Intervista ad Antonino Saggio sulla città di Como e la valorizzazione del
Suo patrimonio architettonico.
"La Provincia" 31 marzo 2013
Saturday, May 18, 2013
Sunday, April 28, 2013
Massimo Bray, Ministro della cultura
La città e la rivoluzione informatica

Tuesday, April 23, 2013
Pubblicata la dissertazione di Antonino Saggio progettare la residenza
Si tratta della Dissertazione dottorale di Antonino Saggio che viene pubblicata a 23 anni dalla difesa per il titolo di Dottorato di ricerca. L'interesse è innanzitutto di metodo, perché la dissertazione rappresenta un chiaro esempio di lavoro scientifico nell'ambito della progettazione architettonica. L'uso dell'infinito «progettare» dichiara l'intenzione di offrire un testo che si collochi a metà strada tra il saggio e il manuale. La scrittura è discorsiva, e non rigidamente prescrittiva, ma i contenuti sono strutturati secondo categorie esplicite (spazi, sistemi, configurazioni, metodi) che facilitano l'utilizzazione operativa delle informazioni. Il lavoro si occupa di quattro aspetti del progetto residenziale: 1. l'inserimento in contesti già edificati e non solo nei terreni di nuova urbanizzazione; 2. la differenziazione degli spazi residenziali 3. l'innovazione dei sistemi distributivi 4. l'impostazione di un metodo per coordinare le relazioni tra gli «attori» che partecipano al progetto.
Gratis per 48 ore
Link
Tuesday, April 16, 2013
DIARIA - TEMPORARY AIR FARM Un progetto dal Basso Da Sostenere con una piccola donazione
Donate per la realizzazione di Diaria nel corso di Open House 4 e 5 maggio 2013. Bastano 5 euro. !!!
DIARIA - TEMPORARY AIR FARM, un padiglione gonfiabile itinerante, in grado di ripulire l'aria inquinata attraverso un micro-giardino collocato al proprio interno.
Guarda qui: http://www.diariaproject.org/
Grazie a micro-donazioni da 5 euro si potrà realizzare e allestire DIARIA in esclusiva nei giorni 4/5 Maggio nell'ambito della manifestazione internazionale "Open House Roma 2013".
Per donare seguite questa semplice procedura:
1. Registratevi al sito www.produzionidalbasso.com
2. Cliccate su SOSTIENI quihttp://www.produzionidalbasso.com/pdb_2264.html
3. Scegliet il numero di quote da donare )cvnhe una sola quota pari a 5 euro)
4. Solo a obiettivo raggiunto (2000euro in questo caso), con una email di conferma si chiederà di effettuare il pagamento online.
Diaria è un progetto di Tiziano Derme e Umberto Di Tanna in collaborazione con Nitro Group e Galleria "Come Se".
DALLE PAROLE AI FATTI...DONA E CONDIVIDI!
Grazie!
Sunday, April 07, 2013
Città Sprecata di Marco Carta su Paese Sera
Volevo segnalare la sezione "Mappe" di Paese Sera di Aprile 2013 che è in edicola.
Contiene un articolo su sei pagine a firma del giornalista Marco Carta con fotografie di Francesco Natalucci intitolato "La Città Sprecata". Naturalmente siamo lieti che il lavoro della mia cattedra a Sapienza sia ricordato e con bella evidenza. E' un riconoscimento che immagino farà un gran piacere agli studenti che hanno lavorato e lavorano ancora i a queste idee all'interno del Laboratorio IV. Eccoli, con i blog attivi e caldi. Stiamo concentrandoci nell'ansa del Tevere a Sud di Ponte Milvio quest'anno. I risultati arriveranno il 20 luglio.
L'articolo rivela dati impressionanti, 1200 ettari, a Roma sono occupati da edifici abbandonati, e il reportage ne fa vedere alcuni.
Dico alla fine che "più la città cresce più aumentano queste down areas." Sono proprio down, questi vuoti urbani e questi relitti, ci deprimono, ci buttano giù e bisogna lavorare per far cambiare le cose.
Contiene un articolo su sei pagine a firma del giornalista Marco Carta con fotografie di Francesco Natalucci intitolato "La Città Sprecata". Naturalmente siamo lieti che il lavoro della mia cattedra a Sapienza sia ricordato e con bella evidenza. E' un riconoscimento che immagino farà un gran piacere agli studenti che hanno lavorato e lavorano ancora i a queste idee all'interno del Laboratorio IV. Eccoli, con i blog attivi e caldi. Stiamo concentrandoci nell'ansa del Tevere a Sud di Ponte Milvio quest'anno. I risultati arriveranno il 20 luglio.
L'articolo rivela dati impressionanti, 1200 ettari, a Roma sono occupati da edifici abbandonati, e il reportage ne fa vedere alcuni.
Dico alla fine che "più la città cresce più aumentano queste down areas." Sono proprio down, questi vuoti urbani e questi relitti, ci deprimono, ci buttano giù e bisogna lavorare per far cambiare le cose.
Wednesday, February 27, 2013
Questo è il primo postr del Laboratorio IV 2013
Questo è il primo post del corso che è iniziato oggi 27 febbraio 2013.
Per vedere la home del corso vai qui
Per vedere la home del corso vai qui
Tuesday, February 12, 2013
L'enigma del girasole 25 anni dopo
Volevo segnalare la recente uscita del volume L'enigma del Girasole, The enigma of the "Sun Flower" un libro del prof. Ruggero Lenci (accompagnato alle stampe da scritti di F. Purini, A. Muntoni, C. Conforti) Il libro inaugura una collana "Architettura enigmatica" sempre per i tipi di Gangemi. A me il libro è piaciuto moltissimo. E uno dice : "Ma come, Saggio, fai a scrivere questo? Ho visto che te l'ha dato ieri sera!." E io gli rispondo: "Ma sono più di venticinque anni che lo conosco e anzi di tanto in tanto ci ripenso a questa lettura di Ruggero del Girasole" Infatti si tratta di un libro lungamente pensato, lungamente accudito e cresciuto, un vero libro giovanile dunque. Giovanile perché Ruggero adulto fa sentire la sua passione per questo oggetto e per questa architettura, perché la fa sentire in tanti modi, perché cattura e porge al lettore numerosissime scoperte e studi. A cominciare da questa intuizione, bellissima, del cavo evocante l'obelisco. Credo che venticinque e più anni fa, non c'era questa idea, ma c'erano i disegni di Ruggero che qui ripubblica. Il libro è tra l'altro molto bello graficamente, con foto spettacolari. Un vero contributo. Aspettiamo con grande interesse il prossimo della collana, che come è giusto in questi casi, ci è già anticipato.
Tuesday, January 29, 2013
La scomparsa di Alessandro Anselmi
Voglio fare sapere del mio grandissimo dolore per la perdita di Alessandro Anselmi: un architetto di rara intelligenza e bravura, un uomo di grande e affettuosa sensibilità per gli altri. E' una vera perdita per l'architettura italiana e per quanti hanno pensato - grazie al suo lavoro - che la lezione di Roma deve poter continuamente rivivere - anche un poco magicamente - nei nostri progetti. Come se dal suo suolo vulcanico, come se dai frammenti dei monumenti antichi emergesse una linfa di spiritelli, di fiammelle, di anime che danzano attorno a noi nella notte antica di questa città. Addio Sandro, con riconoscenza.
*** Per salutare Alessandro Anselmi, Accademico di San Luca, è prevista una commemorazione nella sede dell'Accademia di San Luca (piazza dell'Accademia di San Luca metro Barberini) che si terrà domani, mercoledi 30 gennaio, alle 11,30. I funerali si svolgeranno invece sempre domani alle 15,00 nella sua chiesa di S. Pio da Pietrelcina, in via Paolo Stoppa n. 10 a Malafede. Chi scrive non potrà essere presente perchè in missione fuori d'Italia e si scusa con i familiari, gli allievi e i discepoli
Frammenti urbani in Anselmi
Wednesday, January 23, 2013
Esiti Laboratorio IV prof. Saggio Luglio 2012
Esiti Laboratorio IV Luglio 2012
I lavori del laboratorio si inseriscono nel progetto UrbanVoids™che intende promuovere la realizzazione di micro architetture localizzate nei quartieri Tuscolano e Appio Latino a Roma. I progetti si basano su cinque caratteristiche chiave:
- la creazione di programmi d’uso innovativi basati sul concetto di “Mixité”
- la valorizzazione di ambiti abbandonati o sotto utilizzati della città
- lo studio di nuovi approcci dal punto di vista bioclimatico
- l’utilizzazione di tecnologie informatiche nella diffusione e co-responsabilizzazione del progetto
- l’attivazione di rapporti concreti con possibili partner del progetto considerati come attori irrinunciabili nel contesto sociale della città.
Naturalmente la forza della proposta non è nei singoli aspetti, ma nel loro intreccio. La didattica si basa sulla valorizzazione della energie attraverso un insegnamento direzionato nei contenuti, nelle tecniche e nell'aumento delle conoscenze specifiche al fare progettuale nei suoi aspetti contestuali, programmatici, ambientali, distributivi, spaziali, volumetrici ed espressivi, tutti temi oggetto di specifici cicli didattici e di lezioni accessibili a tutti anch in audio. Qui sotto una selzione di alcuni progetti. Dal nome dello studente si accede al Link con il lavoro completo e tutto il percorso di ricerca compiuto.
programma didattico, pubblicazioni, lezioni (alcune con audio) e altro materiale sono disponibili a questo indirizzo web
Laboratorio di Progettazione Architettonica IVFacoltà di Architettura Sapienza - Università di Roma
Antonino Saggio Home
Laboratorio 2012 Home
Thursday, January 10, 2013
Mostra di Cesare Cattaneo chiude il 12 Gennaio
Il 12 gennaio chiude la mostra di Cesare Cattaneo a Roma!
Ho fatto un lavoro per dimostrare che cosa vuol dire attivare intelligenze ed entusiasmi, e anche per omaggiare Cesare Cattaneo e per dare il giusto credito a Pierre Alain Croset e a Francesco Moschini. Avevo scoperto che solo uno dei miei laureandi, aveva visto la mostra su Cesare Cattaneo, organizzzata all'Accademia di San Luca di Roma. Allora li ho riuniti tutti attorno ad un tavolo e l'ho sparpagliato di libri sul Razionalismo Italiano e su Terragni, dicendo "Prendetene uno e guardatelo" e ho aggiunto : "Non esiste che voi non conosciate questa pagina della nostra architettura, il vosto relatore ci ha lavorato tanto. Andate alla mostra, scegliete un solo dettaglio che vi interessa, e scrivete 3000 battute. Liborio (l'unico che l'aveva vista) organizzerà un blog per pubblicare il tutto. Io nel frattempo scrivo il mio pezzo, dopo che sarà pubblicato, sarà anche nel nostro Blog. Niente commento pubblicato niente revisione la prossima volta."
Ecco allora che da questo link accedete a una pagina degna della vostra attenzione. Ci sono diciotto recensioni (eccetto la mia che è d'insieme) ciascuna è basata su un solo particolare di Cattaneo. Mi rendo conto: in un dilagare di recensioni sulle mostre fatte con i comunicati stampa ... e quando questa stessa mostra è stata ampliamente snobbata dalla stampa quotidiana... il nostro blog serve marginalmente, è un segnale però e a chi mi sta leggendo ricorda.. andate alla mostra sta per chiudere.
Saturday, January 05, 2013
Lo strumento di Caravaggio sull'Ipad
Ho pubblicato da alcuni giorni in Italiano "Lo Strumento di Caravaggio" in una edizione nuova e ampliata, che però funziona solo per l'Ipad (neanche sui telefonini va bene, solo sull'Ipad). Apparentemente è una follia, in realtà, non credo. Infatti se si ha un Ipad questo libro certamente vale la pena prenderlo, a cominciare dall'estratto gratuito. Se non lo si ha forse lo si era letto in versione cartacea edito da Kappa, o forse si ricordano i più lontani articoli su "Arch'It" oppure uno lo cerca su internet e lo trova in altre versioni pdf, anche se ovviamente senza il nuovo capitolo che ho aggiunto in questa edizione.
L'uso della tecnologia Ipad- Ibooks author ha un grande interesse per chi lavora (da quasi trent'anni nel mio caso) con la comunicazione e il computer. Infatti la bellezza (e di cosa si deve parlare in un software se non di bellezza!) di Ibooks author e la sua implementazione di diverse caratteristiche è per me prodigiosa. Lo apro e dico, dio mio, e li fuori ci sono ancora i bacucchi che fanno spallucce.
Ma come sempre lo strumento nuovo e le sue tecnologie implicano una riflessione. Cosa faccio? cosa è giusto e cosa no? Io sperimento in questa nuova edizione alcune cose che mi sembrano giuste, persino le domande interattive!, e soprattutto mi tolgo il desiderio che avevo sempre avuto di far vedere in sequenza i vari dipinti con i modelli, amici e amiche, del Caravaggio.
Nel frattempo voglio anche consigliare sempre in materia un altro libro sempre su Ipad che si chiama "Il quadro segreto di Caravaggio" di Francesco Fioretti. L'Autore è anche lui un professore, anche se di Letteratura italiana medievale, e su Caravaggio ha fatto un libro bello e piacevole. Condividiamo alcune tecniche (per esempio l'assoluta necessità di usare in alcuni brani la prima persona) anche se il suo libro è molto più avvincente del mio a. perché il mio lo conosco a memoria e non mi riserva alcuna sorpresa, 2. perchè il mio è comunque un saggio anche se sui generis, mentre quello di Fioretti ha il taglio di un romanzo storico con diversi ipotesi intriganti (e secondo me plausibili).
Indi cari lettori fate come credete più opportuno.
Ecco il link ai due libri, se li aprite dall'Ipad andate direttamente a Itunes store dove scaricare l'estratto
Wednesday, November 21, 2012
Key Note Address at MAB, Aahrus, Denmark, Nov. 2012
Back To Aahrus
An Intellectual Journey in the Lands of InteractivityFrom the Workshop of Gas Production to the Urban Green Line.
See the Images and read the text
Listen the Saggio key Note lecture at Aahrus media Architecture Biennale 1, 23
Saturday, September 15, 2012
Del gioco nel progetto e i rischi dell'insegnare. La "scacchiera" come metodo di ricerca sintattica
Laboratorio IV 2013
Le fatiche dell’apprendimento, però, dipendono in buona parte da una componente abbastanza semplice da comprendere: i cattivi maestri.
In qualsiasi interazione umana è, come è del tutto ovvio, proprio la componente umana quella decisiva. Incontrare un buon maestro nella vita equivale ad un’epifania, a un evento veramente raro.
È quindi fondamentale riuscire a distinguere i buoni maestri dai cattivi: capire quando una persona ci aiuta a crescere e ci insegna ad imparare, quando chi ci parla ci dà degli strumenti che hanno la capacità di crearne altri e quindi di moltiplicarsi.
Bisogna capire insomma chi ci arma e chi ci disarma, chi ci mette in un sistema di recinti, di fortezze concatenate l’una con l’altra. Tali fortezze, sono conoscenze apparentemente utili e necessarie, ma che non aiutano a crescere, non risultano propulsive e ci tengono invece bloccati e chiusi.
La vita dei giovani è estremamente complicata e la mancanza di esperienza rende difficile comprendere subito questi processi.
Quindi apprendere è sotto certi aspetti molto più difficile che insegnare, dicevamo, se non altro perché il docente ha la possibilità di stratificare le conoscenze, di coltivare un insieme di tecniche relative al suo mestiere e di trasmettere, per ruolo e posizione, sicurezze e garanzie.
Tuttavia uno dei fenomeni che più sgomentano i docenti è quello di rendersi conto di non aver insegnato "nulla" allo studente. Quando lo studente viene decontestualizzato (inserito in un altro corso con un altro docente oppure se cambia disciplina), a volte non risulta essere in grado di adoperare quegli strumenti che sembrava aver assimilato in tutta efficienza e sicurezza.
Forse si tratta di un percorso molto più lungo rispetto a quello che avviene nei pochi mesi di insegnamento di un corso e la "composizione" chimica dei saperi dentro il fare rimane un processo tendenzialmente infinito.
E meno male che a volte si vedono esiti comunque molto interessanti.
Uno degli strumenti che adopero per sviluppare la capacità nello studente di costruzione di un sapere critico, è la creazione della cosiddetta scacchiera. La parola utilizzata è puramente convenzionale, ma allo stesso tempo è rivelatrice. La parola scacchiera è infatti interrelata alla parola gioco, che è un componente imprescindibile del lavoro di progettazione e probabilmente, tout court, di ogni attività lavorativa.
Gioco, certo, ma in che senso?
***
Il mondo accademico e quello in generale della scuola ha da sempre circoscritto il gioco in una zona negativa, puerile, che nulla ha a che vedere con la “creatività adulta”, insomma una banale perdita di tempo.
Ciò è quanto di più lontano si possa pensare, da quello che in realtà il gioco è.
Se c’è un costrutto dell’umanità che crea un rapporto fortissimo tra regole, variazioni e raggiungimento di obiettivi, questo è il gioco.
Basti pensare agli scacchi, ma anche a giochi più semplici. Essi si compongono di: un sistema di regole, un sistema di variazioni e soprattutto una ricerca di obiettivi. Il fine da raggiungere è quindi il fattore fondamentale del gioco.
L’aspetto iterativo/processuale del gioco consente di sviluppare una strumentazione nello studente per cui egli diventa capace di costruire le regole del proprio gioco, al fine di avere un processo iterativo che gli consenta di raggiungere le finalità di progetto.
Come si realizza, in pratica, la scacchiera?
Dopo circa sei settimane dall'inizio del corso, definiti i ruoli del committente e i vincoli contestuali dell'area di progetto, emerge la necessità di elaborare le principali relazioni volumetriche e spaziali del progetto.
Viene creato un campo di ricerca possibile per i ragazzi, dato dall’utilizzo del volume “Architettura e modernità” nel quale è possibile trovare degli esempi alti di progetti di architettura.
In una fase in cui non si riesce a distinguere l’originale dalla copia, non si distingue Gesù Cristo dagli evangelisti, il libro è uno strumento utile grazie al quale lo studente è aiutato a contestualizzare e storicizzare le opere in relazione alla realtà. Le opere di architettura contenute in esso costituiscono di fatto elementi da analizzare con attenzione.
In sintonia con le ricerche effettuate, lo studente giunge all’individuazione di un’opera architettonica che è allo stesso storicamente significativa e con la quale stabilire una potenziale affinità.
Barbara Kruger, Untitled 2006
Fatto questo, qual è il passo successivo?
Il passo successivo è appunto creare, la scacchiera. La scacchiera è una parola gergale e sta per “insieme di componenti disassemblate, smontate in piccole parti, che possono consentire sia di ricreare l’originale architettonico da cui erano desunte ma anche, proprio perché smontate, consentire di creare infinite variazioni sul tema”.
Tutto ciò porta a padroneggiare un vasto campionario di alternative compatibili con l'opera analizzata da una parte e con la situazione specifica del proprio progetto dall'altro.
La cosiddetta scacchiera serve a far capire come un insieme di variazioni su un tema plastico e spaziale, in realtà non sono variazioni astratte, bensì variazioni fortemente indirizzate al raggiungimento delle finalità del gioco ovvero, dal punto di vista architettonico a come ottimizzare il contesto, come lavorare sul perfezionamento degli aspetti organizzativi, come ottimizzare i fattori bioclimatici eccetera.
La questione degli strumenti è quindi del tutto rilevante all’interno del dibattito che stiamo svolgendo sulla didattica.
Racconto un aneddoto esplicativo a tal proposito: dopo gli anni della mia esperienza di insegnamento al Politecnico di Zurigo, sono invitato dalla mia Università la Sapienza di Roma in Mozambico per un periodo di insegnamento che si protrarrà per circa un anno e mezzo.
Dopo circa due semestri, iniziai a divenire una figura scomoda agli occhi del preside locale, perché, semplicemente, facevo il mio mestiere: insegnavo e fornivo degli strumenti agli studenti.
Insegnare ad usare un blog, a diffondere le conoscenze, a condividere un progetto, ad accedere all’informazione, a scegliere i libri “buoni” e soprattutto ad articolare un pensiero progettuale e a verificarlo con i ferri del mestiere dell'architetto può diventare una pratica molto pericolosa per chi deve mantenere posizioni oligarchiche e di privilegio.
Intervento alla 3 giorni di Altamura, Agosto 2011 non presente integralmente nel volume in stampa.

Saggio e un gruppo di suoi studenti alla Fapf di Maputo; Mozambico maggio 1995
Thursday, September 06, 2012
Sicily Lab Proposte per gli spazi urbani di Gioiosa Marea 2008-2012
"Sicily Lab: Proposte per gli spazi urbani di Gioiosa Marea 2008-2012"
Gioiosa Marea - Sicily Lab - via Umberto Iº n. 211 Sabato 8 settembre 2012 ore 19
La mostra è allestita nella Galleria del Sicily Lab "Angelica e Orlando" che si apre direttamente sul corso principale di Gioiosa Marea: era l'antica farmacia del paese che rivive così in questa nuova destinazione culturale dopo le esposizioni del 2008 e del 2009.
Il progetto di allestimento quest'anno non si chiude dentro le mura della galleria, ma si apre alla città indicando un percorso di appropriazione e di comprensione. Una serie di elementi geometrici, progettati in un software parametrico e tagliati con macchina digitale sono stati ri-assemblati a Gioiosa per formare una sorta di bolle digitali che segnano alcune tappe del percorso espositivo. Innanzitutto fuoriescono dalla galleria, per segnalare l'evento al visitatore, poi si si avvitano ad un albero della via Raffaele Saggio e infine si raggrumano nel piazzale antistante la stazione ferroviaria.
Sulla piazza belvedere lungo via Giulio Forzano prende invece corpo una seconda installazione: "Puff". Si tratta di una sorta di spazio urbano praticabile realizzato attraverso la tecnologia del "gonfiabile” anche in questo caso predisposto in precedenza ed assemblato in sito. Il gonfiabile crea una sorta di arco che inquadra il mare e che è abitabile sia sotto l'arco che nei piedritti.
Il progetto di allestimento nello spazio della galleria propone una seconda pelle, avvolgente e sinuosa che ridefinisce ambiti e spazi dialogando con l'alta volta a crociera che caratterizza l'ambito principale dell spazio e che accoglie le proiezioni della mostra. Come concept guida dell'esposizione si è scelto di ri-semantizzare un materiale molto comune - I rotoli di canne "incannicciate", normalmente usate per ombreggiare terrazze giardini. Questi nastri di canne acquisiscono nell'esposizione un gusto e un eco digitale: come se fossero spline che si muovo nello spazio 3d e lo avvolgono con le loro geometrie flessuose. I lavori esposti sono organizzati in una serie di bande verticali di circa due metri di altezza che sono appesi ad una serie di cavi che rigano lo spazio.
I progetti esposti nella mostra propongono un contributo di ricerca originale che il gruppo NitroSaggio, molti giovani designer italiani e ma anche appartenenti alla Polis University di Tirana, alla Università Tulane di New Orleans e all'Università Texas Tech di Lubbock entrambe negli Stati Uniti d’America hanno elaborato negli ultimi quattro anni qui a Gioiosa nel Sicily Lab e che propongono appunto idee per i suoi spazi urbani.
L'idea che muove la ricerca progettuale è che in una situazione di crisi reale come appunto quello della cittadina costiera in provincia di Messina (che da una parte ha splendide risorse naturali e caratteristici ambiti urbani e dall'altra vive innumerevoli crisi e attacchi al proprio ambiente urbano e al proprio territorio), sia possibile sviluppare anche un'idea "soft" di progetto, capace di innestare reazioni vitali e positive, partendo "dal basso verso l'alto".
La scelta dei temi si è concentrata su alcune situazioni principali di Gioiosa Marea: 1. il tema dell'interconnessione tra percorsi e piazze legate allo svolgimento di riti e manifestazioni religioso-culturali, 2. il tema del rapporto della montagna e della città al mare, 3. il tema del riuso del torrente Zappardino attraverso operazioni di modellazione del suolo e di landart,4. il tema della invenzione creativa di spazi oggi dallo scarso utilizzo come il muro della ferrovia sia falla aprte urbana che dalla parte del mare, 5. l'utilizzo dell'isolotto artificiale denominato "Nitro Island" e 6. quello di una serie di piazze e piazzette e belvederi della cittadina.
In particolare, una serie di progetti si concentra sul sistema delle tre piazze centrali gravitanti sulla chiesa più antica e sulla piazza del Municipio.
Il sistema lineare della ferrovia genera un'altra serie di progetti ed è pensato come un densificatore di eventi per riconnettere il mare alla città.
Alcuni progetti si basano su una modernissima riconfigurazione degli spazi e materiali, ma in cui rimane viva l'eco e la memoria anche giocosa di eventi come il Carnevale e e gli strumenti antichi del mare e della pesca, altri progetti lavorano sulla trasformazione dei tunnel di accesso al mare in occasione di conoscenza e di civiltà.
Per il torrente Zappardino si ipotizza un recupero del canale attraverso interventi di modellazione e landart. Lo stato di degrado e il problema dell'inquinamento delle acque prossime al canale hanno ispirato la creazione di isole artificiali per il riciclo e la depurazione delle acque e installazioni che evocano i sistemi di protezione fisica delle coste. Queste stesse strutture fisiche si trasformano, però, nel progetto anche in emittenti di informazioni luminose e sonore che attraverso l'elettronica animano il mare.
L'information technology, ed e' una delle tesi portanti dell'intera ricerca, per questi progetti, non è quindi un'aggiunta a situazioni di lusso, ma assume un ruolo fondamentale per affrontare le contraddizioni del reale. La trentina di progetti in mostra affrontano questi e altri temi e forniscono uno sguardo nuovo e stimolante per la cultura architettonica, per i cittadini e per i loro rappresentanti politici che sono chiamati a scelte importanti per l'ambiente
Antonino Saggio, architetto, è il coordinatore del Dottorato di ricerca in Architettura. Teoria e Progetto e professore associato di Progettazione architettonica e urbana alla Facoltà di Architettura di "Sapienza", Università di Roma. Ha pubblicato molti volumi tra cui Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla Rivoluzione Informatica (Carocci 2010) e Giuseppe Terragni vita e opere (Laterza 2012 4ed.). Dirige dal 1999 la Collana internazionale "La Rivoluzione informatica in Architettura (Birkhauser 1999-2004, Edisltampa 2005- ) Nel 2004 ha fondato a Roma con giovani architetti autori delle collane citate o ex allievi il gruppo NitroSaggio. Il gruppo è molto attivo nella ricerca dei rapporti tra tecnologia informatica e progettazione architettonica. I membri del gruppo individualmente o in forma congiunta curano pubblicazioni, collaborano all'insegnamento universitario, si impegnano in concorsi e progettazioni, partecipano alla nuova galleria "come se" di Roma e hanno curato questa mostra del 2012 a Gioiosa Marea.
Il Sicily lab è stato inaugurato nell'aprile del 2006 e da allora vi si sono svolti incontri, conferenze e workshop che hanno il fine di diffondere e sviluppare una cultura architettonica legata all'impegno e all'innovazione tecnolgica. Il Sicly lab di Gioiosa Marea ha vinto il premio Giusepe Vaccarini per una Scuola di Architettura in Sicilia per l'anno 2009. http://www.nitrosaggio.net/sicilylab/
Immagine Ad alta risoluzione per stampa
Inaugurano la Mostra
il Sindaco Eduardo Spinella,
l'Assessore all'urbanistica Maria Grazia Giardina Papa,
il Direttore del Sicily Lab Antonino Saggio
Mostra a cura di ProActive Nitro.
Progettisti
Maria Pia Cosentino
Gaetano De Francesco
Antonio De Pasquale
Tiziano Derme
Umberto Di Tanna
Michela Falcone
Rosamaria Faralli
Donatella Finelli
Cristina Interdonato
Saverio Massaro
Davide Motta
con
Lorenzo Mastroianni
Dario Pompei
Alfredo Principia
Installazione e allestimento mostra
ProActive Nitro
Curatore
Antonino Saggio
Thursday, August 16, 2012
Ricordo di Luciano Biancatelli
Il giorno 13 agosto si è spento il prof. Luciano Biancatelli. Ne sono profondamente rattristato. E sono sicuro che le centinaia e centinaia di alunni che lo hanno avuto come professore condividono un pensiero grato e riconoscente ad una grande persona, generosa, pieno di forza ed intelligenza qualità che riusciva veramente a trasmettere ai suoi allievi, prima delle medie e poi delle superiori. Se l'effetto specchio esiste, noi cercavamo un poco almeno di assomigliargli.
Il prof. Biancatelli a me in particolare ha trasmesso giovanissimo e appena arrivato dalla Sicilia un insieme di importanti valori, di belle certezze: l'impegno, il lavoro insieme agli altri, una propensione a non esagerare e ad essere sempre misurati (con scarsi risultati, nel mio caso). Ogni tanto ci parlava della sua passione per il rugby, e per la caccia, ci trasmetteva sottilissimamente l'idea di un amore pieno, senza mercificazioni di sorta. Era molto solido nel fisico ed aveva una faccia esattamente etrusca. Faceva delle cose impensabili. La domenica ci portava per musei. Ripeto la domenica ci prendeva noi alunni di prima media, e ci portava nei musei. Ricordo per esempio le aule scure del Pigorini. In classe ci leggeva "Il Richiamo della foresta" di quel London tutto umano, tutto fisico, senza orizzonti divini e divinatori.
A ricreazione, unici in tutta la scuola, ci portava a correre nel cortile ed ebbe grossi scontri con il preside. Molti anni dopo mi raccontò che riusci ad evitare una nota di biasimo perchè fece vedere all'illustre preside una sua lettera a lui piena di errori di grammatica. Se si va in internet si trova il suo trasferimento "per motivi politici " nel 1972. Altri tempi.
L'anno successivo a quello del "Richiamo della foresta" era il 1968. Un gruppo andava uno o due pomeriggi a settimana in una grande terrazza vicino piazza "Re di Roma" e leggevamo "il Diario di una professoressa". La scena era come quella di un film veramente. Una grandissima disadorna terrazza sulla città assolata, cinque o sei ragazzi con il prof. a leggere. Sicuramente Massimiliano Chialastri, Colapicchioni, Fernando Benedetti uno cattivo che non mi ricordo come si chiama, e credo Franco Schiappa, che era simpatico e con cui avevamo fatto un sacco a botte all'inzio, perchè venivo da Patti e forse ero diverso.
La lotta di classe, don Milani, le professoresse stupide, la selezione: ogni tanto il professore ci lasciava capire che stava succedendo qualcosa anche adesso nel mondo attorno a noi, in quel maggio del 1968, nella nostra seconda media, e che forse era arrivata la rivoluzione.
Capii a poco a poco che il professore non solo era tale e serio e ci metteva i voti e ci interrogava e tutto il resto, ma che era anche un intellettuale e perciò comunista.
Scriveva articoli su "La Riforma della scuola" e anche libri. Anche dopo le medie ci vedemmo di tanto in tanto. Ricordo quando andammo a sentire i canti cubani, eh si la rivoluzione loro l'avevano fatta, all'ex cinema jolly, quello vicino al Verano. O quando andai con lui e la sua famiglia in qualche paese nelle Marche perchè presentava un libro.
Sapevo che facevano vacanze mitiche in campeggio libero in posti splendidi e spero che uscirà un libro con le foto e i racconti. Mi prenoto.
Negli anni anche magari dopo dieci anni ci si vedeva, gli portavo un libro. Viveva a Bracciano con la moglie Sonia, amava moltissimo i cavalli e ne ha scritto, faceva memorabili cavalcate e vere imprese e curava l'orto. Ultimamente ho rivisto il figlio grande, anche lui architetto, Fulvio ma credo di non aver mai rivisto da tempi lontanissimi la figlia Fiammetta che fa l'editrice e il figlio più piccolo, Lucio.
Foto
Il prof. Biancatelli a me in particolare ha trasmesso giovanissimo e appena arrivato dalla Sicilia un insieme di importanti valori, di belle certezze: l'impegno, il lavoro insieme agli altri, una propensione a non esagerare e ad essere sempre misurati (con scarsi risultati, nel mio caso). Ogni tanto ci parlava della sua passione per il rugby, e per la caccia, ci trasmetteva sottilissimamente l'idea di un amore pieno, senza mercificazioni di sorta. Era molto solido nel fisico ed aveva una faccia esattamente etrusca. Faceva delle cose impensabili. La domenica ci portava per musei. Ripeto la domenica ci prendeva noi alunni di prima media, e ci portava nei musei. Ricordo per esempio le aule scure del Pigorini. In classe ci leggeva "Il Richiamo della foresta" di quel London tutto umano, tutto fisico, senza orizzonti divini e divinatori.
A ricreazione, unici in tutta la scuola, ci portava a correre nel cortile ed ebbe grossi scontri con il preside. Molti anni dopo mi raccontò che riusci ad evitare una nota di biasimo perchè fece vedere all'illustre preside una sua lettera a lui piena di errori di grammatica. Se si va in internet si trova il suo trasferimento "per motivi politici " nel 1972. Altri tempi.
L'anno successivo a quello del "Richiamo della foresta" era il 1968. Un gruppo andava uno o due pomeriggi a settimana in una grande terrazza vicino piazza "Re di Roma" e leggevamo "il Diario di una professoressa". La scena era come quella di un film veramente. Una grandissima disadorna terrazza sulla città assolata, cinque o sei ragazzi con il prof. a leggere. Sicuramente Massimiliano Chialastri, Colapicchioni, Fernando Benedetti uno cattivo che non mi ricordo come si chiama, e credo Franco Schiappa, che era simpatico e con cui avevamo fatto un sacco a botte all'inzio, perchè venivo da Patti e forse ero diverso.
La lotta di classe, don Milani, le professoresse stupide, la selezione: ogni tanto il professore ci lasciava capire che stava succedendo qualcosa anche adesso nel mondo attorno a noi, in quel maggio del 1968, nella nostra seconda media, e che forse era arrivata la rivoluzione.
Capii a poco a poco che il professore non solo era tale e serio e ci metteva i voti e ci interrogava e tutto il resto, ma che era anche un intellettuale e perciò comunista.
Scriveva articoli su "La Riforma della scuola" e anche libri. Anche dopo le medie ci vedemmo di tanto in tanto. Ricordo quando andammo a sentire i canti cubani, eh si la rivoluzione loro l'avevano fatta, all'ex cinema jolly, quello vicino al Verano. O quando andai con lui e la sua famiglia in qualche paese nelle Marche perchè presentava un libro.
Sapevo che facevano vacanze mitiche in campeggio libero in posti splendidi e spero che uscirà un libro con le foto e i racconti. Mi prenoto.
Negli anni anche magari dopo dieci anni ci si vedeva, gli portavo un libro. Viveva a Bracciano con la moglie Sonia, amava moltissimo i cavalli e ne ha scritto, faceva memorabili cavalcate e vere imprese e curava l'orto. Ultimamente ho rivisto il figlio grande, anche lui architetto, Fulvio ma credo di non aver mai rivisto da tempi lontanissimi la figlia Fiammetta che fa l'editrice e il figlio più piccolo, Lucio.
Foto
Saturday, August 04, 2012
La Storia e la morte di Renato Nicolini
Renato ha Incrociato la Storia in quel momento, poi ha fatto tante altre cose. Credo credendoci e divertendosi ad un tempo. Eravamo molto diversi, ma ci sorridevamo e un sorriso grato e amichevole gli voglio mandare anche ora. Degli scritti che ho letto, questo, mi sembra il più giusto.
INDIMENTICATO ASSESSORE A CULTURA - "Apprendo con commozione la notizia della scomparsa di Renato Nicolini: uomo di cultura, eccellente amministratore. Nicolini fu l'indimenticato assessore alla cultura del Comune di Roma che, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, invento' l'estate romana". Lo afferma il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Un'esperienza che arricchì la città e, in anni difficili, segnati dal terrorismo, aiutò i cittadini di Roma a riprendere spazi di libertà. Un esempio che si moltiplicò e che fu ripreso dalle amministrazioni di altre città. Uomo lieve ma forte, solido nei suoi convincimenti, Nicolini ci ha insegnato che la buona politica si fa perseguendo un'idea di servizio alla comunità. Esprimo ai familiari di Nicolini il cordoglio mio e del Partito democratico".
Bersani, segretrio Pd.
Tuesday, July 24, 2012
Lantern in Japan just completed By Penezic&Rogina
I cari amici, Vinko Penezic e Kresimir Rogina mi
scrivono una bellissima notizia che vorrei condividere con voi:
scrivono una bellissima notizia che vorrei condividere con voi:
We would like to inform you with delight that our Clubhouse
with Lantern/Lighthouse pavilion was opened on July 14th
in Tokamachi, Niigata prefecture, as our first building
realized in Japan.
After 15 visits and six awards at Shinkenchiku and
Central Glass competitions, it is quintessence of our vision
of the country that we fell in love with long time ago.
Vinko & Krešimir
with Lantern/Lighthouse pavilion was opened on July 14th
in Tokamachi, Niigata prefecture, as our first building
realized in Japan.
After 15 visits and six awards at Shinkenchiku and
Central Glass competitions, it is quintessence of our vision
of the country that we fell in love with long time ago.
Vinko & Krešimir
Thursday, July 19, 2012
Zvi Hecker Sketches
In these days Piranesi is becoming increasingly important to me. I do understand how certain intuition and facts on the "etruscan imprinting"of Rome are root in the etchings of Piranesi. Simultaneously it is just arrived a rather beautiful book.
It is a collection of the impressive drawings by Zvi Hecker, the architect of so many important building since the Sixties and the autho of several masterpieces. In this book the reader can ejoy the first sketches of works such as the SPIRAL HOUSE or The School in Berlin or the Cultural center in Duisburg. There is a large number of different media and type of drawing in this book (schetches, ink drawing, pencil drawing, hard line ecctera) but in all of them the reader will recognize the same eye, the same soul, the same vision. As in Piranesi.
Sunday, July 08, 2012
Lecture at StadtSchule Frankfurt May 2012 - Part 1
Antonino Saggio gives a lecture at the Städelschule Architecture Class's 2012 lecture program
Find out more about the lecture program here
Lecture at StadtSchule Frankfurt May 2012 - Part 2
Antonino Saggio gives a lecture at the Städelschule Architecture Class's 2012 lecture program Find out more about the lecture program here
Wednesday, May 02, 2012
Al centro Pompidou di Parigi istallazione e ricerca di Achim Menges
Forme dell'architettura, forme dell'acqua, forme abitabili allo stesso tempo generate da algoritmi tra il biologico e l'artificiale: al centro pompidou di Parigi dal 2 maggio è in esposizione l'installazione di Achim Menges, una figura di docente ricercatore e architetto completamente "immerso" nel pardadigma digitale.
Saturday, April 28, 2012
Develop your design methodology. A movie

http://www.youtube.com/watch?v=ysLkLAEAqIc
Ho scritto a Sauer, quanto segue.
Exercice 5: Develop your Design Methodology.
prof. Antonino Saggio, Lab IV Sapienza, U. of Rome 2012.
prof. Antonino Saggio, Lab IV Sapienza, U. of Rome 2012.
Each student select an architectural design work in the proximity of their own design problem. The choice is done within the book "Architettura e Modernità" (Carocci 2010). This is done to be sure that students:
A. Do pick a Christ and not an Evangelist (i.e. the original of a certain school of design thought and not a follower). B. They can - while reading my book - study and understand the entire cultural /design context within which the picked architect moves.
After having done this.
Each student - they are 60 in my studio - build what we call in our jargon "a scacchiera" (a chess board). It means a movable design systems of components that can be used
a: to recreate the architect original work
b: to recreate whatever design variations of the original principles (order in kahnian terms)
c. To create their own chess board ! developing their own methods in order to address their own problem
In the movie is shown.
Louis Sauer's Penn's Landing and amazing new chess board to attack an existing building block with bottom up fill in strategies
Peter Cook's Cultural hall in Grasz, an amazing functional structural understanding that depicts the architecture not as stupid blog but as a series of interlocking spheres!
Zaha Hadid's Fire station, to show that a chess board does not mean a mechanic assembly of pieces on a board but and interweaving play between land and forms architecture as a landspacep or a landscape as architecture
The exercise IV comes after three previous ones on i. picking their site, ii. write their program, and iii. the study of climatic conditions and it is aniticpitated but several lectures on the emotional and technical challenges of design actions. Other three design exercise have to follow before final exam and design production.
Each exercise is always based on "Concept Test" methodology, always directly applied to the design on development of each student as explained in an article of many years ago, that recalls my experience in 1984 as a young teacher with professor Louis Sauer.
See the movie
Thursday, April 26, 2012
L'orto della Facoltà a Via Gramsci
Mi sembrava necessario questo pezzo sull'orto della facoltà anche come lancio della giornata del 6 maggio quando alle 17 alla Galleria come se i progettisti ugli incontrano alcune associazioni che lavorano dal basso a Roma.
leggi sulla rivista (h)ortus
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