Friday, August 02, 2013

"Architettura e Modernità". Appunti sulla genesi del libro



Il libro di storia progettato insieme cui si riferisce Luigi Prestinenza Puglisi (1) fu ideato in un viaggio in aereo, al ritorno da una lunga ed intensa conferenza a Catania (che aveva tutta una prima parte su Terragni e un'altra sul Eisenman.. per chi la ricorda) Eravamo, ne sono quasi certo, nel dicembre del 1996.  Avevo pubblicato da poco Giuseppe Terragni Vita e opere, Laterza 1995, 4ed. 2011. Il libro aveva molti aspetti di novità anche di metodo e avevano fatto di tutto per bloccarlo, forse perché era ineccepibile filologicamente ma lontano dallo storicismo. Era anzi vibrante sia dal punto di vista della ricostruzione culturale e politica, che di quella architettonica.
Facemmo una decina di riunioni al mio dipartimento, per discutere molto intensamente di questo libro di storia a quattro mani, registrandole. Ricordo che Luigi in risposta a dei miei scritti esemplificativi mi disse "Nino sì, questo è geniale, deve essere dichiarativo!"
Qualche tempo dopo uscì This is Tomorrow che io avevo capito da lui e da Marro fosse una antologia. Era invece un libro a sua firma di quella che poteva essere una parte del libro comune. Negli anni successivi fece uscire gli altri due per comporre la sua trilogia di Storia. Io pubblicai il mio solo nel 2010 (2). Il titolo è Architettura e modernità Dal Bauhaus alla Rivoluzione Informatica e uscì con Carocci.  Giudicate voi: Da questo link si accede a materiale introduttivo in pdf e a molte recensioni.


(1) "AUTOBIOGRAFIA A-SCIENTIFICA (45): L’ultima cosa che decidemmo di fare con Nino Saggio, prima che i nostri rapporti si rompessero, fu una storia dell’architettura del 1900. Ne parlammo in un viaggio in aereo e buttammo giù anche uno schema per dividerla in libri ciascuno della durata di un decennio, ciascuno caratterizzato da una parola chiave. Ci fu anche il progetto di raccogliere i nostri scritti, specie quelli apparsi su Domus. Nino li collazionò in una bozza, ma la situazione precipitava. Avevamo litigato altre volte, e anche duramente, ma poi dopo qualche tempo i rapporti di amicizia e di collaborazione erano ripresi. Sapevamo del resto che eravamo come i ricci di Schopenhauer che quando stanno lontano si cercano e vicini si pungono. In questo caso giocava a sfavore il fatto che ambedue, non più in un gruppo ma individualmente, operavamo nello stesso campo: quello della critica. E quando il campo di azione si sovrappone il conflitto è inevitabile. Inoltre, devo dire, tutti quelli che potevano fare qualcosa per metterci contro, volontariamente o involontariamente, lo fecero. Compreso l’editore della Testo & Immagine -la casa editrice dove la nostra responsabilità, alla morte di Zevi, si era accresciuta- il quale, sia pure a fin di bene perché in fondo era una brava persona, sfruttò la rivalità per cercare di meglio gestire le sue collane. A distanza di tempo, non credo che questa rottura sia stata solo un male perché ha costretto ciascuno a mettere a punto un proprio percorso, anche se a me , e sono sicuro anche a Nino, ha pesato dal punto di vista umano. Entrambi abbiamo proseguito, ognuno per conto suo, il progetto della storia dell’ architettura del novecento. La mia strategia consisteva nel considerare il volume This is Tomorrow come il primo di una trilogia che esaminava il secolo attraverso tre avanguardie: la prima dal 1905 al 1933, la seconda che appunto con This is Tomorrow andava dal 1956 al 1976 e, infine la terza, che copriva i nostri giorni. E difatti nel 2001 uscì Silenziose Avanguardie che si occupava del terzo periodo e due anni dopo, nel 2003, Forme e Ombre, che si occupava del primo. A questo punto occorreva solo inserire un raccordo, che copriva il periodo dal 1934 al 1955, e la storia del 1900 era fatta. E così feci con la rapidità che ha sempre contraddistinto il mio lavoro, ma la Marsilio, che intanto era subentrata alla Testo& Immagine, mi tenne il testo appeso per anni. Questa però è un'altra storia istruttiva che vi racconterò tra una decina di puntate. (continua)." Luigi Prestinenza Puglisi su Face Book, 2 agosto 2013

2. 


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