Thursday, August 16, 2012

Ricordo di Luciano Biancatelli

Il giorno 13 agosto si è spento il prof. Luciano Biancatelli. Ne sono profondamente rattristato. E sono sicuro che le centinaia e centinaia di alunni che lo hanno avuto come professore condividono un pensiero grato e riconoscente ad una grande persona, generosa, pieno di forza ed intelligenza qualità che riusciva veramente a trasmettere ai suoi allievi, prima delle medie e poi delle superiori. Se l'effetto specchio esiste, noi cercavamo un poco almeno di assomigliargli.

 Il prof. Biancatelli a me in particolare ha trasmesso giovanissimo e appena arrivato dalla Sicilia un insieme di importanti valori, di belle certezze: l'impegno, il lavoro insieme agli altri, una propensione a non esagerare e ad essere sempre misurati (con scarsi risultati, nel mio caso). Ogni tanto ci parlava della sua passione per il rugby, e per la caccia, ci trasmetteva sottilissimamente l'idea di un amore pieno, senza mercificazioni di sorta. Era molto solido nel fisico ed aveva una faccia esattamente etrusca. Faceva delle cose impensabili. La domenica ci portava per musei. Ripeto la domenica ci prendeva noi alunni di prima media, e ci portava nei musei. Ricordo per esempio le aule scure del Pigorini. In classe ci leggeva "Il Richiamo della foresta" di quel London tutto umano, tutto fisico, senza orizzonti divini e divinatori.
A ricreazione, unici in tutta la scuola, ci portava a correre nel cortile ed ebbe grossi scontri con il preside. Molti anni dopo mi raccontò che riusci ad evitare una nota di biasimo perchè fece vedere all'illustre preside una sua lettera a lui piena di errori di grammatica. Se si va in internet si trova il suo trasferimento "per motivi politici " nel 1972. Altri tempi.
L'anno successivo a quello del "Richiamo della foresta" era il 1968. Un gruppo andava uno o due pomeriggi a settimana in una grande terrazza vicino piazza "Re di Roma" e leggevamo "il Diario di una professoressa". La scena era come quella di un film veramente. Una grandissima disadorna terrazza sulla città assolata, cinque o sei ragazzi con il prof. a leggere. Sicuramente Massimiliano Chialastri, Colapicchioni, Fernando Benedetti uno cattivo che  non mi ricordo come si chiama, e credo Franco Schiappa, che era simpatico e con cui avevamo fatto un sacco a botte all'inzio, perchè venivo da Patti e forse ero diverso.

La lotta di classe, don Milani, le professoresse stupide, la selezione: ogni tanto il professore ci lasciava capire che stava succedendo qualcosa anche adesso nel mondo attorno a noi, in quel maggio del 1968, nella nostra seconda media, e che forse era arrivata la rivoluzione.
Capii a poco a poco che il professore non solo era tale e serio e ci metteva i voti e ci interrogava e tutto il resto, ma che era anche un intellettuale e perciò comunista.
Scriveva articoli su "La Riforma della scuola" e anche libri. Anche dopo le medie ci vedemmo di tanto in tanto. Ricordo quando andammo a sentire i canti cubani, eh si la rivoluzione loro l'avevano fatta, all'ex cinema jolly, quello vicino al Verano. O quando andai con lui e la sua famiglia in qualche paese nelle Marche perchè presentava un libro.
Sapevo che facevano vacanze mitiche in campeggio libero in posti splendidi e spero che uscirà un libro con le foto e i racconti. Mi prenoto.
Negli anni anche magari dopo dieci anni ci si vedeva, gli portavo un libro. Viveva a Bracciano con la moglie Sonia, amava moltissimo i cavalli e ne ha scritto, faceva memorabili cavalcate e vere imprese e curava l'orto. Ultimamente ho rivisto il figlio grande, anche lui architetto, Fulvio  ma credo di non aver mai rivisto da tempi lontanissimi la figlia Fiammetta che fa l'editrice e il figlio più piccolo, Lucio.
Foto

Saturday, August 04, 2012

La Storia e la morte di Renato Nicolini




Il nostro incrociare la Storia è sostanzialmente indipendente dalle nostre capacità.  Capita, perchè  mille fili sono lì, insieme e, quasi per caso, una scintilla li fa detonare. Renato Nicolini vale quanto altri suoi  colleghi di quelli Anni. Era del Pci come quasi tutti, era colto, intelligente, non dotato particolaremente come progettista, ondivago ma affascinante come assistente. Nei gruppi spiccava come una piccola star, ma non meno di un'altra decina di persone nella Facoltà degli Anni 70. Ma Renato ha incrociato la Storia! Ha lasciato qualcosa di veramente importante. In un mio libro lo cito e si comprenderà, spero, perchè il Suo circo in piazza, o "Senso" a Massenzio erano in quadro ben più complesso di pensiero e comprensione sulla città della formula "Estate romana". 
Renato ha Incrociato la Storia in quel momento, poi ha fatto tante altre cose. Credo credendoci e divertendosi ad un tempo. Eravamo molto diversi, ma ci sorridevamo e un sorriso grato e amichevole gli voglio mandare anche ora. Degli scritti che ho letto, questo, mi sembra il più giusto.
INDIMENTICATO ASSESSORE A CULTURA - "Apprendo con commozione la notizia della scomparsa di Renato Nicolini: uomo di cultura, eccellente amministratore. Nicolini fu l'indimenticato assessore alla cultura del Comune di Roma che, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, invento' l'estate romana". Lo afferma il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Un'esperienza che arricchì la città e, in anni difficili, segnati dal terrorismo, aiutò i cittadini di Roma a riprendere spazi di libertà. Un esempio che si moltiplicò e che fu ripreso dalle amministrazioni di altre città. Uomo lieve ma forte, solido nei suoi convincimenti, Nicolini ci ha insegnato che la buona politica si fa perseguendo un'idea di servizio alla comunità. Esprimo ai familiari di Nicolini il cordoglio mio e del Partito democratico".

Bersani, segretrio Pd.

Tuesday, July 24, 2012

Lantern in Japan just completed By Penezic&Rogina



I cari amici, Vinko Penezic e Kresimir Rogina mi
scrivono una bellissima notizia che vorrei condividere con voi:

We would like to inform you with delight that our Clubhouse 
with Lantern/Lighthouse pavilion was opened on July 14th 
in Tokamachi, Niigata prefecture, as our first building 
realized in Japan.  


After 15 visits and six awards at Shinkenchiku and 
Central Glass competitions, it is quintessence of our vision 
of the country that we fell in love with long time ago.  


Vinko & Krešimir

Thursday, July 19, 2012

Zvi Hecker Sketches


In these days Piranesi is becoming increasingly important to me. I do understand how certain intuition and facts on the "etruscan imprinting"of Rome are root in the etchings of Piranesi. Simultaneously it is just arrived a rather beautiful book.

It is a collection of the impressive drawings by Zvi Hecker,  the architect of so many important building since the Sixties and the autho of several masterpieces. In this book the reader can ejoy the first sketches of works such as the SPIRAL HOUSE or The School in Berlin or the Cultural center in Duisburg. There is a large number of different media and type of drawing  in this book (schetches, ink drawing, pencil drawing, hard line ecctera) but in all of them the reader will recognize the same eye, the same soul, the same vision. As in Piranesi.


Sunday, July 08, 2012

Lecture at StadtSchule Frankfurt May 2012 - Part 1



Antonino Saggio gives a lecture at the Städelschule Architecture Class's 2012 lecture program
Find out more about the lecture program here

Lecture at StadtSchule Frankfurt May 2012 - Part 2




 Antonino Saggio gives a lecture at the Städelschule Architecture Class's 2012 lecture program Find out more about the lecture program here

Wednesday, May 02, 2012

Al centro Pompidou di Parigi istallazione e ricerca di Achim Menges

 Forme dell'architettura, forme dell'acqua, forme abitabili allo stesso tempo generate da algoritmi tra il biologico e l'artificiale: al centro pompidou di Parigi dal 2 maggio è in esposizione l'installazione di Achim Menges, una figura di docente ricercatore e architetto completamente "immerso" nel pardadigma digitale.


Saturday, April 28, 2012

Develop your design methodology. A movie


http://www.youtube.com/watch?v=ysLkLAEAqIc


Ho scritto a Sauer, quanto segue.

Exercice 5: Develop your  Design Methodology.
prof. Antonino Saggio, Lab IV Sapienza, U. of Rome 2012. 

Each student select an architectural design work in the proximity of their own design problem. The choice is done within the book "Architettura e Modernità" (Carocci 2010). This is done to be sure that students:
A. Do pick a Christ and not an Evangelist (i.e. the original of a certain school of design thought and not a follower). B. They can - while reading my  book -  study and understand the entire cultural /design context within which the picked architect moves. 

After having done this.
Each student - they are 60 in my studio -  build what we call in our jargon "a scacchiera" (a chess board). It means a movable design systems of components that can be used
a: to recreate the architect original work
b: to recreate whatever design variations of the original principles (order in kahnian terms)
c. To create their own chess board ! developing their own methods in order to address their own problem

In the movie is shown.
Louis Sauer's Penn's Landing and amazing new chess board to attack an existing building block with bottom up fill in strategies
Peter Cook's Cultural hall in Grasz, an amazing functional structural understanding that depicts the architecture not as stupid blog but as a series of interlocking spheres!
Zaha Hadid's Fire station, to show that a chess board does not mean a mechanic assembly of pieces on a board but and interweaving  play between land and forms architecture as a landspacep or a landscape as architecture

The exercise IV comes after three previous ones on i. picking their site, ii. write their program, and iii. the study of climatic conditions and it is aniticpitated but several lectures on the emotional and technical challenges of design actions. Other three design exercise have to follow before final exam and design production. 

Each exercise is always based on "Concept Test" methodology, always directly applied to the design on development of each student  as explained in an article of many years ago, that recalls my experience in 1984 as a young teacher with professor Louis Sauer.

See the movie







Thursday, April 26, 2012

L'orto della Facoltà a Via Gramsci

Mi sembrava necessario questo pezzo sull'orto della facoltà anche come lancio della giornata del 6 maggio quando alle 17 alla Galleria come se i progettisti ugli incontrano alcune associazioni che lavorano dal basso a Roma.

leggi sulla rivista (h)ortus 





Piazza san Silvestro, Roma

Ricordo quando in risposta ad un intervento molto sensibile e intelligente sul design urbano di Palermo, una giornalista di "la Republica" alla domanda di come mai quel giornale non avesse pubblicato neanche una riga, rispose "Ma non è possibile, è della parte avversa politicamente". Esattamente questo modo di vivere le vicende culturali e politiche, ampiamente usate sia da un verso che d'altro portano ad un degrado verticale del sistema Stato-paese per uno Famiglia-parrocchia.
Quindi basta ciance. La piazza San Silvestro è un'opera che tutti noi architetti avremmo voluto fare e ciascuno di noi pensa che avrebbe saputo fare meglio. Ma quello che vediamo, e che ha la forte impronta dell'architetto Paolo Portoghesi, è degno di attenzione e di interesse: fa riflettere e ha la dignità di un'opera di pensiero e di architettura. Dunque ewwiva. Che venga da chi in campagna elettorale voleva abbattere il Museo dell'Ara pacis, lucrando sul conservatorismo becero di molti romani, forse non è un dettaglio trascurabile, ma combinare esiti con fini, retroscena con risultati fa quel "sistema" parrocchia-famiglia che invece credo sia giusto superare. Quindi siccome non siamo costretti dal sistema delle "testate giornalistiche" ufficiali possiamo dire con libertà la nostra opinione. Piazza San Silvestro va bene.

Monday, April 02, 2012

Sessione di Tesi in Architettura a Sapienza. Otto neo Architetti si Laureano. Saggio relatore

Il video, preziosamente edito da Antonio De Pasquale, presenta gli aspetti fondamentali della discussione di tesi di otto candidati che si sono laureati in sei casi sul tema della Urban Green Line e due sul tema delle cave abbandonate. Sono:
Alberto Blasi, Michel Bruno, Cristina Interdonato, Donatella Finelli, Davide Motta, Rosamaria Faralli, Fabio Sallemi, Gaetano De Francesco.
Video

Monday, March 26, 2012

Urban Green Line tra Passato e Futuro

Alla Casa dell'archiettura, (metròTermini), si presenta Martedì 27 marzo, ore 17,30 il progetto per Roma "Urban green line: una infrastruttura ecologica tra passato e futuro" cui "òl'Arca" dedica nel fascicolo 278, oggi in edicola, 32 pagine, also in English . All details press release, text, invitation and more from here:http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/UGL/

Monday, February 27, 2012

My best work - Lecture series at PhD course in Architettura - Teorie e progetto

With Lucy Bullivant started the first lecture of the series "My best work" organized the PhD course offered at Sapienza, University of Rome, Dipartimento di Architettura e progetto.
Her talk called "Adaptive plan vs Master plan" is based on her forthcoming book on this subject. Bullivant showed many examples of new planning around the world and focussed the talk on the new categories of analysis and design. The key difference between adaptive, dynamic planning and the old idea of deterministic rigid planning was clearly underlined.

Listen the lecture of Lucy Bullivant, presentation Antonino Saggio




Wednesday, February 22, 2012

1. Incontro. Dottorato di Ricerca Architettura - Teorie e progetto


Si discutedi cosa vuol dire fare ricerca nel campo della Progettazione architettonica e urbana, con esempi anche derivanti da altri settori. In particolare ci si concentra sul ruolo delle "informazioni", sul ruolo delle "tecniche" sul significato del "salto creativo". Ci si sofferma sulla rilevanza dell'Assignment e si fornisce il primo. Il tutto all'interno di una analogia sportiva (preparazione atletica, tecnica, conoscenza e..salto creativo), una analogia che si rivela utile in questo contesto introduttivo.
To Do: Scrivere cinque domande (e di ciascuna fornire cinque risposte di cui una sola esatta). ogni domanda un post nel proprio blog sulle basi del libro Architettura e Modernità di cui leggere pp. 17-68.

Lezione al Seminario "Linee di Ricerca" offerto al Corso di Dottorato di Ricerca in Architettura - Teorie e Progetto. Dipartimento di Architettura e progetto, Sapienza Università di Roma.

Sunday, February 12, 2012

Riedito l'articolo su Louis Sauer. L'ispirazione di Venezia per il Low rise High Density

(Read this article in rather funny english !, if you dare so  >)

Il testo fu prodotto nell'occasione di una lecture all'Ilaud di Giancarlo de Carlo, nell'ormai lontano 1997. Raffaele venne come me e palleggiò tutto il tempo nella chiesa accanto alla sede dei Tolentini in cui riuscii a farlo entrare mentre parlavo con De Carlo, partecipavo alle reviews, tenevo la lecture.

Ricordo la presenza oltre che di Giancarlo de Carlo, che mi insegnò molte cose belle nell'occasione, quella dell'architetto Occhialini, preziosa anche nella bella traduzione del testo, di Peter Smithson e di altri docenti Ilaud. Come supponevo, la grande esperienza di Sauer così prossima per alcuni versi a quella di de Carlo, non era affatto conosciuta nè a Peter Smithson nè a De Carlo. Fu una bella rilevazione. Ricordo ancora l'osservazione centrale di De Carlo. Questo Sauer seguiva un approccio "distibutivo metodologico" il suo a Mazzorbo era invece di tipo "morfologico". Una osservazione di grandissimo interesse che vi porgo qui, se sapete cosa farci, meglio.

Detto questo se volete rileggere il testo è qui, sia in italiano che in inglese.
Absorbing Venice.
Low-rise High-density Housing by Louis Sauer

by Antonino Saggio



Thursday, February 02, 2012

IBooks Author The Instrument of Caravaggio

E' stato pubblicato oggi 2 febbraio 2012 il nuovo libro interattivo "The Instrument of Caravaggio" che è disponibile gratis sull'Apple iStore. Il libro, in Inglese, sfrutta alcune delle tecnolgie multimediali offerte dal software appena uscito IBooks Author. In particolare "le gallerie" che consentono analisi comparate di alcuni temi del pittore impraticabili sulla carta. L'iPad muove la lettura ad un nuovo livello (sottolineature digitali, ricerche di significati o traduzioni dei termini, glossari, note a margine ed altro ancora) ma, il centro di un libro rimane, ovviamente, il suo testo. Niente c'è di cosi interattivo con la nostra mente, come la parola scritta: leggero - e ora luminoso - soffio verso l'anima. Buona lettura, buoni salti.

Friday, January 06, 2012

Tindari. Chissa se la Befana è un poco anche Madonna nera?

In questo giorno amato dai bambini di tutto il mondo e nel quale Dona, dolcemente, continua a fare le calze agli ex piccoli, anche io voglio fare un regalo.

E' la poesia di Giuseppe Alibrandi, studioso, appassionato e prolifico, del territorio e della cultura siciliana. La sua poesia è densa tutt'altro che rassicurante. E vale la pena leggerla.
Ecco il link l'originale, da cui si accede anche al sito di Alibrandi. La trascrivo qui sotto.















 
TINDARI
Pynna nobilis,
sedimento calcareo
di roccia secolare
ritagliata a losanga
su mollusco marino,
strapiombi del Tindaro,
pensile su laghi di mare,
ti fissarono
in quella vita fossile
che pellegrino ignaro
rinvenne
tra le plaghe
bruciate dai sali
e dai venti di libeccio.

Impotente,
ti lisciò
tra le mani
guardando
al monte Giove,
enorme fallo
piantato
nella Madre Terra:
forse talismano
della candida Adelasia
fugata in monasterio
sterile di vita?
Specchio gentil
mostravasi
all’acque e all’aure
di brezze mattutine,
ombra diafana vagante
in spazi di solitudine.

Pensiero oscuro
e millenario
di bellezza racchiuso
in forma calcarea
trasparente all’acque
divenne
colata di cemento
giù per dirupi
a strapiombo
contro il fiore di cardo:
gracchiò la cornacchia
abbandonando il buco,
l’onda del lago
accolse il tronco esanime
e verme
di acque limacciose
gli succhiò la linfa.

Giuseppe Alibrandi
da
http://www.marebluefin.altervista.org/poesia1.php



Naturalmente per i curiosi, tutto nasce come evoluzione di una pagina web, nota agli amici, su mio padre Quasimodo e Tindari.

Monday, December 26, 2011

Piet Hein & Steve Jobs. Ovvero dalle superellissi all'Ipad arrotondato.

\left|\frac{x}{a}\right|^n\! + \left|\frac{y}{b}\right|^n\! = 1


NEI GIORNI SCORSI HO fatto una scoperta che è stata per me strabiliante: c'è un legame fortissimo, quasi impensabile, tra l'iPad di Steve Jobs e uno dei più poliedrici personaggi del secolo: il partigiano, matematico, poeta danese Piet Hein.

Mi sembra di capire, navigando per la rete, che la connessione che a me è divenuta d'un colpo evidente, sia una solitaria illuminazione, al momento. Ve la regalo, per queste feste. 
DUNQUE ECCO I FATTICominciai a citare Piet Hein una quindicina di anni fa, dopo che in un bel libro di Paul Heyer, trovai una definizione di arte, appunto di Hein. Diceva : "Arte è risolvere problemi che non possono essere formulati fino a che non sono risolti". Ogni tanto voglio sapere di più di questo bellissimo personaggio e l'altro giorno navigando su Wikipedia trovai questa incredibile...se si mette a sistema..affermazione:


"Piet Hein studiò la superellisse, una curva 'intermedia' tra un rettangolo e un'ellisse (...) analizzata dal matematico francese Gabriel Lamé (1795 – 1870). In particolare, Piet Hein pensava che la superellisse con n=2.5 fosse quella più esteticamente gradevole da vedere, e cercò di promuoverne l'utilizzo in architettura e nel design (in particolare in quello di mobili)"
da Wikipedia

ORA VENIAMO ALL'ALTRO Aspetto della questione. Steve tra le sue molte paranoie creative aveva quella dei rettangoli  arrotondati. Noi tutti pensiamo sempre a rettangoli, ma lui era fissato per i rettangoli arrotondati. E li fece progettare a Bill Atkinson ed ad altri del team pirata Mac. Per cui si ebbero rettangoli arrotondati dappertutto. Il rettangolo arrotondato è il simbolo stesso dell'informatica! Infatti mentre un rettangolo "è", ed è facile calcolarne l'area, un rettangolo arrotondato è una ipotesi tra mille, evitiamo la parola alla moda parametrica, ma ci siamo capiti. Calcolarne l'area è difficilissimo a mano, per esempio, quanto facilissimo per un computer. La fissazione dei rettangoli arrotondati naturalmente trasmigra per Steve "Fuori dal computer " per farsi oggetto. E volià molti oggetti Apple con rettangoli arrotondati, Il più famoso oggi appunto l'Ipad.
ECCO DAL BEN NOTO libro su Steve Jobs di Walter Isaacson, il brano in questione: "Jobs era non meno ossessionato dall’aspetto delle cose che sarebbero apparse sullo schermo. Un giorno Bill Atkinson piombò alle Texaco Towers tutto eccitato. Aveva appena trovato un brillante algoritmo in grado di disegnare in fretta sullo schermo cerchi ed ellissi. La matematica per produrre cerchi di solito comportava il calcolo delle radici quadrate, che il microprocessore 68000 non era in grado di sostenere, ma Atkinson trovò una scappatoia basata sul fatto che la somma di una sequenza di numeri dispari produce una sequenza di quadrati esatti (per esempio 1 + 3 = 4, 1 + 3 + 5 = 9 ecc.). Hertzfeld ricorda che quando Bill fece la sua dimostrazione tutti ne furono impressionati tranne Jobs. «Be’, cerchi ed ellissi vanno bene, ma perché non provare a disegnare rettangoli con gli angoli arrotondati?» disse.«Credo non ne abbiamo bisogno» replicò Atkinson, spiegando che era un’impresa pressoché impossibile. «Volevo mantenere snelle le routine grafiche e limitarle alle figure essenziali che era davvero necessario produrre» ricorda.
«I rettangoli con gli angoli arrotondati sono dappertutto!» esclamò Jobs, scattando in piedi tutto infervorato. «Guarda questa stanza!» Indicò la lavagna bianca, la scrivania e altri oggetti che erano rettangolari con angoli arrotondati. «E guarda fuori: ce ne sono ancora di più, praticamente ovunque si butti l’occhio.» Se lo tirò dietro in una passeggiata, durante la quale indicò i finestrini delle auto, i cartelloni pubblicitari e i segnali stradali. «Nel giro di tre isolati, trovammo diciassette esempi» dice Jobs. «Li indicai ovunque li vedessi, finché si convinse del tutto.»
«Quando alla fine arrivò a un cartello di divieto di parcheggio, dissi: “Va bene, hai ragione, rinuncio. Dobbiamo avere tra le figure fondamentali anche un rettangolo con gli angoli arrotondati”.» Come ricorda Hertzfeld, «il pomeriggio successivo Bill tornò alle Texaco Towers con un gran sorriso sulla faccia. Nella sua dimostrazione, adesso, i rettangoli con begli angoli arrotondati erano disegnati a incredibile velocità». Le finestre e i box di dialogo del Lisa e del Mac, e di quasi tutti i computer successivi, finirono per avere gli angoli arrotondati. "


DA QUESTO BRANO NON si evince alcun rapporto diretto tra Hein che studiò la famiglia di SuperEllissi e i rettangoli arrotondati di Jobs. Quindi potrebbe essere solo una concidenza di eletti spiriti, e noi l'abbiamo appunto scoperta. Oppure Jobs, magari nei suoi anni al Reed college era venuto a conoscenza anche di questa strana teoria. Comunque, per me è assolutamente incredibile l'esistenza di qusto legame cosiì vero e concreto tra due individui di cui ho grande stima.

HO MESSO TUTTO SU questo Blog dopo che della questione ho investito i miei "amici" di Facebook. Un circolo parecchio élitario che a volte mi segue in dei miei  bizzari indovinelli. Quello in questione per esempio è stato pubblicato il 21 dicembre, e l'architetto Massimo Curatella ha capito per primo dove volevo arrivare e ha anche fornito un link per approfondire. Vi aggiungo  l'equazione, che ho ricavata in Grapher con la consulenza di Raffaele, mettendo dei parametri plausibili per creare, circa, la forma esterna a rettangolo arrotondato di un iPad







NATURALMENTE CERCANDO SU WIKIPEDIA, una volta avuta la chiave Piet Hein, siete "dentro" questo discorso e potrete "usarlo" quanto vi interessa. Buone Feste, allora


Monday, December 19, 2011

Delle categorie e dell'oggetto

Oggi a Vallle Giulia, lezione di Sandro Anselmi Sui rapporti tra Architettura e arte: tre categorie proposte ai giovani studenti: la materia, colore se vuoi, il disegno e cioè lo spazio, e ... la narrazione. Le categorie funzionano abbastanza bene. Esempio: il filone metafisico...tutto narrazione, il filone cubista... tutto disegno, il filone astratto a cominciare da Kandisky tutto materia... A parte questo, il tutto si riesce a trasporre bene in architettura.
La base, implicita in questo contesto, è che l'architettura è per Anselmi creazione dello spazio...e quindi, di fatto ed essendo visiva, ha al centro sempre e per forza, il disegno. Naturalmente si può aprire un discorso grosso. A me qui ora mi interessa appuntarne un altro.

La cosa importante non è l'oggetto di ispirazione ...vuoi arte..vuoi scultura o altro ...ciò che è decisivo è invece la pregnanza delle categorie di lettura o di analisi. Se sono forti e pregnanti allora hanno la forza di trasmigrare e determinare una struttura del farsi, in questo caso un progetto. Importanti sono le categorie non gli oggetti! Tanto è vero che non è un quadro di Mondrian in s'è che può determinare un pensiero creativo...ma il modo di capirlo e guardarlo ..la categoria. Un pensiero neo plastico potrebbe essere suggerito dal vestito di arlecchino oppure da una coperta a patch.

Saturday, December 10, 2011

Un paesaggio alpino che si fa spazio

Chissa se a Cezanne, tanto ossessionato dalla Logica degli Oggetti, logica analitica, logica plastica e logica espressivamente frammentaria  ad un tempo, chissà se a Cezanne che ha dipinto per innumerevoli volte la Sua Montagna, chissà se a Cezanne sarebbe piaciuta questa nuova idee di Giovanni Bartolozzi. Una montagna che entra dentro casa, che si fa oggetto e rimane montagna. Naturalmente serve, vivaddio, perchè nel dedalo del progettare la chiave direbbe Argan è la "coerenza" di tutte le scelte, io aggiungerei la magica coerenza..in cui tutto si tiene insieme.







Monografia
Designer: Giovanni Bartolozzi
Dimensioni: 65x22x130 cm
materiali: legno
Monografia 
Un tavolino da sofà ideato per accogliere e rendere presenti i propri libri, attraverso due cavità inclinate che li contengono e sollevano il tavolo da terra. Una sorta di libreria orizzontale che trattiene il libro in posizione inclinata e ne rende ben visibile la costola, come nelle tradizionali librerie a parete. 
Esso è capiente e rigido, utilizzabile anche come porta oggetti, riviste, cuscini e accessori vari. Leggero e facile da trasportare, è realizzato in legno e disponibile in diversi colori.
Un tavolo da lettura personalizzabile che fa del libro un elemento strutturale e invita alla lettura. 
Monograph 
A sofa table designed to accommodate your books and make them present through two inclined cavity, containing them and raising the table from the ground. It’s a kind of horizontal library that holds the book in an inclined position and makes visible its spine as in traditional wall library. It is spacious and rigid, and it can also be used as a storage for objects, magazines, pillows and accessories. Lightweight and easy to carry, it is made of wood and available in different colors. A customizable reading table that makes the book a structural element and invites you to read.

Giovanni Bartolozzi

Tuesday, November 15, 2011

Si apre anche in Italia l'Ibook store dell'Apple.


... e ci sono già due libri di Saggio

The It Revolution in Architecture. Thoughts on a Paradigm Shift è la traduzione in Inglese del Volume di Carocci del 2007. Si raccomanda vivamente la lettura proprio per la straordinaria traduzione del prof. Stephen Jackson che può servire da esercizio per chi vuole perfezionare il proprio Inglese.

Five Master Works by Louis Sauer, invece, è un libro che non esiste in Italiano, riccamente illustrato e che illustra la filosofia e le tecniche progettuali di questo grande progettista. Particolarmente consigliato a chi si occupa di housing.

Entrambi i volumi si leggono benissimo in iPhone e risplendono per iPad, io sto finendo il libro su Jobs ed è molto bello, semi magico, leggere su questo strumento. In ogni caso l'Apple store permette, accedendo al comando Visualizza in iTunes, di scaricare un campione gratuito di entrambi.







Monday, November 14, 2011

Interactive photography: Mideast.midwest.middle class By Jake Marsico


While in Pittsburgh I stayed many hours with my friend Dennis Marsico, great photographer and continuous researcher of Arts and Technology. We did tougher the book "Giuseppe Terragni Life and Works" for Laterza. In Pittiburgh I had also the good fortune to meet Jake Marsico. The new Marsico continues the tradition of great and intense photographs of the father, but also creates interactive environments. If you look the short video you will realize.. . Not only great & intense Pictures to look at in a traditional way, but the installation creates a series of interactive actions. Scope is to accompany the viewer to focus, to participate and to illuminate with his/her own sight the pictures. The great of this work is that the electronic active environment do not detract from the normal view of the art. It is just ADD to it. All the Information from the link below.
See photos and Link Interactive video.

Thursday, November 03, 2011

Fogli, Straordinaria performance di Danza arte architettura e Immagini alla "come se"

Solo su prenotazione.

La scomparsa del prof. Antonino Terranova.

Antonino Terranova, direttore per molti anni del Dipartimento di Archtettura de la Sapienza è scomparso, improvvisamente, lo scorso venerdi.
Mi diceva ... ma quanto sei zeviano... e gli rispondevo ... ma quanto sei quaroniano. La sua apertura e curiosità intellettuale e la sua cultura erano d'eccezione, la sua produzione molto estesa. Forse nell'incrocio di saperi della rivista "Gomorra" si segnala uno dei punti più fecondi del suo lavoro.



Ho riletto oggi la recensione ad un libro "diverso" (Roma a_venire. Progetti per una città dell'informazione e della storia viva, Aracne Roma 2008). Rileggendo il suo scritto ho notato con quanta intelligenza critica aveva individuato alcuni aspetti del mio lavoro, aspetti a cui non avevo mai pensato nei termini in cui lui li aveva posti ("Direi che l’architettura per lui non è un obbiettivo ma uno strumento, di conoscenza e di espressione...").  Lo ringraziai allora, lo ringrazio oggi con molta tristezza.

"Esplorazioni Concettuali"
di Antonino Terranova

Invidiabile il concetto esplicitato nell’indice: si prendono dieci situazioni compatibili con il prg di Roma, si identificano dieci potenziali trasformazioni di tono metropolitano, si individuano dieci (e più) realizzazioni internazionali confacenti, utili sia ad accreditare la possibilità della trasformazione sia a prescegliere appropriate coloriture linguistico-spaziali, si sperimentano progettazioni esplorative e sperimentali analoghe, si ripropongono insieme i dieci (e più) progetti come proposte di aggiornamento insieme di una progettabilità urbanistico-architettonica di Roma e di una ibridata nuova configurazione concettuale dell’architettura urbanistica che si invera nel paesaggismo e nelle sue credo produttive ambiguità.

Per Antonino Saggio l’architettura non si pone come esercizio applicativo di categorie architettoniche stabilite o razionalmente evolutive ma come esplorazione categoriale di interesse prioritariamente concettuale, direi teorico se non sfuggisse sempre negli inoltre di una sovrarazionalità ora iperscientifica ora coscienziale.
Direi che l’architettura per lui non è un obbiettivo ma uno strumento, di conoscenza e di espressione, se non temessi l’orgoglio indiscutibile dell’architetto.
Antonino Saggio si avventura con esplorazioni progettuali e teoriche insieme su quel terreno, sul cui bordo spesso le nostre analisi e progettazioni si fermano con troppa prudenza, nel quale il progetto di architettura si arricchisce di valenza urbana e in quanto tale si confronta con una possibilitò e opportunità di strategia della trasformazione architettonica della città.
Saltando ogni mediazione procedurale o metodologica, cogliendo al balzo le occasioni progettuali offerte dal piano regolatore generale, occasioni senza cogliere le quali lo stesso lavoro urbanistico rischia continuamente di risolversi in sequenzialità normative e realizzative senza carica di innovazione adeguata alla stessa prospettiva metropolitana introdotta dal piano nelle sue generalità.
Soltanto nella dialettica tra strategie pianificatorie, estese e di contenuto multidisciplinare, e la spazializzazione tridimensionale e insieme espressiva propria dell’architettura, soltanto lì si possono esaltare davvero reciprocamente le dimensioni dell’urbano modernocontemporaneo.
Roma a_venire cerca insieme nuove idee di città e nuove idee di architettura della città, direi, se quelle stesse parole non fossero inadeguate per chi ritenga che insieme si possano e debbano innovare le parole e le cose, l’architettura e la città, le strutture edificatorie e i paesaggi.
Antonino Saggio pratica il progetto di architettura, ma lui parla di urbanscape un po’ come la Giuliana Bruno parla molto diversamente di architexture, come di una occasione di reperimento di nuove categorialità, o transcategorialità, mediante le quali una architettura all’altezza dei tempi incorpori sormontandole antropologie e sociologie altrimenti rischiose in un ottimistico futuribile elettronico informativo comunicazionale però carico di valenze semantiche.
Ci invita ad assumercene i rischi, mentre lui per primo se li assume tutti scommettendo su figure dell’architettura all’altezza delle nuove forme del sapere e del sentire.
Operatività è la parola che risponde appropriatamente alla crescente esigenza di oltrepassare il piano-progetto di carta con azioni progettuali nevralgiche in tempo reale, centrate su attività metropolitane da tempo altrove in esercizio da tempo.
Si potrebbe esemplificare qui con uno o due dei luoghi-occasione, ma è limitativo. La scelta più coraggiosa ed utopicamente promettente consiste proprio nel dispositivo d’insieme offerto come una provocazione alla Roma addormentata eternamente e di recente ulteriormente intorpidita dalla ragnatela di normazioni e previsioni di carta.

Scelte dieci occasioni strategicamente prioritarie, si potrebbe e dovrebbe rompere la sequenzialità pianificatoria in definitiva vincolistico-passiva quanto generale-vasta, e lasciare irrompere come in tutte le belle città (d’europa, perfino) le azioni, mobilitandosi subito per identificare le convenienze e gli interessi, i bisogni i desideri i sogni; insomma…rovesciare i processi, ripartire dalle scelte decisive.
Non vorrei sembrare semplicistico, ma di complicazione passata per complessità si può morire. Ormai abbiamo le prove…la scommessa che ci accomuna è questa, che l’architettura ridefinita possa anziché delegare assumersi la complessità. Roma a venire ne ha urgente bisogno. Anche con questi crepuscolari chiari di luna.
Antonino Terranova, "Esplorazioni Concettuali"
Pubblicato nell'Annale 2009 del DiaR "BluPrint" Roma Paesaggi Metropolitani pp.286-287

La foto è di A. Santamaria, Diap, Roma

Friday, October 21, 2011

The IT Revolution in Architecture book series is Back in English



The news is that after five years of stop, and 26 books produced by Birkhäuser from 1999 to 2006, the book series The IT Revolution in Architecture is Re-Started in English. Publisher is the same one of the Italian Version: Edilstampa, based in Rome, Italy. Distribution of the books is via this address also in Epub version. Soon also via Amazon.

Sunday, October 16, 2011

Maritime Heritage of the Mediterranean

Lecture by Richard Hayman




Presentation dr. Mark Nelson, Chairman of "The Mediterranean Conference".
Institute of Ecotecnics
Les Marronniers, Aix-en.Provence, 7-10 October 2011
Listen the Audio while viewing the Images, in English, 1h05  55mega Mp4

Three Inspirations From Mediterranean

Lecture by Antonino Saggio 

Presentation dr. Mark Nelson, Chairman of "The Mediterranean Conference".
Institute of Ecotecnics
Les Marronniers, Aix-en.Provence, 7-10 October 2011
Listen the Audio, in English, 1h05
See the Images
http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/Conferenze/Ecotechnics/Mediterranean.htm

Wednesday, October 05, 2011

Sull'imprinting nella ricerca architettonica


A proposito della Architettura di Juvenal Baracco.
Casa dell'Architettura di Roma, Lunedi 3 ottobre 2011

Ascolta dieci Minuti, In English

Details





Friday, September 09, 2011

Conferenza di Michele Fasolo

Fonti, Metodi, Strumenti
Ri-Conoscere Il paesaggio
Ricerche tra Tindari e Capo d’Orlando

di Michele Fasolo

lunedi 12 Settembre 2011
ore 18,30
Galleria del Sicily Lab
Via Umberto I, n. 211-209

GIOIOSA MAREA



Il territorio conserva iscritte nelle sue pieghe le tracce delle antiche civilizzazioni dalle infrastrutture viarie alle strutture del sacro, dagli assetti agrari e territoriali agli insediamenti produttivi e a quelli del potere. Tra gli oggetti di studio della Topografia Antica in particolare le direttrici viarie consentono la crescita di una civilizzazione e condizionano lo sviluppo delle successive sino ai nostri giorni.
Il territorio siciliano è tra i più ricchi al mondo per riconoscere nel paesaggio i segni materiali e simbolici delle culture che vi si sono avvicendate. Si tratta tuttavia di una indagine tutt'altro che facile e ricca di implicazioni che vanno al di là delle tradizionali discipline archeologiche e storiche per interessare le scelte di pianificazione, gestione e valorizzazione del territorio.

Michele Fasolo, archeologo, ha una intensa attività scientifica rivolta principalmente alla geografia storica, alla viabilità, al telerilevamento, allo sviluppo di modelli predittivi su piattaforma Gis. E' autore tra l'altro di "La via Egnatia I, Da Apollonia e Dyrrachium ad Erakleia Lynkestidos", dedicato all'antica strada romana attraversoi Balcani, "Antichi paesaggi agrari d'Italia nelle banche dati dell'Agea" sulle persistenze della centuriazione romana in Italia. E' attualmente impegnato in un progetto di ricerca nella Sicilia nord-orientale dal titolo "Tindari e il suo territorio: dalla carta archeologica al piano di massima per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali".
E' direttore responsabile di "Archeomatica" rivista dedicata specificatamente alle tecnologie per i Beni Culturali. Sulla base di questi studi nella conferenza alla Galleria del Sicily Lab di Gioiosa Marea affronterà queste temi in una conferenza intitolata: “Fonti, Metodi, Strumenti. Ri-Conoscere il Paesaggio. Ricerche tra Tindari e Capo d'Orlando


Saluto: Ignazio Spanò, Sindaco di Gioiosa Marea
Benvenuto: Besnik Aliaj, Rettore Polis University
Presenta: Antonino Saggio, U. Sapienza Roma, direttore Sicily Lab.

Il Sicily Lab è una struttura di ricerca sul territorio e sulla città mediterranea creata da Antonino Saggio con il gruppo nITro. A cominciare dal 2006 ha ospitato per periodi di studio sulla realtà siciliana architetti e designer dall'Italia e dall'estero.
Ha collaborato con le Università Tulane, TTU e Polis. Ha ottenuto nel 2009 Il premio di Architettura Giovanni Vaccarini per una scuola che opera in Sicilia.
http://www.nitrosaggio.net/sicilyLab/


Scarica la mascherina dell'evento e l'invito


Thursday, August 04, 2011

Intervento di Saggio ad Altamura "Come si può fare didattica del progetto.."

Ad Altumura, nella Puglia di Bollenti Spiriti e di altre note iniziative per le politiche giovanili, degli studenti capitanati da Domenico Sforza Saverio Massaro e Pasquale Loiudice hanno deciso di risvegliare le coscienze alla centralità dell'architettura. Sono riusciti ad organizzare Tre giorni di Incontri coinvolgendo numerose istituzioni locali e anche nazionali. Noi li appoggiamo, e saremo lì con loro. A parlare di come si può fare didattica del progetto per cercare di incidere sulla realtà. Il 3 il 4 e il 5 agosto, al Liceo Classico.


Audio 47 Minuti


Immagini e link

Friday, July 22, 2011

Esiti Laboratorio IV Luglio 2011

I lavori del laboratorio si inseriscono nel progetto UrbanVoids™che intende promuovere la realizzazione di micro architetture localizzate nei quartieri Tuscolano e Appio Latino a Roma. I progetti si basano su cinque caratteristiche chiave:

- la creazione di programmi d’uso innovativi basati sul concetto di “Mixité”
- la valorizzazione di ambiti abbandonati o sotto utilizzati della città
- lo studio di nuovi approcci dal punto di vista bioclimatico
- l’utilizzazione di tecnologie informatiche nella diffusione e co-responsabilizzazione del progetto
- l’attivazione di rapporti concreti con possibili partner del progetto considerati come attori irrinunciabili nel contesto sociale della città.

Naturalmente la forza della proposta non è nei singoli aspetti, ma nel loro intreccio. La didattica si basa sulla valorizzazione della energie attraverso un insegnamento direzionato nei contenuti, nelle tecniche e nell'aumento delle conoscenze specifiche al fare progettuale nei suoi aspetti contestuali, programmatici, ambientali, distributivi, spaziali, volumetrici ed espressivi, tutti temi oggetto di specifici cicli didattici e di lezioni accessibili a tutti anch in audio. Qui sotto una selzione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link con il lavoro completo e tutto il percorso di ricerca compiuto.


























Indirizzario completo di tutti gli studenti e di tutti i lavori
del Laboratorio IV 2011
prof. Antonino Saggio
Sapienza Università di Roma
Facoltà di Architettura