Sunday, January 02, 2011

Università ancora ...

Materiali Riformisti ottimo blog e facebook che vi consiglio, mi ha chiamato in causa su un  articolo su quanto poco si spende in Italia per l'Università. Ecco il mio commento.,,

Leggo con interesse i numeri desolanti. E mi associo al commento. A volte viene un poco la disperazione. L'università italiana  si è andata progressivamente distruggendo in un processo circa quarantennale. Ogni nuovo passo, apparentemente plausibile in sé, in mancanza di un insieme di coerenze è divenuto follemente peggiorativo! Ne enumero qualcuno:
- la liberalizzazione degli accessi anni 70, risultato grandi numeri ma niente personale né strutture qualificate. 
- riforma universitaria anni 80,  ope legis de facto per ex borsisti assunti sl 99% in ruolo intasando  per due generazioni il reclutamento Contemporaneo svuotamento di significato del dottorato (non prevedendo alcun serio canale privilegiato nei concorsi e obbligando i giovani dottori ad accodarsi a tutti i ricercatori o associati promossi in precedenza!). 
- Anni novanta e Riforma Berlinguer. Disattesa ogni serietà al concetto di valutazione e a quello di economia, sostanziale scadimento della educazione universitaria con la norma  dei concorsi locali con addirittura tre vincitori per posto. Questa regola, attraverso gli incroci baronali  di favori tra sedi, ha creato facoltà universitarie che sono ricettacoli di famiglie locali con percentuali di omonimie di cognomi che superano il 50%. 
La recente "riforma" ha alcune regole non errate per principio, ma inserite in un quadro già moribondo saranno sicuramente peggiorative! Per esempio, in tutto il mondo che conosco i trentenni hanno contratti privatistici per sei anni e solo dopo fanno i concorsi per essere di ruolo. Ma in Italia già adesso i ricercatori  di ruolo in discipline competitive scappano, immaginate ora che non hanno neanche il ruolo e guadagnano 1500 euro quando all'estero il
Minimo è 3500! E' solo una delle osservazioni, lasciamo stare il taglio dei fondi, o l'ancora maggiore accentramento di
potere agli ordinari. 
Purtroppo in un processo di decadenza di 40 anni, credo che sia proprio il principio della riforma democratica e "negoziata" che non funzioni più. Vorrei Napoleone che si riunisce tre giorni con gli esperti e ridisegni tutto daccapo! E poi con le guardie lo Imponga cominciando con togliere (come Napoleone fece!) tutte le cariche ai baronetti, rettori, presidi e direttori che sono quasi sempre (conosco natualmente meritorie eccezioni, ma sono appunto poche)i custodi di interessi di casta, se non di famiglia, invece che di Stato! 
E' una utopia certo, ma è difficilissimo dire qualcosa di vero se no. Saggio vuole che si
metta a tutela l'università, direte voi. Forse si, in ogni caso non vedo come le regole sin qui seguite dalla politica abbiano prodotto alcunché di positivo.
Naturalmente, in molti resistiamo con qualche dignità e forse anche utilità per i nostri allievi. Anche io cerco di farlo, cerco di non offendermi troppo per gli sgarbi personali e generali e cerco di lavorare con più serietà e più amore per questo lavoro che posso. 

1 Comments:

Blogger Salvatore D'Agostino said...

Antonino Saggio,
a me quest’immagine ‘tangenziale’ di dicembre mi ha colpito particolarmente ---> http://www.flickr.com/photos/wilfingarchitettura/5283082980/in/set-72157625231020342/
Mentre al centro si aspettavano gli studenti per lo scontro finale gli stessi se ne sono andati per la tangente.
Le confesso che mio figlio di 15anni non ha più nessuna curiosità per la scuola (pur portando a casa dei voti alti) poiché la maggior parte degl’insegnanti sono ‘senza senso’.
Incapaci di offrire spunti interessanti.
Ieri sul domenicale ho condiviso questo frase: Nella storia umana, del resto, siamo stati sia «contadini», cui è necessaria un'attenzione focalizzata, sia «cacciatori», capaci di «scansionare un territorio complesso alla ricerca di segni e indizi per capire dove le sue prede siano nascoste». «Per secoli, le istituzioni scolastiche sono state strutturate per creare "contadini"», osserva Jenkins. Oggi, invece, occorre dirigersi Verso un'intelligenza digitale sempre più matura e avvertita, per dirla con Antonio Battro e J. P. Denham (Ledizioni), che offrono una ulteriore chiave di lettura delle nostre capacità di base, la cosiddetta «opzione click».
Link: http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-01-01/cosa-facendo-internet-vostri-152729.shtml?uuid=AYmD4RwC

Forse troppo ottimistica ma la scuola ormai è una ‘famiglia allargata’ con cui fare i conti, ma sul serio, non dietro la ‘quadratura del cerchio economico-politico’.

Saluti,
Salvatore D’Agostino

5:22 pm  

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