla scarsa qualità o rigore, a ritardi e poca professionalità.
 
Struttura
Ognuno dei tre macroargomenti verrà articolato sostanzialmente in
·                  Titolo: anche forte, originale sintetico
·                  Sottotitolo: assolutamente chiaro sul programma di ricerca
·                  Abstract (dieci righe di presentazione del progetto di ricerca, chiare e estremamente ben fatte, in cui ricadono i tre elementi di giudizio fattibilità, innovazione, inserimento)
·                  Corpo esteso (la parte estesa conoscitiva e critica del contributo, diviso in Paragrafi titolati con immagini, siglati a parte per autori)
·                  Sintesi (finale circa trenta righe che discuta come nel caso specifico della ricerca si possa articolare la key-word):
1.             Fattibilità (come la ricerca si potrebbe concretamente svolgere in quali fasi, con quali indagini con quali strumenti, con o meno dei case studies, ecc.)
2.             Innovazione (perché la ricerca è innovativa e in quale sotto area)
3.             Inserimento nel dibattito critico-scientifico contemporaneo. Questo sezione è composta da alcune righe di testo e dalla segnalazione di DIECI (non undici, non nove) articoli o libri

·     Bibliografia (non più di nove volumi estremamente inerenti al tema)
La composizione del saggio è "organica", la presentazione rappresenta un tutto coerente e finalizzato. Naturalmente i paragrafi centrali sono anche firmati individualmente per una regione tecnica e per un’ulteriore attribuzione scientifica.
 
Coordinamento
Gli architetti Paolo Rodorigo e Alessia Maggio sono i coordinatori del progetto editoriale ed hanno il ruolo tecnico di "curatori". 
Questo ruolo prevede in particolare:
A. La scrittura e la firma di un testo esplicativo introduttivo sull'insieme dell'esperienza di ricerca (una  sorta di diario tematizzato, ma anche critico) circa 6000 caratteri
B. la cura redazionale dei testi già in prima bozza e delle immagini (jpg 300 dpi base 18cm)
C. L'impaginazione successiva secondo i tipi indicati dal Prof. A. Saggio
D. La diffusione e promozione del libro
E. La collaborazione esplicativa a ciascun gruppo
F. La"TEMPISTICA" e la raccolta dei diversi contributi
G. La delega da parte del Prof. A. Saggio di escludere dalla pubblicazione gruppi ritardatari
H. Il coordinamento, la raccolta e quant'altro attiene alla realizzazione del progetto
 
Tempistica proposta
La redazione dei testi e la scelta dell'immagini deve pervenire in prima versione per il 30 settembre 2008. Il Prof. A. Saggio rileggerà tutto, apponendo correzioni, effettuando necessari tagli od esclusioni. Si procederà successivamente alla fase di impaginazione e stampa.

Sunday, March 09, 2008

Inaugura la galleria "come se" a Roma



Vedi Video YouTube

Si è inagurata il 14 marzo alle ore 19,30 (via dei Bruzi 4, Roma) con la mostra quindici studi romani, (patrocina romaenergia, assessorato all'urbanistica e comune di Roma), un nuovo polo espositivo dedicato prevalentemente all'architettura nel quartiere San Lorenzo di Roma. Filosofia, struttura operativa, eventi possono essere studiati dall'elegante sito della galleria disegnato da Antonino Di Raimo. Alla direttrice, architetto Rosetta Angelini, attiva nel gruppo nitro dalla fondazione un fortissimo in bocca al lupo e un sostegno convinto a questa così importante iniziativa culturale.

Studi Invitati:
AeV Architetti | Architecture and Vision | Centola & associati | Delogu Architetti associati | Giovanni D'Ambrosio | Bioprojectgroup | King Roselli Architetti | Giammetta & Giammetta | IaN + | Labics | Ma0 | Nemesi | n! Studio | JM Schivo & associati | T studio |
Vai al sito e scarica la cartellina stampa http://www.comese.me.it/

Contatti: architetto Rosetta Angelini, direttrice galleria "come se", mail: info@comese.me.it tel. 06 44 36 02 48.
Catalogo

Thursday, February 28, 2008

Speranza realizzata. Le note nei libri servono!


"La tesi dottorale di Eisenman (The Formal Basis for Modern Architecture, Cambridge 1963) è disponibile solo in alcune biblioteche molto attrezzate (come quella dell'Eth di Zurigo) ma andrebbe da qualcuno pubblicata perché è una testimonianza a un tempo storica - solo negli anni successivi questo tipo di analisi diverrà abituale - e calzante di una ipotesi di lavoro dottorale nell'area della progettazione."

Così scrivevo nel mio libro del 1996 a pagina 86. Avevo "scoperto" una copia del documento anni prima (nessun critico a quanto mi risultava ne aveva mai parlato) e ne avevo già scritto la presenza su "Domus" (ora in Coffee break)

Molti anni dopo l'anticipazione di questi scritti, la presenza della dissertazione fu ripresa, per fortuna, da giovani studiosi (zero cenni naturalmente, ai brani citati), ma la cosa importante è che scopro che la dissertazione di Peter Eisenman è stata finalmente pubblicata.

Ha un alto costo, ma potete chiedere alla vostra biblioteca universitaria, se ne frquentate una, di ordinarla. E' un utile documento storico.

Morale: agli studiosi ricordo "lasciate dei piccoli messaggi nei vostri scritti." La pianta a volte crescerà da sè.

Saturday, February 23, 2008

Mostra e Convegno il Futuro della Città


All’Auditorium di Roma Parco della Musica, sabato 1 marzo 2008 ore 9:30 si terrà promosso dal Comune di Roma Assessorato all’urbanistica il Convegno Internazionale, “Le Città del Futuro. Il progetto della ragione. Architettura, Scienza, Tecnologia, Comunicazione” che vedrà prestigiosi relatori internazionali tra cui John M. Johansen, John Allen, Luo Li, Serkan Anilir e sarà concluso dagli on. Walter Veltroni, Roberto Morassut e Gianni Alemanno. Parallelamente al convegno nel foyer dell’Auditorium si presenta la Mostra ”Quindici studi romani. Nuove sfide per la città di domani” curata da Antonino Saggio che presenta per la prima volta da molti anni a Roma una selezione di studi protagonisti del dibattito architettonico: AeV Architetti | Architecture and Vision | Centola & associati | Delogu Architetti | Giovanni D'Ambrosio | Bioprojectgroup | King Roselli Architetti | Giammetta & Giammetta | Ian + | Labics | Ma0 | Nemesi | N! Studio | Schivo | T studio. Saranno esposte in questa occasione un campo vasto di sperimentazioni e di realizzazioni che hanno interessato sia la città di Roma sia altre aree metropolitane e che indicano una serie di strade innovative da seguire sempre più intensamente nei prossimi anni.


Pagina Indice
Brochure mostra e convegno

Saturday, February 16, 2008

Lo Strumento di Caravaggio. Il lIbro


Ordina o scarica il libro on Line >> oppure acquistalo nella edizione Kappa presso le Librerie Kappa di Via Antonio Gramsci, 33 o Piazza Fonatanella Borghese 6 a ROMA.
Caravaggio compie una rivoluzione. Al tempo immobile dell’Umanesimo rinascimentale sostituisce la presa di coscienza drammatica dell’attimo come campo delle scelte individuali; al disegno accademico, la pittura e il colore in presa diretta; alla profondità inquadrata dal telaio, un proscenio in cui personaggi veri danno spessore alla vita; alla luce omogenea, la forza abbacinante di un flash; alla staticità della posa, l’essere (dei personaggi, degli oggetti, degli spazi, della vita stessa) sempre in bilico. Il volume Lo Strumento di Caravaggio (edizione Kappa, distribuzione on line Lulu) propone ipotesi nuove su fatti sin’ora trascurati, ma soprattutto è teso a far comprendere come la presenza dei nuovi strumenti ottici non sia ricetta meccanica o prodigio tecnico, ma si inserisca nella ricerca sulla necessità estetica di una nuova visione. Caravaggio, Galileo e Borromini vengono a costituire, alla fine di questa lettura, una triade indispensabile per comprendere la nascita di una visione laica, per la prima volta "dal basso verso l'alto". Intervista

Vedi un film Introduttivo

Friday, January 25, 2008

Chi ha dubbi alzi la mano


Da La Repubblica La questione tristissima in Italia è che deve essere sempre la magistratura a dover affrontare le questioni che dovrebbero invece riguardare scelte politiche e la società civile. Grave per esempio che i nuovi concorsi universitari per 1050 ricercatori (dico mille ecinquanta!) siano stati banditi con regole vecchie nonostante anni e anni di lavoro sulle nuove norme.

L'argomentazione sensibile


Due i passi decisivi del discorso del Papa Benedetto XVI del 17 gennaio diffuso dalla stampa. Il primo è che "la sapienza dell'umanità come tale - la sapienza delle grandi tradizioni religiose - è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee". Il Papa parla come rappresentante di una comunità che per secoli si è interrogata sui valori, sulle maniere di vivere degli uomini e ha elaborato "una determinata sapienza della vita; parla come rappresentante di una comunità che custodisce in sé un tesoro di conoscenza e di esperienza etiche, che risulta importante per l'intera umanità". Il nesso centrale a nostro avviso è accettare la pluralità di queste sapienze, appunto "la sapienza delle grandi tradizioni religiose". Ecco perchè, credo, il Papa stesso sulla base di questo passo avrebbe accolto interventi nel prossimo futuro anche di altri grandi esponenti religiosi (come ho scritto 15 gennaio).

Il secondo nesso decisivo del discorso è quando citando Habermas, Benedetto XVI ricorda lo sforzo che anche le comunità politiche e civili devono fare verso un "processo di argomentazione sensibile alla verità". La ricerca cioè di una democrazia del dialogo e della argomentazione e della discussione piuttosto che quella che fa derivare le scelte solo come sommatoria aritmetica degli interessi particolari. Credo sia un punto molto importante. In ogni caso misurarsi con il discorso di Benedetto XVI credo sia il dovere di ciascuno, per fare un deciso passo indietro rispetto alla confusione e per accogliere sempre il metodo del dialogo e lo sforzo sincero dell'argomentazione.

17 gennaio 2008

Monday, December 03, 2007

Giacomo Leone, architect


See the movie on YoUTube

Saturday, November 17, 2007

IT tools, speech a La Villette Parigi


Conferenza organizzata congiuntamente da Georgia Tech e la Villette. Segui lo speech di Antonino Saggio ITools > e vedi le immagini

Monday, October 29, 2007

A proposito della nascita del Cemento Armato


Ascolta la presentazione a Rudy Ricciotti al Saie di Bologna. Consulta del calcestruzzo 8 minuti Vedi il sito di Ricciotti the Images

Wednesday, October 24, 2007

Intervista ad Antonino Saggio su "Breaking Ground" di Daniel Libeskind, Rai 3



Trasmissione "Cult Book" Rai Eucational andata in onda nell'estate 2007. L'intervista è del marzo 2007.
Cult book è in onda ogni venerdì alle ore 00:40 su Rai Tre e ogni lunedì e martedì sul canale satellitare Edu 2 canale 806 di Sky. In studio Stas' Gawronski.
Leggi la prefazione al volume di Antonello Marotta, "Daniel Libeskind", Edilstampa 2007 . "Densità di rimandi"

Tuesday, October 23, 2007

It's all about Change. Talk at Ecotechnics, Synergia Ranch


Follow the Talk 1Hour 15 minutes
Synergia Ranch Santa Fe, October 2007. Chair Mark Nelson. See the Images L'Istituto di Ecotechnics è stato fondato da John Allen nel 1973 per iniziare a sviluppare la nuova disciplina di Ecotechnics il cui fine è lavorare attraverso l'innovazione e la creatività tecnologica per armonizzare natura e tecnologia in un nuova alleanza. Si occupa di educazione, di ricerca applicata, di progettazione e divide questo approccio non solo con ingegneri e scienziati ma anche con artisti, filosofi e architetti per perseguire un approccio integralmente umanistico.

Saturday, September 15, 2007

Sicily Lab 2007. The athmosphere


This movie is a quick only visual report of the cultural atmosphere at Sicily Lab in Gioiosa Marea during the workshop and Symposium 5-12 september 2007 SEE the movie
Further details.

Sunday, July 22, 2007

Presentazioni Finali Corso Caad 2007


Nella presentazione finale sono stati illustrati progetti che riguardano la dismissione della sopraelevata di San Lorenzo e la proposta di modificare gli edifici limitrofi in case per amanti del cinema; nuove relazione tra spazi e attività per la sede della facoltà di Via Gianturco, un gioco interattivo "ambientale" che risveglia il senso di coesione sociale di una realtà periferica come Aprilia, dove il crollo del sogno industriale ha lasciato in sospeso la possibilità del riscatto sociale. Un altra proposta riguarda le aree di cantiere della metropolitana di Roma trasformate da ferita nella città a zone di arricchimento delle esperienze urbane. Un lavoro si occupa dell'abbandono di piccoli borghi. Nel caso di Celleno, è stata scelta la via dell'arte e dello spettacolo per riportare in vita il luogo. Infine vi è uno studio sul tema dei Muraglioni sul Tevere.

Lo sforzo di ciascun lavoro è stato quello di individuare una situazione di crisi e di affrontare la situazione accoppiando la pertinenza dell'azione progettuale con un uso innovativo e creativo della Information Technolgy. Una ricerca delle tecnologie effettivamente utilizzabili per ciascuna proposta supporta l'idea-progetto. Le ricerche rappresentano un capitolo del libro in continua crescita iniziato nel 1999 >> > e sono anche quest'anno completamente accessibili in rete anche in formato audiovideo

Monday, June 25, 2007

5c. Lab IV, 07. I verbi del progettare. Processi attivi del fare


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

Come completamento della lezione 4 sulle scelte espressive, sabato 26 maggio 2007 si è svolta la sessione conclusiva del seminario di Dottorato "I verbi del progettare". Scopo del seminario è stato avvicinare gli architetti dottorandi ad una modalità di indagine sulla Composizione che fosse prossima alla operatività del progetto. Dopo un incontro introduttivo, in cui è stato tracciato un breve excursus della ricerca in questo settore e confronti personali, gli architetti dottorandi hanno ciascuno presentato il verbo da loro precelto. Il verbo doveva rappresentare una modalità vicina alla propria riflessione progettuale e doveva essere esemplificato con esempi presenti nella storia urbana di Roma. La presentazione è stata rivolta agli studenti del Laboratorio IV nel momento in cui gli stessi si trovano nella fase di ricerca espressiva.

Le 14 presentazioni tenuti dai dottorandi hanno avuto un grande successo e destato vivo interesse....
Segui i video 70 Minuti delle presentazioni di Amanzio Farris SEQUENZIARE, Paolo Rodorigo EPISODI NARRANTI, Camilla Ciminelli INTERPORRE/INTERFERIRE, Loris Rossi REITERARE.

Per indirizzario del corso con accesso ai blog degli studenti, alla lezione conclusiva e a ulteriori materiali sul Laboratorio IV D vai alla home del corso 2007
Roma, maggio 2007

5b. Lab IV, 07. I verbi del progettare. Processi attivi del fare


Come completamento della lezione 4 sulle scelte espressive, sabato 26 maggio 2007 si è svolta la sessione conclusiva del seminario di Dottorato "I verbi del progettare". Scopo del seminario è stato avvicinare gli architetti dottorandi ad una modalità di indagine sulla Composizione che fosse prossima alla operatività del progetto. Dopo un incontro introduttivo, in cui è stato tracciato un breve excursus della ricerca in questo settore e confronti personali, gli architetti dottorandi hanno ciascuno presentato il verbo da loro precelto. Il verbo doveva rappresentare una modalità vicina alla propria riflessione progettuale e doveva essere esemplificato con esempi presenti nella storia urbana di Roma. La presentazione è stata rivolta agli studenti del Laboratorio IV nel momento in cui gli stessi si trovano nella fase di ricerca espressiva.

Le 14 presentazioni tenuti dai dottorandi hanno avuto un grande successo e destato vivo interesse....Segui i video 80 Minuti delle presentazioni di Daniela De Filippis PIEGARE, Alessandra Di Giacomo TRASCENDERE, Claudia Tombini MONTARE, Gaia Maria Lombardo, STRATIFICARE, Federico Scaroni - ACCOGLIERE.

5a. Lab IV, 07. I verbi del progettare. Processi attivi del fare


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

Come completamento della lezione 4 sulle scelte espressive, sabato 26 maggio 2007 si è svolta la sessione conclusiva del seminario di Dottorato "I verbi del progettare". Scopo del seminario è stato avvicinare gli architetti dottorandi ad una modalità di indagine sulla Composizione che fosse prossima alla operatività del progetto. Dopo un incontro introduttivo, in cui è stato tracciato un breve excursus della ricerca in questo settore e confronti personali, gli architetti dottorandi hanno ciascuno presentato il verbo da loro precelto. Il verbo doveva rappresentare una modalità vicina alla propria riflessione progettuale e doveva essere esemplificato con esempi presenti nella storia urbana di Roma. La presentazione è stata rivolta agli studenti del Laboratorio IV nel momento in cui gli stessi si trovano nella fase di ricerca espressiva.

Le 14 presentazioni tenuti dai dottorandi hanno avuto un grande successo e destato vivo interesse....

Segui i video 60 Minuti delle presentazioni di Maja Gavric ZUCCHERARE , Anna Esposito EPISODIZZARE, Roberta Pellegrino, COREOGRAFARE, Alessia Maggio, TRASFIGURARE.

Vai ai blog degli studenti del Laboratorio IVD
Roma, maggio 2007

4c. Lab IV, 07. La ricerca espressiva e formale. Lo sguardo selettivo




Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

La lezione (qui parte c) ha lo scopo affinare lo sguardo progettuale degli studenti attraverso la comprensione di categorie formali ed espressive, un tema rarissimamente affrontato esplicitamente nei corsi di progettazione. Cinque sono le categorie offerte agli studenti, sono: a. Silhouette, b. Chiaroscuro, c. Attacco al suolo, d. Attacco al cielo e. Ritmo e proporzioni. Viene fornito un metodo di investigazione basato sulla creazione di una griglia di fili fissi del progetto che costituisce la base per le successive proposte idee ed elaborazioni degli studenti ….
Ascolta l'audio 160 Minuti Leggi articolo sul progetto di Penzic'&Rogina su "On&Off" n.16
Roma, maggio 2007

4b. Lab IV, 07. La ricerca espressiva e formale. Lo sguardo selettivo


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

La lezione segue un secondo ciclo di progettazione ambientale condotta dai docenti integrati al laboratorio. Scopo di questa lezione è affinare lo sguardo progettuale degli studenti attraverso la comprensione di categorie formali ed espressive, un tema rarissimamente affrontato esplicitamente nei corsi di progettazione. Cinque sono le categorie offerte agli studenti, sono: a. Silhouette, b. Chiaroscuro, c. Attacco al suolo, d. Attacco al cielo e. Ritmo e proporzioni. Viene fornito un metodo di investigazione basato sulla creazione di una griglia di fili fissi del progetto che costituisce la base per le successive proposte idee ed elaborazioni degli studenti ….
Ascolta l'audio 160 Minuti Vedi gli elaborati prodotti dagli studenti
Roma, maggio 2007

4a. Lab IV, 07. La ricerca espressiva e formale. Lo sguardo selettivo


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

La lezione segue un secondo ciclo di progettazione ambientale condotta dai docenti integrati al laboratorio. Scopo di questa lezione è affinare lo sguardo progettuale degli studenti attraverso la comprensione di categorie formali ed espressive, un tema rarissimamente affrontato esplicitamente nei corsi di progettazione. Cinque sono le categorie offerte agli studenti, sono: a. Silhouette, b. Chiaroscuro, c. Attacco al suolo, d. Attacco al cielo e. Ritmo e proporzioni. Viene fornito un metodo di investigazione basato sulla creazione di una griglia di fili fissi del progetto che costituisce la base per le successive proposte idee ed elaborazioni degli studenti ….
Ascolta l'audio 160 Minuti Vedi le immagini
Roma, maggio 2007

3b. Lab IV, 07. Il tema distributivo e l'organizzazione del progetto. La macchina edificio


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

Questa terza lezione (qui la parte b) affronta il cuore organizzativo e distributivo del progetto. Concetti fondamentali quali la divisione tra spazi serventi e serviti, la conquista del centro, le prossimità tra i processi in relazione reciproca, i concetti di sicurezza sono affrontati. La lezione si concentra non solo su esempi classici della progettazione contemporanea, ma anche in realizzazioni di questi ultimi anni per far comprendere come una logica sistemica e articolazioni planimetriche aperte, se supportate da chiari concetti organizzativi, comportano una ottimizzazione dei flussi e dell'organizzazione complessiva. Il progetto alla fine deve sempre e comunque rappresentare una perfetta "macchina edificio" che sia capace di funzionare perfettamente, di rendere fluide e perfette le azioni che si svolgono proprio a partire dal suo motore distributivo...

Ascolta l'audio 160 Minuti Vedi gli elaborati prodotti dagli studenti
Roma, aprile 2007

3a. Lab IV, 07. Il tema distributivo e l'organizzazione del progetto. La macchina edificio


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

Questa terza lezione affronta il cuore organizzativo e distributivo del progetto. Concetti fondamentali quali la divisione tra spazi serventi e serviti, la conquista del centro, le prossimità tra i processi in relazione reciproca, i concetti di sicurezza sono affrontati. La lezione si concentra non solo su esempi classici della progettazione contemporanea, ma anche in realizzazioni di questi ultimi anni per far comprendere come una logica sistemica e articolazioni planimetriche aperte, se supportate da chiari concetti organizzativi, comportano una ottimizzazione dei flussi e dell'organizzazione complessiva. Il progetto alla fine deve sempre e comunque rappresentare una perfetta "macchina edificio" che sia capace di funzionare perfettamente, di rendere fluide e perfette le azioni che si svolgono proprio a partire dal suo motore distributivo...
Ascolta l'audio 160 Minuti Vedi le immagini
Roma, aprile 2007

2b. Lab IV, 07. L'ideazione spaziale nella progettazione architettonica. Il bang assoluto


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

Questa seconda lezione (qui la parte b) segue la ricognizione morfologia e ambientale del sito condotta grazie agli architetti Cinzia Naticchioni e Valentina Spogli docenti dei moduli integrati al laboratorio. La lezione affronta la ricerca spaziale dell'edificio. L'idea è di condurre gli studenti ad elaborare un'idea forte e sintetica che in aderenza al concept funzionale e alle ricognizioni dell'area consenta loro di elaborare una idea della caratteristica decisiva e più importante del loro progetto, Questa caratteristica rappresenta il cuore formativo, la qualità prima del progetto, il bang... nel gergo del Laboratorio.
La lezione fa nascere questa idea e questo sguardo nella mente dei progettisti.
Ascolta l'audio della seconda parte 160 Minuti Vedi gli elaborati prodotti dagli studenti
Roma, marzo 2007

2a. Lab IV, 07. L'ideazione spaziale nella progettazione architettonica. Il bang assoluto


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

Questa seconda lezione segue la ricognizione morfologia e ambientale del sito condotta grazie agli architetti Cinzia Naticchioni e Valentina Spogli docenti dei moduli integrati al laboratorio. La lezione affronta la ricerca spaziale dell'edificio. L'idea è di condurre gli studenti ad elaborare un'idea forte e sintetica che in aderenza al concept funzionale e alle ricognizioni dell'area consenta loro di elaborare una idea della caratteristica decisiva e più importante del loro progetto, Questa caratteristica rappresenta il cuore formativo, la qualità prima del progetto, il bang... nel gergo del Laboratorio.
La lezione fa nascere questa idea e questo sguardo nella mente dei progettisti.

Ascolta l'audio 160 Minuti Vedi le immagini
Roma, marzo 2007

1b. Lab IV, 07. La nuova città del'Informazione e il Concetto di Mixitè


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

In questa prima lezione (segue) si affronta il tema della città contemporanea e della sua trasformazione. Ne consegue, tra l'altro, l'emergere del concetto di mixitè e quello di driving force. Gli studenti sono incoraggiati a scrivere un loro programma specifico nell'area di progetto limitrofa alla Facoltà. Obiettivo del corso infatti è la progettazione di un edificio di media complessità che abbia la funzione di sviluppare tecnologie, metodi di lavoro e spazialità per lo sviluppo della ricerca creativa nei campi della progettazione e del design. Ma ciascun studente scrive un programma specifico, decide quale è la crisi più forte e come affrontarla. Nascono sessanta programmi diversi...anche se basati su un medesimo sentire.
Ascolta l'audio 160 Minuti . Vedi gli esempi raccolti dagli studenti.

Roma, marzo 2007

1a. Lab IV, 07. La nuova città del'Informazione e il Concetto di Mixitè


Come si può insegnare la progettazione architettonica oggi? In questa nuova serie si mettono in linea cinque lunghe lezioni che determinano una progressione di temi, di strumenti, di modalità del pensiero, dello sguardo e dell'azione progettuale. L'occasione è data dall'insegnamento del Laboratorio IV di progettazione architettonica, Facoltà di Architettura L. Quaroni, U. La Sapienza condotto dal professor Antonino Saggio nel semestre primaverile del 2007.

In questa prima lezione si affronta il tema della città contemporanea e della sua trasformazione. Ne consegue, tra l'altro, l'emergere del concetto di mixitè e quello di driving force. Gli studenti sono incoraggiati a scrivere un loro programma specifico nell'area di progetto limitrofa alla Facoltà. Obiettivo del corso infatti è la progettazione di un edificio di media complessità che abbia la funzione di sviluppare tecnologie, metodi di lavoro e spazialità per lo sviluppo della ricerca creativa nei campi della progettazione e del design. Ma ciascun studente scrive un programma specifico, decide quale è la crisi più forte e come affrontarla. Nascono sessanta programmi diversi...anche se basati su un medesimo sentire.
Ascolta l'audio 160 Minuti Vedi le immagini
Roma, marzo 2007

Wednesday, June 20, 2007

Slums As if Aesthetics Mattered


Intervento di Antonino Saggio al Simposio: Un dialogo virtuale tra progettisti, burocrati ed abitanti promosso da Pietro Garau PVS La sapienza Diptu, Roma, 30 maggio 2007 con Bruschi, esperto di cooperazione interuniversitaria Francesco Siravo, architetto Aga Khan Foundation audio 50 Minuti link con le dispense dei corsi di Saggio in Mozambico e l'articolo sul Rural Studio Vai
Roma, 30 maggio 2007

La figura del salto



Intervento di Antonino Saggio al Simposio alla Facoltà di Valle Giulia, 24 maggio 2007, indetto dalla rivista rivista Trasporti & Cultura, con Nardini, Facchinelli, Purini, De Rubertis, Maijowiecki, Innocenti 40 Minui
Vedi locandina

Tuesday, May 29, 2007

Spazio tempo e informazione Conferenza all'InArch


Conferenza di Antonino Saggio. Ascolta la conferenza e l'intervento introduttivo di Maurizio Unali, il commento finale di Luca Galofaro e gli interventi nel dibattito di Costantino Morosin, Gaetano Tancredi, Fabio Mazzeo 120 Minui
Vedi le immagini
Roma, 28 maggio 2007

Sunday, May 13, 2007

Presentation of the book Penezic&Rogina, Daz, Zagreb




Presentation of the book "Penezic&Rogina, digitalizzazione della realtà" It revolution in Architecture, Edilstampa Rome 2007. at Association of Architects of Croatia DAZ, present Author Nigel Whiteley, Antonino Saggio, Paola Cicconella, Sasa Randic, Sasa Begovic, Vinko Penezic & Kresmir Rogina.
Listen Antonino Saggio speech
See the images site
Zagreb, May 11 2007

Monday, May 07, 2007

Final Round Table Enhsa Eaae Congres Lisbon may 2007


Listen to Maria Voyatzaki, Oliver Fritz, Sean Hanna, Johannes Kaferstein, Dimitris Papalexopoulos, Antonino Saggio (min 22), Constantin Spiridonidis final interventations interventions
Teaching and Experimenting with Architectural Design: Advances in Technology and Changes in Pedagogy

Lisbon 3-5 May 2007

Host: School of Architecture University Lusiada

Teachers of Architectural Design are invited to a Workshop entitled “Teaching and Experimenting with Architectural Design: Advances in Technology and Changes in Pedagogy” to debate upon possible answers to the above question. The workshop focuses on the impact of new forms of experimentation and the subsequent new conceptions of architectural form have on the teaching of architectural design. Eminent architectural design teachers who experiment with their courses have been invited to present their cases. Teachers of architectural design are invited to contribute to the debates by preparing a paper and poster with their views, ideas, and pedagogical approaches to architectural design. Debates will enhance the two types of contribution and will argue the issues arising.

go to site

Friday, May 04, 2007

interventation Lisbon Enhsa-Eaae Congress May 2007


Listen Antonino Saggio and Costantin Spiridonidis interventions
Teaching and Experimenting with Architectural Design: Advances in Technology and Changes in Pedagogy

Lisbon 3-5 May 2007

Sunday, April 22, 2007

Intervista a dolmedia sulle ultime tendenze dell'architettura digitale


segui l'intervista Follow the Talk Interview

Interview About Infra-Free concept. Istanbul december 2007




Follow the Talk Interview

Friday, April 20, 2007

Del vero e del falso in Architettura. A proposito di Paolo Soleri.


Ascolta l'intervento di Antonino Saggio al Maxxi di roma nel corso di una tavola rotonda per la presentazione del volume "Soleritown" di Romano, Piccardo, plug-in design edizioni con Piccardo, Suadoni, Lang, Ilardi 18 aprile 2007

Thursday, April 12, 2007

Lo strumento di Carvaggio



... Ma attenzione: se al guardare attraverso lo strumento è sempre da porre attenzione grande, ingenuità enorme sarebbe non capire che lo strumento è solo uno delle stringhe che crea la nuova visione. Certo Caravaggio sostituisce all'immobile telaio e alla luce uniforme, l'attimo abbacinate del flash, crea un proscenio e fa saltare dentro e fuori la sua rappresentazione i suoi personaggi. Tutto è in bilico nella sua vita, nei suoi quadri, nella sua spazialità anche perché "materialmente" tutto il sistema della camera oscura si trova di fatto in equilibrio in un solo punto, in un solo attimo,....
Leggi in Coffee break l'articolo

Tuesday, April 03, 2007

"Introduzione alla Rivoluzione Informatica in Architettura" Carocci editore, 2007


aa English version

Ascolta la discussione >>> sul volume tenutasi il 18 aprile 2007 a La Sapienza con Javier Berardo, Costantino Morosin, Rosetta Angelini e Antonino Di Raimo e on gli studenti. Ascolta la discussione >>> del 4 Giugno 2007 con gli studenti del corso di Lorenzo Imbesi, Dudi la La Sapienza.
Leggi alcune recensioni apparse sulla stampa >>> .

Il volume affronta per la prima volta una trattazione teorica complessiva del tema della "Rivoluzione Informatica in Architettura". L'autore indaga nella prima parte i contenuti che determinano un nuovo scenario operativo dei rapporti tra architettura, città e paesaggio. L'informatica intesse relazioni con l'architettura sia in senso strutturale che culturale e formale. Strutturale perché è l'intera società che ruota attorno al valore delle informazioni, culturale perché orientarsi in questo nuovo scenario è fondamentale e formale perchè le procedure messe in atto nel pensiero informatico possono influenzare il modo di concepire la forma architettonica.

Come si può definire l'informazione, quali i rapporti tra informazione e le nuove concezioni di tempo, come la stessa nozione di spazio è modificata in rapporto alla presenza delle nuove tecnologie dell'informazione sono oggetto della parte centrale del volume. Gli spazi tendono a essere sempre più multifunzionali e sono ideati attraverso geometrie complesse, la costruzione è realizzata con pezzi speciali creati attraverso frese guidate da modelli digitali, ma soprattutto è l'informazione che sta diventando componente essenziale di una nuova architettura e di un nuovo scenario urbano. L'ultima parte del volume è tesa a far comprendere come l'informazione e le interconnessioni dinamiche dell'informatica siano alimento di una nuova generazione di architetture dinamiche, interattive, sensibili: architetture "rivoluzionarie", inconcepibili in un'altra epoca storica.

Il volume lascia aperta la possibilità della scelta tra una lettura sequenziale dei diversi argomenti e una di tipo ipertestuale. E' la struttura di un testo teorico che meglio si adatta ai tempi e all'argomento dell'indagine.

I diversi argomenti sono

1 Sostanze (parte prima. Questioni di contenuto)
2. Comunicazione (parte prima. Questioni di contenuto)
3. Città (parte prima. Questioni di contenuto)
4. Paesaggio (parte prima. Questioni di contenuto)
5. Informazione (parte seconda. Aspetti teorici)
6. Tempo (parte seconda. Aspetti teorici)
7. Spazio (parte seconda. Aspetti teorici)
8. Modello (parte seconda. Aspetti teorici)
9. Reificazione (parte terza. Nuovi spazi dell'interattività)
10. Catalizzatore (parte terza. Nuovi spazi dell'interattività)

Monday, March 26, 2007

Indiririzzario 2007 e blog address

Sunday, March 25, 2007

Zenetos european architect. Saggio discourse Athens March 22 2007


In the 50th anniversary of the Rome signature for the EC, back in 1957, in Agios Dimitrios school has been celebrated the greek translation of the italian book " Takis Zenetos, Visioni digitali architettura costruite" (IT revolution in architecture) D. Papalexopoulos & E. Kalafati authors, Edilstampa Publisher, Rome, Italy 2006, A. Saggio editor in chief and writer of the preface. The preface "Zenetos revealed" is not published in the Greek edition and with the preface disappeared the credits to the greek student Tzova Poulcheria that bringing to Saggio the work of Zenetos ignited the process.
So Poulcheria, now young architect in Athens, is indeed a positive hope for cross fertilization of culture and generosity in Europe! Concerning the role of diffusion of the figure of Zenetos in Greece, I notice that the book of Papalexopoulos and Kalafati, originated in Italian book series, is the first book in Greece after the Monographic issue of 1978 of Orestis Doumanis. I do not think it was a correct act the omission of the Italian preface from the current Greek edition. Watch Saggio discourse

Thursday, February 08, 2007

2ndo simposio It Revolution in Architecture


Ascolta l'audio completo di tutti gli interventi. Pio Baldi, Margherita Guccione, Antonino Saggio, Antonello Marotta, Alberto Iacovoni, Sivia Manteiga, Dimitris Papalexopoulos, Paola Ruotolo, Alexander Levi & Amanda Schachter, Kresemir Rogina.
Ascolta l'audio Integrale del simposio tenuta il 7 febbraio 2007 al Museo MAxxi di Roma.

Saturday, January 27, 2007

Lecture at Architectural Association In London


Listen the lecture of Antonino Saggio "Changing Notion of Time in Contemporary Cities". Architectural Association, London january 26, 2007. Introduction Tom Verebes. See the images and read the text of the talk

Friday, January 26, 2007

Jury At London AA.


"AA Drl London Design Jury II Phase". Ah proposito sapete come viene eletto il direttore della AA, attualmente, Brett Steele. Tutti i membri della AA votano. Un voto ciascuno, vuol dire che gli addetti alle pulizie, hanno lo stesso voto di uno studente, che ha lo stesso voto di un docente o di un ex direttore. Questo corpo elettorale che rappresenta il cuore simbolico, ma anche quello vivo della AA crea un comitato che rappresenta tutti e lavora per arrivare ad una selezione di tre candidati. I candidati visitano la scuola e parlano del loro programma con staff, studenti docenti. E poi? E poi di nuovo tutti!, dall'uomo della pulizia al docente, un voto a testa!, votano quello che vogliono. Questa si chiama democrazia, quella che vige tra noi in cui solo i docenti votano per i presidi, i direttori, per i nuovi docenti nel disprezzo poù totale degli interressi collettivi, ha un altro nome. Porgiamo gentilmente queste osservazioni al Ministro Mussi, che immagino immagini.

Friday, January 19, 2007

Con Terragni Architectures si apre You Tube Saggio.


Questo Blog e il sito "i Quaderni" si uniscono alla rivoluzione di You Tube! Cosa è You Tube? innanzitutto è il mondo dei video in internet, ma con delle caratteristiche fondamentali e positive: A. e' un mondo "bi-direzionato!" (chiunque può essere un ricevente di informazioni (chiedete il vostro artista, pensatore, comico o star preferita e avrete un sacco di cose) e "allo stesso tempo" permette di autopubblicare semplicissimamente i propri video. B. è un sistema democratico perchè si possono dare giudizi di ciascun video, in questo modo un prodotto sale di popolarità (per esempio ci sono ormai musicisti che fanno i propri video clip, alcuni bellissimi, che cortocircuitano i normali mezzi di commercializzaione). La popolarità su You Tube è sicuramente meritata, almeno come giudizio del pubblico!. C. è' un sistema di rete per condividere interessi giudizi e quant'altro. d. è un sistema personalizzato (ci si può abbonare ad un autore con informazioni in email automatiche su ogni nuovo prodotto o su un argomento. Io per esempio sono abbonato oltre al mio - cosi mi ricordo di quello che faccio! -anche ad "architecture!"). Per accedere a questi servizi conviene registarsi. Ci vuole un attimo e vale assolutamente la pena!
Insomma Welcome to you tube. Per accedere alla mia pagina che contiene appunto tutta l'architettura di Giuseppe Terragni in dodici diversi clip vai
qui e Join the YOU TUBE revolution .

Monday, January 15, 2007

Metodo, Paesaggio, Centro storico e Informatica. Una lezione al Master di orvieto


La lezione serve ad inquadrare alcuni aspetti dei temi affrontati al master sui centri storici offerto a Orvieto al fine di orientare le ricerche verso progetti operativi
Ascolta la lezione

Sunday, December 24, 2006

I partecipanti al premio San Luca decretano: Zero voti al vincitore ufficiale.


Quello che qui presentiamo è il giudizio espresso da dieci dei venti partecipanti alla selezione finale del premio Giovani 2006 sulla base dell'idea che " ... una delle manieri migliori per giudicare un concorso sia quella di far votare i partecipanti stessi. " Gli architetti hanno espresso due voti distinti (uno per un'opera realizzata e uno per un progetto, per l'ovvia incomparabilità dei due casi). La votazione è stata condotta via email, un voto per gruppo, esclusi gli auto voti, con l'impegno di rendere noti i risultati "solo dopo" la proclamazione ufficiale.

Interessante notazione: nessuno dei tre finalisti ufficiali ha votato. L'architetto Roberto Ianigro (2 ex aequo della Giuria uffiiciale insieme allo studio Liverani/Molteni) ha ottenuto anche in questa occasione il massimo dei voti, ex aequo con Alessandro Bulletti. Mentre lo studio Costanzo-Lanini ha ottenuto il massimo dei voti nella catagoria progetto. Il gruppo Vincitore Ufficiale del premio Giovani 2006 indetto dall'accademia di San Luca composto da Franco Puccetti e Annalisa Curreri vedi >> non ha ottenuto nel sondaggio qui sotto riportatato "nessun voto".


OPERA REALIZZATA
3 Voti - Alessandro Bulletti, Casa a San Nicolò di Celle, (PG) >>
3 voti - Roberto Ianigro, Sede Melfi, Zona Ind. Pettoranello, (IS) >>
2 Voti - Giovanni Vaccarini, Casa C+V, Giulianova, (TE) >>
2 Voti - Giulia De Appollonia, Museo scienza, Braganca (Por) >>
1 Voti - Liverani/Molteni, Casa ST Barlassina, (MI) >>

PROGETTI
4 Voti - Costanzo/Lanini, Casa C1.0, Laurino (SA) >>
3 Voti - Studio SCAPE, Insediamento residenziale, Riga, (Lv) >>
1 Voto - B2A Atelier, Edificio polifunzionale, Acri (CS) 2006 >>
1 Voto - Domenico Chizzoniti et al, Scuola, Esine capoluogo (BS) >>
1 Voto - Studio M2R,, Concorso per un asilo, Reggio Emilia>>

Finalisti al Premio giovani 2006 partecipanti alla Votazione
Bottega d'architettura, Filippo Brucolo, Giulia de Appolonia, Lorenzo Bergamini, Studio Bulletti, Giovanni Vaccarini, Irene del Monaco, Lorenzo Bergamini, Fabio Mazzeo, Enrico Bascherini, Costanzo Lanini (opinone senza voto formale)

I link in cui tratto della vicenda e in cui sono presenti molti commenti dei lettori sono "Regalo di Natale dell'Accademia di San Luca del 24 dicembre 2006 >> e "Scandalosa Accaademia" del 21 Ottobre >> Altri testi su "I Commenti del giovedì" >>

Regalo di Natale dell'Accademia di San Luca.

In questi giorni natalizi di felicità per tutti e per i giovani architetti italiani in particolare, l'Accademia di San Luca, nelle figure dei cinque giudici Guido Canella (presidente), Paolo Portoghesi, Franco Purini, Pio Baldi e Daniele Modigliani ha deciso di porgere ai giovani progettisti un contributo di speranza e di fiducia. Ha premiato un progetto di ampliamento cimiteriale che con difficoltà avrebbe superato un esame di composizione architettonica in un corso universitario post-1966. Che bellezza, che entusiasmo, che travolgente sensazione di forza! Basta avere le conoscenze giuste e si può fare beffa di tutto e di tutti nell'omertà generale!

I due vincitori hanno co-firmato l'allestimento padiglione Italia alla Biennale (Purini direttore, Baldi committente). Era un buon lavoro di cui abbiamo scritto, ma la vincita a questo concorso è, come abbiamo detto e spiegato già a partire dalle inamissibili esclusioni, assolutamente scandalosa. E non solo per il caso Vaccarini, che è eclatante, ma anche per tantissimi progetti e R E A L I Z Z A Z I O N I che propongono esse sì un quadro meno desolante, arretrato e ridicolo del progetto premiato. Ma come ben si sa lo stesso identico meccanismo avviene nei casi molto più gravi dello squallido premietto della San Luca che è quello dei Concorsi universitari per cui si ritrovano in cattedra persone che hanno la qualità del progetto premiato in questa occasione e persone di ben altro impegno e qualità che stanno fuori a guardare. In questo caso l'esito è devastante perchè si mettono individui di poca a qualità a creare danni per decenni. E questo moltiplicato per 10 100 1000! Evviwa. Buon Natale, Buon anno a tutti!

Volevo dire che noi non stiamo affatto fermi, solo nello scorso anno abbiamo scritto "L'eredità dei Maestri" > , curato il volume "Arie italiane. Motivi dell'architettura italiana recente" > , creato un supplemento sull'innovazione che si chiama "On&Off" > insomma si può lavorare, anche con un commento.

Friday, December 15, 2006

Recap speech Intra Free conference Istanbul


Here is the final recap speech by Antonino Saggio at the Intra free conference, chaired dr. Serkan Anilir, University of Tokyo and Kale Group. Outsatnding speakers at the conference among which John Allen, engienner, James Hogan SF writer, Roberto Vittori astronaut. Listen Saggio Speech.
Listen the speech

Tuesday, November 28, 2006

Hyperdisciplinarity and Other Pedagogical Concepts. Eaae Enhsa Iuav Venice Nov 2006



Descriptive vs procedural and other concepts presented at Eaae Enhsa Conference at Iuav Venice. Maria Voyatzaki Chairman. Listen Saggio interventations In English

Friday, November 17, 2006

SiciliaArchitettura in Mostra a Firenze sino al 30 Novembre


ii è inaugurata la mostra sulla nuova architettura in Sicilia alla Sesv, piazza Ghiberti con circa quaranta lavori di architetti under 40 e under 30 organizzata dal gruppo Expa e dall'Inarch Sicilia. Contemporaneamente si è tenuta una tavola rotonda coordinata da Giovanni Bartolozzi con Brizzi, Di Cara, Ferrara, Lorusso, Navarra, Mimesi 62, Porto, Romano,. Ascolta l'intervento di Saggio

Sunday, November 12, 2006

Darc e pressT letter fanno pace

Nelle più celebrate storie italiane, dopo le baruffe c'è una bella mangiatina e una bella pacetta con una pacca sulle spalle: "ma si, dai abbiamo scherzato" e una risata alle spalle di quelli che ci avevano creduto, alla lotta, soprattutto i piccoletti nostri!. Così è finita la lunga guerra di pressT contro l'orco-darc. La pacetta è stata siglata sulla curatela di un padiglione italiano ad una biennale in Brasile (11 set l'incarico, 11 novembre inagurazione, tempi meditati!). Ciò non di meno, abbiamo già una lista dei nomi italiani a rappresentare il meglio dell'architettura ecologia italiana a sviluppo sostenibile. Nella lista, guarda caso, manca Ian+ che ha da molti anni ha elaborato e affinato questa tematica (sono di ritorno da una lecture a Columbia e da nuove pubblicazioni) e Giovanni D'ambrosio tra i migliori architetti italiani esattamente su questi temi con affascinanti progetti in Indonesia e ora in Australia. Qui non c'è nulla da pensare: questa è una sciocca e misera ingiustizia.

Monday, October 30, 2006

Seoul Conference "Evolution of Hybrid Space"


Listen the speech of Antonino Saggio within the conference "Changing Places of Dig-log Future". Chair prof. Yeunsook Lee. See the images and read the text of the talk

Friday, October 27, 2006

FIRMATE l'APPELLO: per bloccare la distruzione del progetto di Minissi a Piazza Armerina.


Per firmare l'appello andare qui con molti dettagli sull'intera vicenda


Leggendo l'importante e drammatica lettera al Ministro Rutelli e all'assessore regionale Leanza dei Professori Guerrera e Tusa del 25 settembre 2006 > e vedendo l'orrido progetto (vedi sopra) appena trionfalisticamente presentato comprendiamo che il tempo stringe. Interverremo con dettagli, ma fondamentale è schierarsi. Personalmente sono tutto dalla parte di Guerrera e Tusa ed ho firmato e firmo l'appello del gruppo Monumento documento di cui sopra ho posto il link. Sono stato a Piazza Armerina e concordo sul giudizio tecnico e architettonico. L'opera di Minissi è splendida, uno degli esempi più belli di musealizzazione italiana, bastano pochi ed economici accorgimenti per salvarla e renderla di nuovo in piena efficienza per la salvaguardia dei mosaici e per una delicata comprensione dell'impianto della villa.

I mosaici di Piazza Armerina e tutta la Villa del Casale sono una perla dell'umanità. Visitando il sito questa estate notavo che i mosaici quasi non si potevano vedere per lo strato di polvere che li ricopriva. Chiesti chiarimenti, il custode mi dice "eh si, sa, la ditta appaltatrice non pulisce". Quindi uno o due operai che non spazzano arrecano un danno sensibile a migliaia di visitatori al giorno! Indi. Sgarbi, che se capisco è il direttore faccia questo, controlli che chi deve pulire pulisca, se non riesce a fare neanche questo imamginiamo che cosa potrà saltare fuori dopo. Quanto si sa del progetto è terrificante

Intanto si blocchi questa follia. Tra l'altro per avere l'idea di quale mostruosità obbrobriosità possa succedere basta andare alla non distante Eraclea minoa, dove i lavori di una recente copertura hanno distrutto, distrutto ripeto, un mirabile sito archeologico.

In questo momento non ho notizia di alcuna raccolta di firme. Se volete andate al "comments" sotto apponetene una, o un parere. Li gireremo ai professori Giuseppe Guerrera e Sebastiano Tusa

Thursday, October 26, 2006

A un anno dalla nascita del PodCast Saggio definisce paesaggio


E' un anno dalla nascita di questo podcast (26.10.06) e dell'annesso Blog. Nell'occasione pubblico un podcast abbastanza rilevante, anche con qualche effetto speciale. Si tratta di un intervento a Lubiana sulla nozione di paesaggio in cui propongo una intrigante definzione. Presto sarà pubblicata anche su carta, ma per il momento questo è l'unica modo di accedervi. L'ambito è il convegno promosso dalla Sovrintedenza di Siena e dall'Architetto Giovanni Bulian a Lubiana in occasione di una bella mostra sui capolavori senesi. 13 ottobre 2006.
Ascolta il Podcast

Buon anniversario.

Saturday, October 21, 2006

Scandalosa Accademia!


Giovanni Vaccarini, Casa C+V Giulianova Sito

Delle due, l'una. O il sottoscritto non capisce assolutamente nulla di architettura contemporanea (cosa che ovviamente è plausibilissima), oppure la giuria del premio giovani dell'architettura italiana dell'Accademia di San Luca ha emesso un verdetto inconcepibile e scandaloso. Conoscendo le consuetudini del presidente della giuria non me ne stupirei, ma naturalmente potrebbe essere il contrario: che Canella, Portoghesi, Pio Baldi, Daniele Modigliani conoscano e sentano l'architettura contemporanea italiana incomparabilmente meglio di chi scrive e soprattutto di chi ha visto e può ancora vedere la mostra ospitata in questi giorni a Roma. Insomma ho scritto nel pezzo "L'eredità dei maestri" (Costruire", n. 271, Dicembre 2005) Leggi che Giovanni Vaccarini è uno dei migliori nuovi architetti italiani. Mi possono spiegare i solomi di questa giuria come si fa ad escludere il suo lavoro dai primi dieci selezionati al premio finale negli under 40?. E' scandoloso anche perchè con grande franchezza e rispetto il lavoro degli altri progettisti non gli è da nessun punto di vista superiore. Aspetto chiarimenti. Ci saranno? Se volete leggere il documento della giuria eccolo con i dettagli anche sugli assenti. Se Volete aggiungere il vostro parere, sostenere il fatto che siano gli stessi partecipanti a giudicare un concorso o una semplice firma a futura memoria andate qua sotto cliccando "Comments".

Wednesday, October 04, 2006

Intervento a Repubblica Tv Sulla Spagna


Intervento a Repubblica Radio sui recenti successi spagnoli in campo economico e culturale
Ascolta l'intervento di As Segui l'intera trasmissione.

Tuesday, September 26, 2006

Conference at Cornell Rome: "The Theme the Crisis and the Motiv in Giuseppe Terragni" Part I


Conference at the University of Cornell Rome, april 2006 . Listen the Speech In English. See The Images.

Conference at Cornell Rome: "The Theme the Crisis and the Motiv in Giuseppe Terragni" Part 2



Conference at the University of Cornell Rome, april 2006 . Listen the Speech In English. See The Images.

Saturday, July 22, 2006

Corso 2006 Esiti finali. Modernità Crisi e Information Technology




Le ricerche rappresentano un capitolo del libro in continua crescita iniziato nel 1999 > e sono anche quest'anno completamente accessibili in rete. Se si ritiene si può lasciare un commento. Vai alle presentazioni complete. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Hanno commentato i lavori e partecipato alla conferenza finale in qualità di esperti: Giovanni Bartolozzi, Stefania Manna, Massimiliano Chialastri, Costantino Morosin, Giuseppe Tabacco, Emanuele Tarducci, Joaquim Viana che ringraziamo vivamente insieme al pubblico di amici e studenti intervenuti alla presentazione.

Sunday, July 09, 2006

Contro un distratto articolo sul Cimitero di Ortona


Leggi l'intero commento e l'articolo >>

Per approfondire
Il termine birillate è un neologismo. Si tratta di riferimenti presenti in un testo che devono essere presenti, e metaforicamente "centrati" nell'articolo. In tutti gli articoli ci devono essere dei birilli. Cerco di insegnare che i birilli veri quelli che devono assolutamente essere presenti e devono essere centrati sono le ricerche e i temi di architettura, i raffronti con gli altri lavori dell'architetto, le modalità progettuali, gli esiti spaziali, le modalità costruttive ecetera e che "entro" questi vi è uno spazio minimo per dei flash personali. "Scrivo a testa" in giù è un esempio. Il fatto che nell'articolo citato, in fondo e a corpo piccolissimo, vi sia un ricco testo redatto dallo stesso Giovanni Vaccarini che tratta alcuni di questi temi non è un alleviante, ma una sensibile aggravante. Anche se posto a confronto con temi, ricerche, elementi spaziali e costruttivi suggeriti dallo stesso architetto, chi scrive ha deciso di ignorarli in toto. Appunto un'aggravante.

Saturday, July 08, 2006

Athens's Key Note Speech "Crisis, Modernity and Information technology"


Speech at the 2nd International Conference of Intelligent Environments. Athens July 2006. Listen the Speech In English. See The Images. Apologize for the low quality of the audio recordings

Thursday, June 22, 2006

Corso 06. Lez. 21b. Il catalizzatore dell'Informazione Seconda parte. Ultima lezione



Ascolta la lezione 115 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Ci si sofferma sul ruolo dell'informazione e si spiega come un modello interattivo si sposta dalla rappresentazione alla realtà.

Corso 06. Lez. 21a. Il catalizzatore dell'Informazione prima parte


Ascolta la lezione 50 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Si riassumono alcune delle problematiche trattate nel corso e ci si sofferma sul ruolo dell'informazione, adesso pensata anche come crisi estetica. Leggi il saggio "L'interattività al centro della ricerca architettonica d'avanguardia" da Architectural Design

Corso 06. Lez. 20. Informazioni e strutture per le presentazioni individuali



Ascolta la lezione 30 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Le modalità di presentazione per la giornata del 3 luglio in cui ciascuno studente presenta la ricerca individuale e si prepara a sostenere delle domande sugli argomenti trattati nel corso

Corso 06. Lez. 19. Modelli Gerarchici


Ascolta la lezione 145 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Un modello efficiente, interconnesso e interattivo è disponibile anche nei sistemi di rappresentazione architettonica

Sunday, June 11, 2006

Video Interviste Festival Arte Scienza


Ascolta le interviste a Andriani, Lupone, Fuksas, Purini, Sacchi e Saggio a cura di Maurizio Unali, con la regia di R. Malfatto, entro il Ii festival Arte e scienza, nella sezione sullo Spazio digitale dell'architettura italiana. Le interviste sono nel loro insieme un materiale di siuro interesse ricca di stimoli e informazioni critiche. Cerca la sezione in cui si parla degli angeli... e aggiungi un commento ai diversi pareri

Wednesday, June 07, 2006

Intervento Il Paesaggio delle Infrastrutture High and Low e Pasolini




Intervento al Convegno internzionale sul paesaggio. Ascolta l'intervento. Vedi le immagini.

Simposio Takis Zenetos



Follow the all Symposium, part in Italian (presentation of Amedeo Schiattarella, president of order of Architects of Rome and Maurizio Unali curator and rofessor and In English A. Saggio and Conference of author and professor Dimitris Papalexopoulos Listen . Follow other Links on the book and Zenetos

Thursday, June 01, 2006

Corso 06. Lez. 18. Gis e Google earth



Ascolta la lezione 105 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Si "scopre" l'esistenza del Gis e si ragione su Google earth

Corso 06. Lez. 17b. Il Modello Matematico segue


Ascolta la lezione 40 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Si parla delle interconnessioni dinamiche dell'elettronica

Corso 06. Lez. 17a. Il Modello Matematico


Ascolta la lezione 105 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Si parla delle interconnesione dinamiche nei spreadsheet

Intervento Tre parole chiave su Bilbao


Segui un commento video all'indomani dell'inagurazione. Leggi un articolo

Corso 06. Lez. 16b. La ricerca plastica di Frank Gehry


Ascolta la lezione 120 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Corso 06. Lez. 16a. Commenti alle prime ipotesi progettuali sul tema d'anno


Ascolta la discussione con gli studenti a lezione 120 minuti. Vedi le immagini delle proposte. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Wednesday, May 31, 2006

Intervento Festival arte e scienza. Lo spazio deformato


Ascolta l'intervento 130 minuti. Vedi le immagini e segui i link.
L'intervento, su invito del Centro ricerche musicali di Roma e dell'Istituto Goethe è stato promosso dalla direttrice Laura Bianchini e dal coordinatore Ingegner Marco Giordano all'interno delle molteplici iniziative del Festival Arte e Scienza che si tiene a Roma in contemporanea alla mostra "lo Spazio deformato". Saggio affronta i rapporti tra arte e scienza offrendo una panoramica anche per non architetti, nella seconda parte dell'intervento presenta le ricerche architettoniche all'interno del paradigma digitale. Termina con la sperimentazine diretta di queste tematiche dando la parola all'architetto Antonino Di Raimo e alle suo lavoro sui rapporti tra danza e architettura.

Saturday, May 27, 2006

Intervento a Mixedmedia Milano 25 maggio 2006


Ascolta l'intervento e il dibattito 40 minuti.
Il festival Mixmedia al'Hangar Bicocca a Milano è un evento internazionale di new media art, architettura, sound e audiovisivi con la direzione artistica di Paolo Rigamonti. La sezione architettura è curata da Gianluca Milesi e presenta in video 20 architetti internazionali. Di rilevo la proposta di media art a cura di Silvio Mondino e Tiziana Gemin con installazioni multimediali di particolare interesse. La manifestazione prevede anche concerti serali a cura di Marco Mancuso e altre installazioni, simposi e lectures. In audio l'intervento di Antonino Saggio ed una sezione del dibattito alla tavola rotonda con Hov, Plasma studio e il curatore Milesi

Thursday, May 18, 2006

Conference: Typology, clouds and contemporary models



Listen to the speech 30 minuti. See the images. Haifa, Technnion 8 May 2006

Within the interational form_d conference on Digital Typology, Saggio discusses the different use of the word typology. He discusses Argan, Rossi, Muratori, Kahn and particularly the different approach to "cloud" formation by Gehry and Eisenman. Introduction to the speech is by Helene Furjan. Conference organizer Yasha Grobman and Eran Neuman Guedi Capeluto.

Wednesday, May 17, 2006

Corso 06. Lez. 15. Creazione del Mondo 3d



Ascolta la lezione 100 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Si ragione sulla creazione effettiva del mondo 3d

Corso 06. Lez. 14. Tempo e protesi.



Ascolta la lezione 100 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Si pensa allo spazio in termini di creazione vettoriale e si scopre la sua essenza nel tempo, l'unica cosa sensata da dire sullo spazio.

Corso 06. Lez. 13b. Peter Eisenman Seconda Parte


Ascolta la lezione 40 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.

Ci si concentra sulle tecniche formative di Eisenman. il Palinsesto, le griglie, l'in-between, le oscillazioni e se ne scopre il rapporto con un "mondo" planare e come dire autenticamente "vettoriale". La parola vettore, d'altronde...