Friday, March 28, 2025

IL GATTOPARDO NETFLIX UN COMMENTO

Mi sembra il minimo: vedere dal Canada la serie di Netflix “Il Gattopardo”. Come è stato notato, per esempio nella recensione su Elle, è bene recidere i cordoni con il romanzo e con il film. Sono generi, tempi, strutture narrative profondamente diverse. Il serial va giudicato nella struttura del serial, io ho davanti l’edizione Feltrinelli del libro ampiamente rifiutato dalla intellighenzia del tempo, perchè mai bisognerebbe attenervisi fedelmente? Qui invece si crea s iinventa si dà uno spessore nuovo ai personaggi.
Ma vi chiederete come è il serial per me?
Molto bello , ecco il mio parere. Concetta, interpretata da Benedetta Porcaroli è il nuovo centro di tutto. Insieme alle spettacolari ambientazioni.
Voto 8, 1/2. In attesa dei detrattori of course.













 

Monday, March 17, 2025

Il ritrovamento di Cornacchia, il cane di Caravaggio

Dettaglio Giove Nettuno e Plutone. A guardare il dipinto in grande dettaglio  si scorge una quarta testa di un cane sorridente. E’ con grande probabilità proprio questo il famoso Cornacchia di Caravaggio


Un brano del contemporaneo di Caravaggio,  Giovanni Baglione ci ricorda che il pittore aveva un cane che era addestrato a fare giochi e che Caravaggio lo portava spesso con sé. Anzi questa abitudine era diventata un poco una moda, tanto che altri pittori lo copiavano. 

“Michelagnolo da Caravaggio, il quale menava sempre con sé un cane barbone negro, detto Cornacchia, che facea bellissimi giuochi”.

 

 Questo brano di Baglione, Le Vite de’ Pittori, Scultori et Architetti, pubblicato nel 1642 è citato in "Cornacchia, il cane-barbone sapiente e giocoliere del Caravaggio. L'amore dell'artista per i cani” del 7 maggio 2020 di Maurizio Bernardelli Curuz  in Stilearte rivista on line.  

In questo articolo si discute anche del dipinto Giove Nettuno Plutone, per citare la presenza di Cerbero il cane a tre teste e l’autore nota che anziché “assegnare a Cerbero il volto aggressivo di mostruosi molossi, simili a draghi, Michelangelo Merisi pensa di utilizzare un meticcio nervoso, dotato di tre teste. Un abbassamento di cornice aulica, una presenza in grado di rievocare i latrati, gli ululati e l’incontenibile, nervoso abbaiare dei cani di piccola taglia.”

Occupandoci monograficamente del dipinto ho scritto a quattro mani con il prof. Dario Costi un articolo pubblicato sulla rivista “Left “ di marzo 2025 che presentava  una intuizione di Costi sulla relazione tra il cerchio luminoso di questo dipinto e l’oculo del Pantheon, insieme ad altri aspetti che riguardano la relazione tra il committente e l’artista e la collocazione del dipinto, la presenza di connotazioni omoerotiche che la critica d’arte italiana tende a offuscare al di là di ogni evidenza.  Ma, studiando  il dipinto attraverso degli ingrandimenti molto elevati su immagini ad alta risoluzione,  ho individuato la testa di un quarto cane che si infila mansueto tra le tre teste di Cerbero! Un dettaglio sfuggito nel per altro  pregevole articolo sopra citato articolo di  Bernardelli Curuz e anche nell'articolo del 1969 in  “Storia dell’arte”n. 3 in cui la storica dell’arte Giuliana Zandri pubblica Un probabile dipinto murale del Caravaggio per il Cardinale Del Monte che sancisce l'arrivo di questo dipinto nella produzione di Caravaggio.


Che si tratti di un cane non vi è dubbio e che sia il cane dello stesso Caravaggio è una deduzione corroborato da alcuni fatti.

Innanzitutto le tre divinità del dipinto sono, ormai da quasi tutti gli studiosi, considerate un autoritratto del pittore. Infatti le sue fattezze, la barba e i capelli lunghi sono molto vicini al personaggio sullo sfondo nel martirio di San Matteo unanimemente considerato un autoritratto.

Se la testa di un cane è inserita tra le tre teste di Cerbero è quindi più che plausibile che il pittore inserisca il proprio cane che accompagna amichevolmente il proprio autoritratto.

Inoltre, come si, sa il dipinto si trova nel camerino del Cardinal Del Monte, figura di ragguardevole importanza e grande mecenate del Caravaggio. Il pittore viveva con il cardinale nella grande dimora di palazzo Madama in quel 1597 in cui il dipinto fu realizzato nel Casino dell’Aurora nella ex Villa Ludovisi, quindi è certo che Cornacchia fosse anche lui conosciuto e “residente”  palazzo Madama. Il suo infilarsi tra le teste del mostro è senz’altro una facezia che il pittore lancia a chi è in grado di scoprirlo, anche se in questo caso sono passati più di quattro secoli.

Questa scoperta è stata anticipata in mezza riga finale dell’articolo citato su “Left”, diffusa sui social e descritta in dettaglio nella 4 edizione del mio Lo specchio di Caravaggio, Vita Nostra edizioni, 2025 pp. 18-21


Dettaglio Nettuno e Plutone. Nettuno abbraccia  il cavallo marino e ha un tricorno, il fratello Plutone ha il cane a tre teste Cerbero a difesa degli inferi. 



Dettaglio Giove Nettuno e Plutone.  Il Re degli Dei e dell’Universo Giove sembra farsi gioco del mondo  in una posa del più ardito naturalismo sembra far roteare la sfera con il piede e la mano. Un  atteggiamento di incredibile naturalismo che fa immaginare il pittore stesso provare e riprovare contro lo specchio il movimento più reale e beffardo a un tempo. Forse mai si era vista qualcosa del genere.





Caravaggio, Giove Nettuno e Plutone, Olio su volta  Casino dell'Aurora 1597

 

Sunday, February 23, 2025

La scomparsa di Sebastiano Monaco

 

La scomparsa dell'Architetto Iano Monaco presidente dell'Ordine degli architetti di Palermo.

La prima persona che mi ha parlato di Iano è stata Giovanna de Sanctis Ricciardone. Mi diceva di questo giovane architetto che aveva realizzato i belli uffici della Pretura di Palermo nella cui piazza lei Giovanna aveva posto la scultura Athena con le braccia alzate. Architettura e scultura sono li, e creano un dialogo molto sensibile. Molti anni dopo, Giovanna era già volata via, lo conobbi di persona presso l'Ordine di Palermo dove ero stato invitato a presentare un libro di Santo Giunta. Mi colpì l'intelligenza e una sorta di seria simpatia dell'uomo, prima ancora dell'equilibrato ruolo di presidente dell'Ordine. Lavorammo ancora insieme in seguito per un mio Terragni sempre all'Ordine ma posso dire rdi essergli diventato amico grazie a Antonio Presti e Gianfranco Molino che vedete nella foto. Iano era venuto a Tusa per supportare con la sua esperienza un'azione semi-terroristica della Pa contro l'Atelier dell'Arte. Eravamo insieme in un gruppo a dare man forte a Antonio. La serata fu per noi indimenticabile. Lavoravamo al nostro progetto su a Gioiosa Guardia e Antonio ci ospitò tutti in terrazza. Si sa come vanno le feste. Ma a un certo punto Iano disse: "Fermi tutti, ma avete capito che fanno 'sti ragazzi con Saggio". E davanti a tutti si mise a spiegare per filo e per segno il lavoro. Scoprii allora la sua generosità che, legata all'intelligenza, alla bravura di architetto e a tante altre caratteristiche facevano di Iano una persona eccezionale. Strano destino. Nelle ultime settimane ci siamo sentiti spesso. Mi diceva "Nino, aiutami tu in questa cosa." E io ero felice di farlo, ma la sua voce era cosi dolente che da quaggiù neanche volevo sapere o chiedere. Oggi mi arriva la terribile notizia.
Voglio rivolgere le mie più sentite condoglianze alla signora Monaco che costituiva parte decisiva della sua forza, alla famiglia intera, ai colleghi dell'Ordine di Palermo e dello studio.
Un dispiacere grande anche per me da quaggiù





Wednesday, January 15, 2025

Le grandi infrastrutture nella città americana. Ieri e oggi

 Antonino Saggio tratta ad un convegno della Associazione Fulbright sul ruyolo delle infrastrutture nella città Americana

http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Filmati/Conferenze/AntoninoSaggioInfrastruttureFulbright2024.mp3

Friday, May 31, 2024

No alla ricostruzione del fondale al teatro greco di Tindari

 Una critica indispensabile.

Il mio intervento di oggi a "Technology for all" è ruotato su un punto chiave: la relazione tra la costruzione del paesaggio tanto antropico che naturale e le presenze archeologiche. Qui a Tindari riannodare queste relazioni è essenziale per evitare di parlare di “oggetti” ma appunto di relazioni che si rafforzano e vivificano l’una con l’altra. Qui la relazione è da rafforzare ma è ancora fortunatamente presente. In particolare nel teatro che vive come un vero teatro greco che usa il paesaggio come sfondo. Come si sa i romani - i primi conquistatori della terra di Sicilia - odiavano questo respiro mitico con il paesaggio e costruirono massicci fondali che li nascondevano. Anche a Tindari esisteva questo muro ma ne fu ricostruito solo un frammento come una memoria vibratile dal grande archeologo Bernabó Brea negli anni trenta dello scorso secolo.
Il mio amico Claudio Lucchesi ha presentato il suo progetto vincitore per il sito archeologico di Tindari che ha.seguito con accuratezza il bando e meritatamente vinto il primo premio. Ma con mia sorpresa ha proposto la ricostruzione proprio del muro romano che se effettivamente dificato chiuderebbe be la vista delle isole. Pur amico gli ho detto: ”Claudio se il muro fosse olografico - visto che parliamo in un convegno tecnologico è anche interessante come proposto (come sapete l'olografia rappresenta un sistema di proiezione illusionistico che fa apparire nell’ambiente come reali oggetti virtuali)e e se lo fai olografico benissimo e ti aiuto anche. Ma se pensi di costruire questo muro realmente - immagino con l'assenzo di forze interne alle sovrintendenza stessa - la considero un’azione contro Tindari e mi batterò sino in fondo perché non sia mai realizzato." Purtoppo dall'emozione mi ero sentito male e le mie critiche sembravano personali, ma tutt'altro: erano solo contro una idea che considero, come ho illustrata, sbagliata e lesiva. Claudio, come i mieii amici non si stupiscono di certo: sanno che posso fare critiche aspre a tutti.

Successivamente a questo intervento l'architetto Lucchesi, mi ha specificato che il disegno proiettato non si riferiva al fondale del Teatro ma ad un'altra parte del progetto.
Ne sono molto lieto. Per una volta posso dire "Meno Male pericolo scampato"



Tuesday, December 26, 2023

È nata Imprinting: una collana per rilanciare l'architettura Italiana

 «Dietro a tutte le nostre attività intenzionali, dietro al nostro mondo domestico, c’è questo paesaggio ideale creato durante linfanzia. Esso attraversa la nostra memoria selettiva e autocensurata, come un mito ed un idillio di come le cose dovrebbero essere, il paradiso perduto da riconquistare» Colin Ward

Imprinting” vuole presentare personalità che hanno raggiunto una piena maturità espressiva e che possano dimostrare alla cultura nazionale e internazionale che l’architettura italiana è risorta. Per presentare questa rinascita la collana sostituisce alla narratività basata sul linguaggio, lo stile, e l’ideologia  - come fu negli anni Settanta per La Tendenza di Aldo Rossi e Giorgio Grassi - una narrazione diversa. Innanzitutto  un ruolo centrale assume la presenza di un paesaggio nativo - dalle Alpi alla Sicilia - tanto mutevole nelle diverse regioni italiane quanto fonte di ispirazione e di continua riflessione per gli architetti oggetti delle monografie.  LItalia è paese dei mille paesaggi, e questi paesaggi operano dentro le personalità sensibili come enzimi del processo creativo: un continuo ripensamento, un rovello creativo, un perenne tradimento dello scontato e del facile. Nessuno ha i nostri paesaggi, nessuno ha questa ricchezza e nessuno come i migliori architetti nostri può far sentire come ciò si trasformi in architettura di oggi con mille rimbalzi, mille negoziazioni, senza nessuna memoria nostalgica, senza nessun genius loci dato una volta per tutte. Ma ricreando e reinventando ogni volta. Questo processo e questa ricerca verso “un paesaggio ideale” dà il nome alla collana Imprinting

 Il secondo aspetto che caratterizza la collana è il legame che gli architetti oggetti delle monografie intessono con un particolare maestro italiano, una sorta di padre ideale. Questo legame dimostra quanto ricca di idee e di insegnamenti sia stata la nostra cultura architettonico e quanto essa sia ancora feconda. Il terzo aspetto riguarda lo sviluppo concreto del progetto. Chi nel disegno a mano libera, chi nei plastici in creta, chi nella pittura, chi nelle possibilità dell’informatica, chi in un rapporto maieutico con la clientela, ciascun architetto ha sviluppato un particolare “come” del. progettare che è di stimolo, riflessione e forse emulazione per i lettori ancora nella loro fase di formazione. La nuova architettura italiana non è risorta sulle ceneri di un approccio linguistico, ma al contrario ha compreso come fare leva sulla ricchezza e sulle varietà dei suoi paesaggi, sulla vitalità della propria cultura architettonica e sulla trasformazione delle difficoltà di questo nostro paese in risorse per l’architettura.  E’ stato molto difficile, ma in fondo ancora una volta ci siamo miracolosamente riusciti.


Vai al sito con tutte le Info


Imprinting collana ideata e diretta da Anonino Saggio LetteraVentiude edizioni





Tuesday, December 19, 2023

Esiti Laboratorio di sintesi 2022-2023 prof. Saggio

 

Esiti Laboratorio di Sintesi 2022-2023 Prof. Saggio


Questo Laboratorio di Sintesi ha lo scopo di coinvolgere gli studenti nella progettazione di un edificio di media-alta complessità inserito in un vuoto urbano della città di Roma che presenti implicazioni anche dal punto di vista del disegno urbano, paesaggistico e ambientale. La particolarità del Laboratorio  consiste nel rapporto che si deve instaurare tra il programma, l’area di progetto, i committenti, i previsti occupanti e l’insieme di aspetti teorici e pratici della progettazione architettonica e urbana. Il programma del progetto ricade nel grande ambito della Mixité. Propone di conseguenza una combinazione di attività diverse organizzate a partire da una forte idea d’uso, una "driving force" che motiva il progetto e la sua necessità nella città contemporanea nei termini generali, e nell’area di progetto in particolare. Ogni studente sceglierà un’area specifica per il proprio progetto in un Vuoto urbano - “Urban Void” - localizzato nel settore orientale della capitale lungo le aree molto degradate e abbandonate che si trovano sulle due sponde del fiume Aniene tra la confluenza nel Tevere e il raccordo anulare. Si tratta di un ambito specifico del progetto urbano UnLost Territories (localizzato nella zona est della capitale lungo la via Prenestina) che si occupa specificamente delle aree industriali in dimissione e di altre aree degradate sulle due sponde del fiume Aniene, da questo il titolo del Laboratorio "Aniene Rims". Nell’area prescelta dallo studente, all’interno di una mappatura di possibilità pre-selezionate dalla docenza, ogni studente svilupperà il proprio programma in rapporto con la docenza, ma anche con un promoter o cliente virtuale.
Il Laboratorio è stato organizzato in cicli tematici successivi che dalla scelta dell’area, al programma, ai concetti spaziali, distributivi ed espressivi, al ruolo delle acque ed ha sempre visto  una o più lezioni teoriche, revisioni personali e collettive e consegne. L'intero materiale con l'audio delle lezione è disponibile al sito del Corso. Il complesso intreccio delle prassi promosse dal corso si appoggiano oltre al sito,  anche alle mappe google  ed a un blog del corso  da cui si accede all’insieme di blog di ciascuno studente in una fitta rete di condivisone necessaria ad affrontare una esercitazione progettuale oggi.



 Vedi un breve Film You tube con tutti i progetti e i partecipanti

Qui sotto una selezione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link al Blog personale con il lavoro completo finale e a tutto il percorso di ricerca compiuto dall'inizio del Laboratorio.

Lorenzo Mariani



Luca Martino


Stefano Pontani
https://stefanopontanisintesisaggio.blogspot.com/2023/02/esame.html



Simona Rossetti

Federica Zappalorto


Ilaria Ruggeri


Simona Rossetti



Chiara Corsetti <corsetti.1797887@studenti.unitoma1.it >
https://chiaracorsettisintesisaggio.wordpress.com/

"V.E.R.A. - Violence Emergence Recognition and Awareness" - Centro di rifugio, assistenza e sostegno alle donne vittime di abusi e violenza domestica

Martina Faettini <martina.faettini98@gmail.com>
https://martinafaettinisintesisaggio.blogspot.com/


"KATA" - Centro per lo studio e l'apprendimento delle arti marziali
verifica del 12 dicembre. sufficiente ma si richiede maggior Lavoro

Ludovica Marsiglia <marsiglialudovica@gmail.com>
https://ludovicamarsigliasintesisaggio2022.wordpress.com


Guido Martella <guido.martella98@gmail.com>
https://guidomartellasintesisaggio.blogspot.com/

Emanuele Mazzanti mazzanti319@gmail.com
https://emanuelemazzantisintesisaggio.blogspot.com

Giulia Montanari <giuli.montana9@gmail.com>
https://giuliamontanarisintesisaggio.blogspot.com/
"SYNERGY SPORTS" - Lo sport che lega due mondi, centro sportivo paralimpico

Federica Mercuri <federica.mercuri19@gmail.com>
https://federicamercurisintesisaggio2022-23.blogspot.com/

"PROGETTO ARIA" - Struttura per il reinserimento e recupero del detenuto in condizioni di libertà negata

Maria Daniela Panzetti<marziadanielapanzetti@gmail.com>
https://marziadanielapanzettisintesisaggio.blogspot.com/

Lucrezia Strombino, <lucreziastrombino@gmail.com>
https://lucreziastrombinosintesisaggio.blogspot.com/
"SCUOLA DEL METAVERSO" - Scuola di formazione di realtà virtuale



 















Tuesday, November 07, 2023

Claudio Catalano "Oltre Umano Per un'architettura del vivente"

Cosa ci vuole per fare un ottimo libro? Tre cose, al solito.

Innanzitutto un autore intelligente, coltissimo che non sia interessato a carrierine e che abbia invece la ferma volontà di dire cose nuove; poi una casa editrice, che non persegua comparsate da Vespa e sia di nicchia; infine, un editor mezzo matto che ci lavori con ferrea determinazione perché vuol fare di un ottimo libro un capolavoro.

Questo lavoro di Claudio Catalano compie in cinque capitoli un viaggio incredibile e appassionante. Sapete quando ricorra al primitivo per far capire l'essenza di molte questioni? Ebbene il primo capitolo di questo libro ripercorre la centralità di questo mondo attraverso la migliore letteratura - come l'adorato John Campbell - e le più aggiornate scoperte. Il secondo capitolo è dedicato al mio fratello perduto: Johann von Ueküll. Non sapete chi sia? Meglio! Johann dimostra scientificamente che esistono molti mondi paralleli coesistenti, e che ogni essere ha il proprio. È una prova determinante di come il concetto di Informazione possa guidare la comprensione del mondo di oggi. Gli ultimi tre capitoli descrivono la tesi di "Oltre Umano". Se vogliamo veramente costruire una cultura ecologica dobbiamo ricominciare da un Grado Zero e eliminare le barriere artificiose che abbiamo dovuto sin qui costruire. Vi è continuità tra minerale, vegetale, animato.

Non ci credete? Bene leggete la preview - con la mia prefazione 'Dal Fuoco Veniamo' - prima di comprarlo. Il libro è anche in Kindle, così Alexa ve lo legge mentre state in auto o in autobus

Claudio Catalano, "Oltre Umano Per un'architettura del vivente", Vita Nostra Edizioni, Roma novembre 2023

Monday, October 02, 2023

 Appena uscito con i tipi di Vita Nostra Edizioni, nella mia collana "gli Strumenti", il libro di Andrea Ariano "Infocity Città informatica società: Impatti locali e globali da una prospettiva ecologica" con una prefazione di Roberta Amirante.

Il libro rappresenta una ampia e aggiornatissima mappa tanto concettuale e metodologica che ricca di esperienze concrete al grande tema della città dell'informazione (quella che si chiama comunemente "smart city").
Se non avete troppo tempo di cercare, sicuramente questa lettura vi chiarirà parecchio cosa è in gioco.


Ecco quanto ho scritto per presentare il libro in quarta di copertina:

Quanto eravamo ingenui e felici nel 1998. Pensate, internet era ancora in fasce, google non esisteva, i telefoni cellulari erano ancora monotasking. Internet of things, Facebook e BlockChain neanche a pensarci.

Eppure avevamo chiarissimo che eravamo già nella Rivoluzione informatica e che questa rivoluzione era epocale e nitida  er l’idea che l’architettura doveva rispondere e forse introiettare su di sé il livello più potente dell’Informatica: l’interattività.

Venticinque anni dopo il mondo è cambiato “totalmente”. Innanzitutto siamo molto meno felici, anzi preoccupatissimi. L’informatica ha incredibilmente ampliato il nostro livello “comunicativo”, ma ha molto meno influenzato la soluzione delle crisi sociali ed economiche del mondo. Il tasso di alfabetizzazione, le differenze tra nord e sud, i fenomeni drammatici dell’emigrazione sono forse diminuiti? Certo che no.

Inoltre il mondo e l’ambiente è sempre più compromesso. Nel 1998 quasi non ci pensavamo, o meglio credevamo fossero problemi solo per gli specialisti. Ma nel frattempo il sistema-pianeta è precipitato e ormai come tutti sappiamo siamo sull’orlo di un burrone. Non solo: speravamo che l’informatica permettesse di  creare un vero “rebuilding nature” nelle aree dismesse e abbandonate dalla rivoluzione industriale: un fenomeno avvenuto solo in parte troppo spesso dominato dalla sola rendita fondiaria. Come se non bastasse in questi venticinque anni abbiamo scoperto che la relazione tra sistemi informatici e ambiente è molto nociva visto, in particolare l’estremo uso di energia dei server ha ricadute ecosistemiche molto pesanti.

Lo scenario appariva già abbastanza plumbeo anche senza, il Covid e la guerra in Europa, che invece incredibilmente ci sta ancora coinvolgendo.

Il libro di Andrea Ariano affronta proprio queste crisi e scandaglia con sguardo fermo i pro e i contro dell’utilizzo degli strumenti informatici nella città contemporanea. La crisi che articola il testo e i numerosi esempi che fornisce è almeno duplice: da una parte la questione ecologica, dall’altra quella tecnologica. Come suggerito dall’autore, forse le ipotesi di soluzione non possono che basarsi su una nuova e potente interconnessione tra queste due aree. E cioè deve avvenire tanto alla scala locale che a quella globale. Infocity Città informatica e società presenta una struttura tripartita: nella prima parte viene definito un quadro di riferimento a partire dalle tre parole chiave richiamate nel titolo, nella seconda vengono approfondite diverse tecnologie che riguardano la scala urbana che viene di norma definita “smart city” e nell’ultima vengono presentati quattro casi studio ritenuti significativi. Premesso da un saggio di Roberta Lucente, il libro si impone come indispensabile punto di riferimento per comprendere le grandi crisi dell’oggi e per pensare alle strategie di progetto per affrontarle.  


Disponibile anche in Kindle a questo Link


Thursday, November 10, 2022

Lezione di oggi


https://drive.google.com/file/d/1K58kEBgV_Vwu2UTfJtFAnjChoKPM6ogI/view?usp=drivesdk

Inviato da iPhone

I segreti di Vincent van Gogh
Rachel Paul e Theo 

5 novembre 2022





Ogni pittore, e certamente Vincent van Gogh, nasconde dei segreti nei suoi dipinti. 
Questo libro ne rivela alcuni, in particolare la centralità della figura di Rachel, la giovane 
di Arles cui Vincent portò l’orecchio mozzato la notte del violentissimo alterco con Paul 
Gauguin. Con rigore filologico, una cronologia puntuale, la ragionata bibliografia, il libro 
fornisce una ricostruzione completamente diversa da quella fornita da Gauguin in 
Avant et Après, il libro delle sue memorie pubblicate a quindici anni dai fatti. 
Era una versione completamente falsa, ma - ripresa migliaia di volte 
acriticamente - passa ancora per verità.

Una interpretazione inusuale dell'arte di van Gogh  accompagna il lettore nello scrutare
 ogni dettaglio di alcuni quadri emblematici non solo per capire le ragioni del tragico destino 
del pittore,ma per meglio comprendere i motivi della sua arte. I quadri di van Gogh ci parlano 
più di qualsiasi spiegazione verbale, ci dicono che le cose (la bibbia, gli oggetti, i fiori) 
sono per lui persone e, reciprocamente che noi siamo le nostre cose.

Il lettore di van Gogh segreto, pubblicato nel 2011 dall'editore Kappa di Roma, troverà 
in questa nuova edizione molte pagine in più, rilevanti aggiornamenti bibliografici e 
specialmente un capitolo completamente nuovo dedicato a Strada con cipresso sotto un cielo 
stellato del maggio 1889 di cui - per la prima volta - vengono rilevate la storia, la ragione e 
i tanti segreti.

In Amazon il prezzo del libro è scontato.

Sunday, September 18, 2022

Esiti Laboratorio di Sintesi 2021-2022 Prof. Saggio


Questo Laboratorio di Sintesi ha lo scopo di coinvolgere gli studenti nella progettazione di un edificio di media-alta complessità inserito in un vuoto urbano della città di Roma che presenti implicazioni anche dal punto di vista del disegno urbano, paesaggistico e ambientale. La particolarità del Laboratorio  consiste nel rapporto che si deve instaurare tra il programma, l’area di progetto, i committenti, i previsti occupanti e l’insieme di aspetti teorici e pratici della progettazione architettonica e urbana. Il programma del progetto ricade nel grande ambito della Mixité. Propone di conseguenza una combinazione di attività diverse organizzate a partire da una forte idea d’uso, una "driving force" che motiva il progetto e la sua necessità nella città contemporanea nei termini generali, e nell’area di progetto in particolare. Ogni studente sceglierà un’area specifica per il proprio progetto in un Vuoto urbano - “Urban Void” - localizzato nel settore orientale della capitale lungo le aree molto degradate e abbandonate che si trovano sulle due sponde del fiume Aniene tra la confluenza nel Tevere e il raccordo anulare. Si tratta di un ambito specifico del progetto urbano UnLost Territories (localizzato nella zona est della capitale lungo la via Prenestina) che si occupa specificamente delle aree industriali in dimissione e di altre aree degradate sulle due sponde del fiume Aniene, da questo il titolo del Laboratorio "Aniene Rims". Nell’area prescelta dallo studente, all’interno di una mappatura di possibilità pre-selezionate dalla docenza, ogni studente svilupperà il proprio programma in rapporto con la docenza, ma anche con un promoter o cliente virtuale.
Il Laboratorio è stato organizzato in cicli tematici successivi che dalla scelta dell’area, al programma, ai concetti spaziali, distributivi ed espressivi, al ruolo delle acque ed ha sempre visto  una o più lezioni teoriche, revisioni personali e collettive e consegne. L'intero materiale con l'audio delle lezione è disponibile al sito del Corso. Il complesso intreccio delle prassi promosse dal corso si appoggiano oltre al sito,  anche alle mappe google  ed a un blog del corso  da cui si accede all’insieme di blog di ciascuno studente in una fitta rete di condivisone necessaria ad affrontare una esercitazione progettuale oggi.



 Vedi un breve Film You tube con tutti i progetti e i partecipanti

Qui sotto una selezione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link al Blog personale con il lavoro completo finale e a tutto il percorso di ricerca compiuto dall'inizio del Laboratorio.

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