Sunday, July 24, 2016

La scomparsa di Dimitris Papalexopoulos



Volevo regalare a tutti quelli che vogliono il bellissimo libro di
Dimitris Papalexopoulos Eleni Kalafati, "Takis Zenetos Visioni digitali architetture costruite" La rivoluzione informatica in architettura , Edilstampa, Roma 2006.
La ragione è per ricordare Dimitris, un professore molto amato dai suoi alunni all'Università di Atene che è morto da una settimana. Con Dimitris abbiamo compiuto una impresa del tutto particolare: riportare alla luce la figura meravigliosa di Zenetos. Una figura seppellita e misconosciuta nella sua stessa Grecia e del tutto tutto assente dalla storiografia internazionale. L'avventura di questa riscoperta l'ho narrata molte volte e sempre ricorderò la bella generesosità di Poulcheria Tzova che mi raccontò di Zenetos e mi parlò di questo suo professore che mi conosceva bene per la collana internazionale "The IT Revolution in Architecture". In quei giorni stava restaurando la scuola di Zenetos ad Agios Dimitrios. Da allora molte cose abbiamo fatto insieme veramente molte. Ricordo quando venne a Piazza Grecia a Roma per parlare del libro da fare, ricordo i convegni con Maria Voyatzaki e  Constantin Spiridonidis, quello memorabile di Atene nell'anno in cui vincemmo il mondiale, ricordo l'aiuto caldo e affettuoso che dette ad Antonino Di Raimo e il rapporto con Mme Cynthia Odier del Flux di Ginevra e le prestigiosissime conferenze che organizzò per me ad Atene. Purtoppo una ombra oscurò i nostri rapporti negli ultimi anni. Dimitris tradusse il libro Edilstampa in greco sostituendo alla mia prefazione quello di un qualche notabile della sua patria (e questo passi, anche se fu ingiusto) ma soprattutto tolse da qualunque parte il nome di Poulcheria che in realtà era stata la chiave da cui tutto iniziò. Ne parlai con calore ad Atene alla presentazione della versione in greco, ma naturalmente dopo la nostra amicizia non fu più la stessa. La vita passa, e l'affetto anche nel tradimento rimane per me vivo. E' difficile, ma amare comunque chi ci tradisce è indispensabile! Dimitris era una bella persona ed è stato un mio amico, lo celebro e lo ricordo regalando a tutti questo bel libro.

Friday, July 22, 2016

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Esiti laboratorio IV Saggio 2016

"Tevere Cavo UNLost territories" Laboratorio Urban Voids. Progettazione IV, Saggio, U. Sapienza, Roma 2016.



 I lavori del laboratorio si inseriscono nel progetto UrbanVoids™ e in particolare nel progetto che investe il tema Tevere Cavo nell'ambito che va dai margini esterni dl Villaggio Olimpico ad aree abbandonate lungo Corso di Francia. Il progetto  intende mettere a sistema una serie di vuoti urbani e di aree sottoutilizzate a Roma. Si tratta in particolare della parte della città che segue l’andamento del Tevere dalla diga di Castel Giubileo alla porta di Piazza del Popolo e che è racchiuso dai grandi colli di Monte Mario ad Ovest e di Monte Antenne ad est. Il progetto Tevere Cavo si ricollega idealmente e metodologicamente alla Urban Green Lines che legava con un anello ecologico i due grandi parchi archeologici tra l’Appia e la Casilina (cfr. n. 278 de “l’Arca”). Se in quel caso una nuova linea tranviaria assumeva il ruolo di catalizzatore di una serie di intenti e scopi, in questa parte di Roma non può essere che il Tevere l’elemento sistemico. Un Tevere su cui scorre la storia stessa della città e forse il suo futuro. I progetti si basano su cinque caratteristiche chiave: - la creazione di programmi d’uso innovativi basati sul concetto di “Mixité” - la valorizzazione di ambiti abbandonati o sotto utilizzati della città - lo studio di nuovi approcci dal punto di vista bioclimatico, energetico e ambientale - l’utilizzazione di tecnologie informatiche nella diffusione e co-responsabilizzazione del progetto - l’attivazione di rapporti concreti con possibili partner del progetto considerati come attori irrinunciabili nel contesto sociale della città. La didattica si basa sulla valorizzazione della energie degli studenti attraverso un insegnamento direzionato nei contenuti, nelle tecniche e nell'aumento delle conoscenze specifiche al fare progettuale nei suoi aspetti contestuali, programmatici, ambientali, distributivi, spaziali, volumetrici ed espressivi, tutti temi oggetto di specifici cicli didattici e di lezioni accessibili pubblicamente in video you tube streming.

Programma didattico, pubblicazioni, lezioni con video e altro materiale sono disponibili a questo Link

Qui sotto una selezione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link con il lavoro completo e tutto il percorso di ricerca compiuto.







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Azzurra Ferrauti



Alberto Di Forte 


Chiara Gai



Andrea Randisi




 
Luca Fondi



Michela Iachettini 




Enza Iadarola



Margherita Fiorini


Saturday, May 28, 2016

Monday, May 02, 2016

Pubblicato il volume "Tevere cavo una infrastruttura di nuova generazione per Roma tra passato e futuro"

Pubblicato "Tevere cavo una infrastruttura di nuova generazione per Roma tra passato e futuro" a cura di Gaetano De Francesco e Antonino Saggio
Si tratta del lavoro degli ultimi quattro anni della mia cattedra a "Sapienza". Segue i libri "Urban Green Line", "Urban Voids", "Roma a_venire" e anche in questo caso ha visto coinvolte diverse centinaia tra studenti, laureandi, dottorandi e assistenti. 




Eccone in sintesi la tesi: "Nell’attuale fase storica è necessario limitare il consumo di suolo agricolo per focalizzare l’attenzione verso il recupero dei 'vuoti urbani'. A questo fine è necessario creare 'infrastrutture di nuova generazione' che possano 'invertire la direzione dello sviluppo'. Il Tevere è ripensato in questa luce attraverso cinque principi fondamentali che vanno dalla multifunzionalità alla presenza di sistemi ecologici, dalla mobilità alla presenza di reti informatiche al rilancio del ruolo civico e simbolico del fiume." Sul Tevere non solo si è giocato il passato di questa città, ma molto probabilmente si deciderà il suo futuro.

Nelle 184 pagine del volume oltre ai saggi dei curatori vi scrive Rosetta Angelini,  e 
Matteo Baldissaraassistenti al corso, si presentano mappe dettagliate e prospettive d'insieme a cura di Livia Cavallo e Valerio Perna tra cui quella nell'immagine sopra, e soprattutto si pubblicano 44 progetti sulle sponde del fiume o nelle aree urbane adiacenti. Rappresentano una selezione da una base almeno cinque volte più ampia e ciascuno propone una idea innovativa, un particolare programma, una soluzione architettonica urbana e paesaggistica che intende essere concreta e propositiva per la città. E' un fuoco di artificio di energia su quello che Roma, veramente, potrebbe essere.

Desidero anche ringraziare gli attuali assistenti del mio corso Matteo BaldissaraGhazi ElnazGabriele Stancato e Valerio Perna. Mercoledì 4 maggio presenteremo questo lavoro al mio corso Ore 9:00 valle Giulia Via Gramsci 53 Aula 7 in occasione dell'intervento di Giuseppe Maria Amendola, presidente del consorzio Tiberina. Gli interessati sono Invitati.

Il libro può essere ordinato dai link sotto indicati Buona lettura e condividete con i tanti autori dei progetti e con gli amici.


con tra gli altri  Liborio SforzaGaetano De FrancescoFrancesco VantaggiatoSavina LeggieriFrancesca OrunesuAntonio De RosaSimona RicchioLuca BregniValentina NunnariGaia OlivieriCarla MoliMartina DeddaMatteo BaldissaraMarco LucciSilvia Di MarcoGabriele StancatoElisa L FerrignoDiana ZimmermannAlessandra LioneChiara Perfetti Francesco ZumbèLeopoldo Russo CeccottiRosetta AngeliniValerio GaleoneGhazi ElnazMichela Carla FalconeGiuliana D'amoreNicola PennacchiottiSelenia MarinelliValerio PernaMonica NapoliErnesto LiloiaFrancesco RisitaSimona RaimondiGiorgio ScrocchiaTiziano TamburriAntonietta ValenteFederica TassettiAlessandro PerosilloMichele SpanoGolnaz EbrahimiDomenico FerraraCaTe RiNaGiuseppe D'EmilioAng ArkGiusy RubinoMichele Di Maggio e Valerio Vincioni

Alcune pagine in preview:

Monday, April 11, 2016

Chiusura pretestuosa di Villa Fiorelli a Roma

Ciascuno ha responsabilità con i luoghi della propria gioventù. Ecco le cose dietro la vergognosa chiusura di Villa Fiorelli.
I. Si procede a recintare inutilmente una piccola villa pubblica. (Con i lauti guadagni e le prevedibili mancette - epoca Veltroni)
II. Si ingaggiano o si lasciano adoperare indisturbati bande di bimbominchia o altri criminali che per anni fracassano qua e là la lastra di peperino su cui è infissa la recinsione. Attenzione .... Qua e la! In modo da richiedere lavori dappertutto! (La logica ribellistica vorrebbe un punto mirato per abbattere la cancellata! Ma no questo non è fatto, è fatto ripeto qua e lá, per richiedere lavori su tutto!)
III. A questo punto ergono lavori complessivi di rifacimento per milioni!!
Iv. Intanto visto che troppo bene non ce la si passa e qualcuno nicchia, per dare una smossa si chiude tutto!!!!! Ennesimo vergognoso caso di spossesso dello spazio pubblico. Così i cittadini che si indignano diventano la forza d'urto per il nuovo appalto e le nuove mancette! L'articolo apparentemente va bene, ma non fa capire cosa c'è sotto. Se non c'è un inchiesta .. 
L'articolo è una arma a doppio taglio
V. Ma guarda caso, ad un piccolo serbatoriello di consenso affaristico elettorale bocciofilo si lascia l'accesso. Loro e solo loro possono entrare.
Idee possibili: 
A. Riaprire subito, il pericolo non c'è! Se ci fosse sarebbe altrettanto all'esterno che all'interno! Ammesso e non concesso bisognerebbe creare un bell'anello protettivo di tutto sul marciapiede! esterno!. La chiusura è ovvio che non serve a niente e non protegge alcunché serve solo a cercare di accelerare l'elargizione dei fondi! Vergognoso anche nel modo l'ordinanza. Vergognosa. 
B. Operare con cementi forti con fibre (ne esistono molti tipi) per rinsaldare la base del palo. Fare una colletta tra cittadini e procedere aspettando denuncia! Parlando prima con avvocato magistrato.
C. Se un lavoro grosso e pubblico, va fatto è togliere la recinsione!!! Vendere il ferro a peso e con questo comprare piante o giochi ai bambini.
Scusate ma chi è il capo politico di questa situazione ? 

Copia e Incolla con libertà

prof.  arch. Antonino Saggio
Diap, Facoltà di Architettura
Sapienza Università di Roma


Sunday, March 27, 2016

Per Pasqua: Il grembo stanza 208 di Joana Dhiamandi



Il grembo, stanza 208” Atelier sul Mare Museo Albergo di Antonio Presti, Castel di Tusa (Me)
Progetto: arch. Joana Dhiamandi

Guardate che bellezza che è questa stanza, pensata come un grembo: dolce, flessuosa, in questo caso giustamente fluida!  Acqua, luce, suono, feto. Ci sembra bello regalare ai nostri amici questa idea di nascita,  proprio oggi, no? Immaginate quanto bello passarvi una notte e soprattutto svegliarsi la mattina in questo dolce avvolgente grembo materno. Una resurrezione!

Joana Dhiamandi è l’autrice  di questa stanza per il Museo Albergo di Antonio Presti. La storia è altrettanto bella della realizzazione. Joana è venuta due volte ai workshop del Sicily Lab di Gioiosa Marea e  oggi è una giovane docente dell’università Polis dei miei amici Besnik Aliaj, Sotir Dhamo e Antonino Di Raimo.
Questa estate - finito il progetto che abbiamo fatto tutti insieme per Fiumara d’arte - mi disse che voleva fare una stanza all’Atelier sul mare. Discutemmo a gennaio, oggi ecco questo straordinario progetto.  Ecco come Dhiamandi lo descrive:

«The WOMB is a sacred source of life, the place where the light comes. A loving space and resource where a family is nurtured through preconception, pregnancy, birth. From the moment of conception, every human embryo embarks on an incredible journey of development. In the Womb to open a window into the hidden world of the fetus and explore a new dimension of experience this journey in the adult stage. 
The room is a combination of 4-dimensional real-time grapho_acousting "animation" where the shape of the inflatable structure function like a whistle, brings from the window, the sound of outside, on the stage of the room and builds an acoustic experience. 
From the round/spheric bed, it is possible to feel the source of light; There are two materials colors, (the material of the inflatable structure and the corten material of the furniture) the light is integrated on the source water emphasizing the present of water in the process of life. Water, light and inflatable are ways to aspire transparency, immateriality, focusing on the spatial experience. The wardrobe is a floating hanger; the mirror is both sides, function as a divider and reflecting the space at the same time. 

The WOMB, the window to the moments that a shed is created..... »

Il grembo, stanza 208” Atelier sul Mare Museo Albergo di Antonio Presti, Castel di Tusa (Me)
Progetto: arch. Joana Dhiamandi


Saturday, March 26, 2016

A Palermo Urban Green Line

Ho tenuto una conferenza a Palermo invitato da Renzo Lecardane e Zeila Tesoriere, due giovani docenti che per fortuna sono tornati in Italia dalla Francia con il rientro dei cervelli e danno una ventata energica e di qualità alla ricerca e alla didattica. Sono due esperti di infrastrutture!  La conferenza è stata preceduta da un cerimoniale un poco spagnoleggiante per la verità. Omaggi e interventi di ben cinque docenti, prima della mia conferenza. E poi, incredibile, ma vero i 3/5 non sono neanche rimasti. Ne ho fatte forse cento di conferenze, ma questa mi mancava. Mi ha divertito molto!.  "Adesso  ci riprendiamo un poco e parliamo d'altro prima di partire per il nostro percorso" ho detto ai ragazzi prima di cominciare e la conferenza è andata benissimo. Se volete qui c'è tutto con tanto di audio anche con gli interventi iniziali, la mia conferenza comincia al minuto 25 e alla fine anche il dibattito.
Vai con Audio e immagini


Monday, March 14, 2016

Storia futura


... Nel chiudere scopro l’immagine chiave per questo articolo. La guardo da tutti i punti di vista ed è talmente convincente che dico, certo questo non può essere in Italia. E invece no, è in Puglia, ed è opera anche di un giovane, lo scenografo e scultore Edoardo Tresoldi che ricostruisce a Siponto una basilica paleocristiana. Tresoldi con questo lavoro ridicolizza di un colpo le orride coperture archeologiche di tanti siti, l’incuria, l’ignavia, la burocrazia e la stupidità. Apre con una forza straordinaria e con il salto dell’arte dice «Pensiamo al futuro della storia!» che è quello che volevo cercare di dire anche io...

Leggi  l'articolo su L'Architetto Marzo 2014
LA STORIA FUTURA
Il progetto in Italia è spesso lasciato tra parentesi. Troppe celebrazioni storiche, mentre sono sempre poche le occasioni per pensare alla storia di domani. Che è scritta da chi progetta con coraggio 
di Antonino Saggio






 Le quattro foto dell'opera di Tresoldi a Siponto sono di Alessandro Fabio Fusco 


Schizzi di Giovannoni foto di Cecilia Anselm


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