Wednesday, April 26, 2006

Corso 06. Lez. 10b. Bits e architettura. Superfici texture pieghe


Ascolta la lezione 50 minuti. Vedi le immagini. Corso 2006 La Sapienza Roma.
Si discute del rapporto tra architettura e il mondo delle superfici e degli schermi guardando criticamente tre architetti.

1 Comments:

Anonymous Anonymous said...

MOSTRE A CONFRONTO: IaN+ modelli di architettura ed Eur: se Terragni avesse vinto…
Mentre nell’esposizione dei modelli di Ian +, progetti che definirei “trasparenze oltre il limite”, il senso di novità, avvenirismo che avvolge queste architetture proiettate verso nuove concezioni spaziali ha nascosto la staticità dell’allestimento, quest’ultima mi è apparsa più evidente nella mostra di Terragni. La mancanza di multimedialità ed interattività era riflessa anche nei commenti del libro-firme, dove con epiteto poco raffinato, si comprendeva che una classe di un liceo classico di Roma si era ben annoiata. Riflettevo così tra me: noi studenti di architettura vediamo con occhi esperti e quindi comprendiamo i pannelli degli allestimenti, i plastici, ecc. solo perché rientrano nelle nostre attività quotidiane di anni di studio; ma gli altri, che hanno anche un buon livello culturale, sono tagliati fuori dalle nostre speculazioni perché probabilmente per loro sono incomprensibili. E allora una domanda nasceva spontanea, in futuro il pensiero architettonico dovrà coinvolgere un numero sempre crescente di individui o continuare a rimanere rinchiuso in ”Babeli d’avorio”?. Altro dilemma, come attivare i visitatori? La risposta a quest’ultimo interrogativo non poteva che essere l’Information Technology. Cosa ci avrebbe emozionato, suggestionato, impressionato o anche solo riacceso i ricordi e le fantasie?
L’opera di Terragni si snoda in un arco storico preciso, e forse sarebbe stato efficace proiettare spezzoni di film, e non intendo solo quelli istituzionali ma quelli, anche muti, che la gente vedeva al cinema, ascoltare brani musicali dell’epoca, far interpretare da attori famosi scritti, lettere dell’architetto, riportare pettegolezzi dell’epoca (purtroppo oggi si vendono più giornali di gossip che di cultura), postazioni Web dove poter approfondire argomenti, il tutto inserito in spazi virtuali; in altre parole coinvolgere in modo più interattivo un fruitore medio, non necessariamente architetto, che avrebbe potuto respirare anche il contesto sociale, culturale e politico in cui l’opera di Terragni è emersa.

Stefania Gori

1:46 pm  

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