Saturday, October 21, 2006

Scandalosa Accademia!


Giovanni Vaccarini, Casa C+V Giulianova Sito

Delle due, l'una. O il sottoscritto non capisce assolutamente nulla di architettura contemporanea (cosa che ovviamente è plausibilissima), oppure la giuria del premio giovani dell'architettura italiana dell'Accademia di San Luca ha emesso un verdetto inconcepibile e scandaloso. Conoscendo le consuetudini del presidente della giuria non me ne stupirei, ma naturalmente potrebbe essere il contrario: che Canella, Portoghesi, Pio Baldi, Daniele Modigliani conoscano e sentano l'architettura contemporanea italiana incomparabilmente meglio di chi scrive e soprattutto di chi ha visto e può ancora vedere la mostra ospitata in questi giorni a Roma. Insomma ho scritto nel pezzo "L'eredità dei maestri" (Costruire", n. 271, Dicembre 2005) Leggi che Giovanni Vaccarini è uno dei migliori nuovi architetti italiani. Mi possono spiegare i solomi di questa giuria come si fa ad escludere il suo lavoro dai primi dieci selezionati al premio finale negli under 40?. E' scandoloso anche perchè con grande franchezza e rispetto il lavoro degli altri progettisti non gli è da nessun punto di vista superiore. Aspetto chiarimenti. Ci saranno? Se volete leggere il documento della giuria eccolo con i dettagli anche sugli assenti. Se Volete aggiungere il vostro parere, sostenere il fatto che siano gli stessi partecipanti a giudicare un concorso o una semplice firma a futura memoria andate qua sotto cliccando "Comments".

12 Comments:

Anonymous Antonino Saggio said...

Ad oggi ci sono stati tre o quattro commenti personali, indirizzati a me personalente. E Se facessimo, in questo caso, una votazione appunto democratica, tra i partecipanti o più in generale.
Credo che non bisogna sempre subire qualunque cosa;

9:42 pm  
Blogger Fabio Mazzeo said...

Ciao Antonino, salve a tutti.
Io sono Fabio Mazzeo e come sai sono tra i 20 "giovani" selezionati per la I mostra. Premettendo che sono assolutamente contento per il risultato di "wings" e per la prestigiosa occasione di esporre il mio lavoro, penso anch'io, tuttavia, che forse qualcosa non ha funzionato nel metodo. Credo che non si dovrebbero mettere nello stesso concorso progetti e realizzazioni. Il progetto ha una sua sacralità e tende alla "saturazione sensoriale" di chi lo osserva, annunciando una sorta di "promessa realizzativa". Una realizzazione, a mio avviso, è cosa diversa. Ogni cmq realizzato è una conquista ed è frutto di una serrata contesa tra molte variabili. Portare a termine il progetto di un edificio o di un portaposate equivale a bilanciare una equazione a molte incognite. Se è vero che fare l'architetto significa essere scienziati impegnati nella costruzione delle cose, ritengo che in un concorso dove si premiano "le realizzazioni" si debba decidere a monte a quale stadio dell'iter creativo si debba limitare il confine di partecipazione. La mia, e ci tengo a chiarire, non vuole essere una considerazione di merito sul risultato, ma solo una minuscola considerazione sull'impostazione generale e spero che la tua "sacrosanta" sollevazione possa dare un contributo importante per arrivare in un futuro ad adottare una metodologia di selezione più congruente.

11:11 am  
Blogger Antonino Saggio said...

TARPARE LE ALI.
La domanda fondamentale è "perché". Perchè una giuria ha escluso (in una selezione di dieci!!!) quello che è palesamente e senza ombra di dubbio uno dei migliori nuovi architetti italiani? ci si arrovella e ci si spreme il cervello alla ricerca della buona fede, si ragione con un ben nutrito numero di si..ma - forse...però e invece la soluzione è semplicissima, li davanti agli occhi di tutto.
Ragioneteci e leggete il successivo commento

8:55 am  
Blogger Antonino Saggio said...

A chi giudica non conviene, è un pericolo, una minaccia seria. Se dobbiamo operare, e qui c'è da operare, meglio tarpare le ali a chi ci può dar fastidio, proprio ed esattamente per la sua bravura, no?
Cosiì va il mondo e non da oggi, vi ricorderete che su Terragni ho scritto. Ma non sempre dobbiamo per forza mangiare questa minestra.

8:55 am  
Anonymous rosetta angelini said...

Sono appena tornata dall’Accademia di S.Luca, ho visto i lavori dei giovani partecipanti.
Il Prof.A. Saggio si chiede e ci chiede: il “perché”.
Invidia, gelosia, timore…chissà, forse. Comunque, in tutto questo, quello che resta è la cosa più importante : il concreto, la materia, è lì, la puoi toccare perché ESISTE!
Io ho avuto il piacere di vedere la casa che ha realizzato Giovanni Vaccarini, ci sono entrata ne ho respirato l’aria. Questa per me è Architettura.
Quello che muove un architetto è principalmente “ la passione ”. Un progetto è come un’innamoramento. Questo blog è fondamentale perché, ridà vita a questa passione troppo spesso svilita, ignorata e offesa.
Sono d’accordo con Fabio Mazzeo quando parla di separare le realizzazioni dai progetti. E’ verissimo, sono proprio due mondi. Solo entrando nel vivo della professione ci si rende conto di che salto bisogna fare per passare da un disegno ad un qualcosa di realizzato, anche se molto piccolo.

4:36 pm  
Anonymous antonino di raimo said...

Il giudizio della Giuria dell'Accademia di San Luca è sconcertante poiché offende non tanto le persone, quanto le opere, quanto quel poco di architettura contemporanea che si riesce a fare in questo paese. Credo che come spesso accade, i nostri gentili accademici, onorano con questo giudizio, prima di tutto le loro storie, che in taluni casi eclatanti costituiscono quanto di più lontano dalle vicende dell’architettura dei nostri giorni, del suo nascere dalle crisi, della sua fede nella repulsione delle tipologie, dalla sua forte propensione ad incorporare i veri temi di questi anni in nuovi spazi, riuscendone in certi casi a farne generi di autentica poesia architettonica. Questo è sicuramente il caso ad esempio, della vertigine spaziale del Cimitero di Ortona di Vaccarini, un episodio architettonico, visivo, funzionale spaziale che in altri casi sarebbe stato un banale passaggio di distribuzione. E’ un’immagine forte, la prima che mi viene in mente pensando a questo architetto e che sicuramente , dato che l’architettura ha la propria forza quando è opera, verrà ricordata. Per non parlare della casa C+V. Ma molto probabilmente, sono ben altre le immagini che affollano le menti dei nostri esperti: nel loro distribuire onorificenze hanno dimenticato la vita autonoma delle opere, quella vita come dimostrano i “terragni” dell’architettura italiana, che si impone di fatto, nonostante micidiali verdetti. A Vaccarini “architetto giovane”, che sicuramente non ha bisogno di difese, auguriamo una lunga e prospera maturità, densa di felici ulteriori realizzazioni.

11:33 am  
Blogger GiovanniBartolozzi said...

La forza dell’esclusione
di giovanni bartolozzi

E’ sacrosanto quello che si sostiene in questo Blog. E’ sacrosanta l’indignazione di Antonino Saggio e la sua intransigenza sui lavori della giuria dell’Accademia di San Luca. Si fa critica gridando anzitutto contro le meschinità di un sistema, e non viceversa. I fatti lieti sono lieti di per se, dunque si contemplano, si apprezzano in una dimensione anche personale, intima o collettiva. Le meschinità vanno invece gridate, sollevate, sbattute in faccia. Perché è la coscienza critica che lo impone, perché è un dovere.

Non occorre dire neanche una parola sull’architettura di Vaccarini. Nella bizzarra e paradossale scena italiana, essa costituisce un’evidenza tanto significativa e pulita nel suo iter realizzativi, da far rabbrividire tutti coloro che quotidianamente accettano compromessi e giochi di potere.
Fatta forse l’eccezione per Franco Purini - intellettuale di rara intelligenza, ma profondamente radicato nell’accademia più malsana -, dai rappresentanti della giuria non ci si poteva aspettare un verdetto diverso.

Ma attenzione cari amici, questa esclusione è la forza di Vaccarini. Chi ha avuto il piacere di conversare d’architettura con Giovanni, avrà subito notato il suo distacco, la sua repulsione per gli ambienti accademici, per la stessa università che prima lo ha respinto e poi lo ha rivalutato (dopo le prime mostre, s’intende). Allora, se da un lato il verdetto di questa giuria riflette l’indegna situazione italiana, dall’altra essa rappresenta la controprova dell’originalità e dell’impegno etico di Vaccarini.

La storia si ripete: Mollino fu forse ben accolto dall’accademia del tempo? Eppure oggi lo celebra pure quell’accademia che lo ha rifiutato.
Un fatto rincuora: l’architettura di Vaccarini esiste, cresce, matura giorno dopo giorno: vive.

3:41 pm  
Anonymous Antonello Marotta said...

Ci troviamo di fronte all’ennesima constatazione: la qualità in Italia sembra essere una colpa.
Fortunatamente Vaccarini è un architetto che ha dimostrato con la realizzazione di opere importanti il suo valore. Ma il dubbio sta tutto nella valutazione della giuria: il progetto di Vaccarini si stacca per qualità dagli altri progetti selezionati e la sua esclusione dai premi finali è inaccettabile.
L’indignazione chiaramente esposta nel blog ci aiuta a costruire una coscienza futura.

6:35 pm  
Blogger Giulio Romoli said...

Mi schiero al vostro fianco nella storica battaglia persa contro la classe dirigente italiana. Adoro il lavoro di Giovanni Vaccarini ed ho avuto il piacere e l'onore di conoscerlo bene di persona.
Io non credo che l'accademia di San Luca sia gestita da una cerchia di potere che ha paura dell'innovazione e delle idee intelligenti. Sono piuttosto persuaso che, come in altri ambienti culturali, non ultima la facoltà di architettura dell'università di Roma La Sapienza, in tutte le sue forme, non ci sia in chi dirige la cultura necessaria per apprezzare e valorizzare quello che di buono facciamo in Italia.
La cultura architettonica italiana arriva tardi, nei dibattiti internazionali non è, e soprattutto non è mai stata, presente negli ultimi 60 anni se non con sporadici personaggi (Zevi, De Carlo Piano ecc.) che non sono stati in grado, per evidenti difficoltà, a fare sistema.
Mi auguro che Vaccarini riesca a lasciare il segno più di altri personaggi che in Italia sono considerati grandi maestri ma all'estero non li conosce nessuno. Le potenzialità ci sono. Forza Giovanni!
Scusate lo sfogo ma certe cose mi mandano in bestia.

10:35 am  
Anonymous Francesco De Luca said...

In un primo momento, di fronte a vere e proprie ingiustizie come questa, può venire spontaneo un pensiero: perchè sforzarsi tanto di protestare contro la consuetudine tutta italiana (in architettura e non) di anteporre la logica politica, clientelare e di lobby al valore oggettivo di opere quali la Casa C+V a Giulianova di Giovanni Vaccarini?
Tanto cosa cambia? Cosa succede?
Ed è proprio su questa umana rassegnazione che una certa classe dirigente confida per mantenere lo status quo.
Per fortuna esistono luoghi come questo blog e persone come il Prof. Saggio che sanno bene che siamo noi i primi danneggiati da questa consuetudine se ci rassegnamo, e non solo chi ha subito in questo caso il torto.
Credo che la chiave stia proprio nella necessità di uscire dalle logiche di gruppo e lobbistiche
per tornare a dare il giusto valore alle idee e alle individualità.
D'altro canto non credo che questa indegna esclusione sarà in alcun modo un ostacolo o un freno alla crescita del consenso nei confronti di un architetto come Giovanni Vaccarini che ha più volte dimostrato sul campo la qualità del suo pensiero architettonico e questo è sotto gli occhi di tutti.

1:42 pm  
Anonymous luca guido said...

la mia idea sulla vicenda è piuttosto complessa. Si può sintetizzare dicendo che, se ne avessi avuto i titoli, non avrei partecipato. Vi prego di non intenderlo come un atto di rassegnazione alle pratiche correnti e a Vaccarini va tutta la mia stima e supporto, ma credo che i referenti di un nuovo corso dell' architettura italiana, e non necessariamente "giovane" ma quantomeno "nuovo", non possono essere nè i professori universitari nè l'accademia di san luca. credo che il nostro obiettivo sia fare e proporre architettura moderna e contemporanea in Italia ma dobbiamo tessere le nostre reti di supporto cirtico all'estero ed in ambienti anche diversi da quello architettonico, ovvero oltre le nostre, peraltro giuste, ambizioni di vedersi in veste di professorini, e onorati a casa propria.

P.S.(ho sempre avuto la sensazione che le varie sezioni "giovani" under 40 41 45 e 50 di libri, concorsi, mostre ecc. fossero una "concessione" dei vecchi baroni; guardacaso tra i "giovani" circolano spesso gli stessi nomi, non più giovani, e molti sono quelli legati alle lobby universitarie...)

2:58 pm  
Anonymous agnese canziani said...

Incuriosita da ciò che ho letto nel suo sito e nel blog sono andata a vedere la mostra all'Accademia di San Luca. Da studente quale sono mi avvicino sempre con molta umiltà ai progetti dei "più grandi"; in questo caso il concorso premiava i migliori architetti italiani under 40 : l'aspettativa era molto alta.
E invece. Sono rimasta un po' sorpresa nel vedere che ben pochi erano progetti di architettura CONTEMPORANEA che utilizzavano la contemporaneità sia nel significato dei progetti stessi, sia nelle loro forme, sia nella loro comunicazione; e mi sono sorpresa di come alcuni progetti (seppure a volte comunque validi ) fossero appesi lì come testimonianza della migliore architettura italiana di progettisti "giovani", non rappresentando affatto tematiche, modi ed estetica della “nuova architettura”.
Da studente posso solo dire che sono rimasta molto delusa, convinta ancora una volta che l'Italia ha bisogno di una scossa!
-piccolo sfogo: Perché se si propone qualcosa di “nuovo” (sempre considerando il fuso orario italiano!) la maggior parte delle volte si viene considerati imbecilli che hanno voglia di giocare, ma che di architettura non capiscono nulla???

5:29 pm  

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